
La lotta al cambiamento climatico e a tutte le tragiche conseguenze frutto dello stesso è al centro dell’interesse dei grandi attori europei ed internazionali. Sono tanti gli interventi legislativi e non che negli ultimi anni si stanno occupando (e preoccupando) di un tema così delicato. A venire spesso in rilievo però è la cattiva condotta non solo dei singoli individui, ma degli Stati stessi. Troppo spesso le singole realtà nazionali si mostrano indifferenti al fenomeno dell’inquinamento ambientale diventandone dunque complici.
Molti attivisti negli ultimi anni (ricordiamo il caso dei cittadini portoghesi dichiarato però inammissibile) hanno infatti adito alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo proprio per rilevare la cattiva condotta del proprio stato in tema di clima.
E proprio qualche giorno fa, la storia è stata fatta. La CEDU ha per la prima volta condannato un Paese proprio per ragioni connesse all’allarme clima.
L’accusa alla Svizzera arriva dalle circa 2.500 donne dell’associazione Anziane per il clima . «Il cambiamento del clima causa già oggi danni immensi. Malgrado i dati scientifici, la Svizzera e la maggior parte degli altri Paesi non fanno abbastanza per scongiurare le catastrofi. Gli Stati stanno violando dei diritti fondamentali», queste le affermazioni dell’associazione.
Ad essere chiamati in causa a sostegno del ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani, la violazione degli articoli 2 (diritto alla vita) e 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione. La Grande Camera della CEDU ha decretato infatti che la Svizzera viola l’articolo 8 riconoscendo lo status di vittima all’associazione Anziane per il clima.
Nello specifico è stato rilevato che il Paese: «non ha adempiuto ai suoi obblighi in materia di cambiamenti climatici e che ci sono state deficienze critiche nel processo che doveva permettere di creare un quadro normativo, compresa l’incapacità delle autorità di quantificare attraverso un bilancio del carbonio o in altro modo i limiti delle emissioni nazionali di gas a effetto serra […] un’azione inadeguata dello Stato per combattere i cambiamenti climatici aggrava i rischi di conseguenze dannose e minaccia il godimento dei diritti umani […] vi sono indicazioni sufficientemente affidabili in merito all’esistenza dei cambiamenti climatici di origine antropica. Cambiamenti di cui gli Stati “sono consapevoli” e che potrebbero essere affrontati “efficacemente con misure adeguate”. I rischi per la popolazione sarebbero “inferiori se l’aumento della temperatura fosse limitato a 1,5° gradi rispetto ai livelli preindustriali e se si agisse con urgenza».
«Questo è solo l’inizio del contenzioso sul clima: in tutto il mondo, sempre più persone stanno portando i loro governi in tribunale per ritenerli responsabili delle loro azioni». Questo il commento di Greta Thunberg di fronte una sentenza destinata a rappresentare una pietra miliare nella lotta al cambiamento climatico.
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