
Nonostante l’Italia si trovi al centro del Mediterraneo e la nostra storia vanti profonde radici con la cultura marittima e la navigazione, in tempi moderni il rapporto degli italiani con il mare è profondamente cambiato. Percepito perlopiù come meta per le vacanze estive, gli italiani sembrano ignorare l’importanza della preservazione e la cura delle nostre coste. A dimostrarlo è il report di Legambiente “Mare nostrum 2026”, pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco di Pollica (SA) Angelo Vassallo.
Il report tiene conto dei reati e degli illeciti amministrativi relativi all’inquinamento delle coste, legato ad esempio alla gestione dei rifiuti o alla mala depurazione, all’abusivismo edilizio, alle violazioni del codice della navigazione e alla pesca illegale. I dati sono stati registrati nel 2025 dalle forze dell’ordine e dalle capitanerie di porto di 15 regioni e 61 province costiere. Il riscontro totale è di 20.490 reati, il 20.4% in meno rispetto al 2024, e 36.322 illeciti amministrativi (–10.3% del 2024), per un totale di 56.812 violazioni. Il lieve calo di reati e illeciti, registrato al netto di una flessione del –19.8% dei controlli rispetto al 2024, rappresenta certamente una nota positiva, ma i dati sono ancora troppo elevati. Per rendere l’idea, si tratta di circa 156 illeciti al giorno, praticamente 6 ogni ora. In merito ai dati sulle diverse violazioni, il capolista è l’inquinamento: 7.317 reati, il 35.7% del totale. A seguire l’abusivismo edilizio con 6.189 reati (30.2%), la pesca illegale con 4.338 reati (21.2%) e le violazioni del Codice di navigazione con 2.646 reati (12.9%).
Legambiente riporta che dal 1999 ad oggi, le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, hanno registrato il 53.9% dei reati totali. Ma è la nostra regione a rubare la scena: nel 2025 registrati 4002 reati, il 7.04% del totale. A ciò si aggiungono 4744 illeciti amministrativi, per un totale di 8746 violazioni, circa 24 ogni giorno, praticamente 1 all’ora. La Campania inoltre risulta in cima alle classifiche per 3 tipi di illeciti su 4. Il primo posto ci spetta sui reati legati all’inquinamento con 1665 violazioni (il 22.6% del totale nazionale), sull’ abusivismo edilizio lungo le coste con 1116 reati (18.8% del totale), con 197 sequestri, e infine sulle violazioni del Codice di navigazione con 834. Soltanto per la pesca illegale la regione Campania si posiziona fuori dal podio composto da Sicilia, Veneto e Toscana.
In fondo al comunicato con cui Legambiente ha reso pubblico il report, figurano le proposte principale per ovviare a questa situazione. Tra le più significative citiamo il ripristino dell’efficacia dell’art.10-bis l.120/2020, per cui le demolizioni degli abusi edilizi non prese in carico dal Comune spettano alla prefettura di competenza. Così come la piena attuazione della Direttiva UE 2019/883 sugli impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi e l’introduzione di divieti stringenti per lo scarico in mare tramite l’istituzione di zone speciali di divieto anche oltre le 12 miglia dalla costa. Sempre in merito all’inquinamento, Legambiente propone anche di rilanciare, a livello locale e nazionale, la costruzione e l’adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione, integrando la gestione del ciclo idrico con quella dei rifiuti.
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