
Da quando esiste la stampa e più in generale il sistema dei media, una delle abitudini più radicate è quella di “sbattere il mostro in prima pagina”, garanzia di pubblico e vendite grazie alla possibilità di guardare il lato più oscuro dei protagonisti, ma anche di giocare sulla paura e sulle ansie della società. Negli ultimi mesi, purtroppo, questo ingrato compito di carburante per una macchina mediatica sempre in funzione è toccato spesso ai giovani: dagli episodi di violenza nelle scuole alle statistiche sull’uso eccessivo dei cellulari, dalle risse nei quartieri della movida più sfrenata alle analisi sociologiche che rappresentano una generazione senza obiettivi e senza ideali, il quadro generale sembra a dir poco allarmante in Campania, come nel resto del paese. Proviamo a disegnarne un altro partendo dall’osservazione sul campo e da qualche numero.
Chi studia il disagio socioeconomico sa che questa piaga colpisce le categorie più fragili, e tra queste naturalmente in primis i giovani: povertà educativa, episodi di violenza in famiglia, mancanza di opportunità lavorative e di crescita personale sono problemi che ogni operatore sociale affronta tutti i giorni quando è impegnato in progetti con adolescenti e ragazzi dei quartieri e dei territori più difficili.
Gli stessi operatori si trovano quasi sempre ad affrontare un nemico forse ancora più insidioso, cioè la sfiducia: verso la scuola, le istituzioni, la politica e in generale tutto un sistema di regole e valori estraneo al loro mondo, che si limita il più delle volte al mito del denaro ed alla legge del più forte. Questa barriera si rompe solo quando, grazie alla tenacia e competenza di chi viene “da fuori”, scatta la scintilla che spinge una ragazza o un ragazzo proveniente da un percorso complicato a mettersi in gioco.
Anche se spostiamo il nostro sguardo verso chi è più fortunato, il quadro che ci appare davanti mostra diverse zone d’ombra: stressati per una costante pressione alla performance scolastica, sportiva e sociale in vista di un progetto di vita che probabilmente li futuro del pianeta e per i numerosi conflitti che lo agitano, anche i giovani che vengono da contesti socio-economici più favorevoli sembrano privi di solidi punti di riferimento. Se ci soffermiamo in particolare sulla Campania, i dati confermano questo quadro contraddittorio, con una partecipazione al volontariato più bassa della media nazionale ma un livello di adesioni al Servizio Civile Universale particolarmente elevato; un forte disinteresse verso la vita politica (evidenziato poche settimane fa anche dal Presidente Fico) a cui si contrappone una mobilitazione in occasioni come la crisi di Gaza ed il referendum sulla giustizia.
Questi temi sono presenti ed importanti in tutta Italia ma ancora di più in Campania che, come evidenziato anche da Informare dopo la pubblicazione dei dati dell’ultimo censimento, è la Regione che, pure in un trend generale di calo della natalità, rimane la più giovane d’Italia con un’età media di 44,5 anni, contro un valore nazionale più elevato di cinque anni. Quali azioni dovrebbero essere messe in campo dal Non Profit campano per fare in modo che questa ricchezza di giovani non sia un problema ma una opportunità?
Se guardiamo entrambi i lati del pianeta che abbiamo esplorato ce ne vengono in mente almeno due: coinvolgere maggiormente nelle nostre organizzazioni i giovani più brillanti del territorio dando loro un motivo in più per restare qui (o ritornare), oltre a soddisfare la loro aspirazione verso un futuro migliore; e, grazie ad una collaborazione più stretta con tutti i soggetti pubblici e privati interessati al tema, battere il territorio ogni giorno e non solo quando bisogna cercare beneficiari per Bandi e progetti che mettano al centro il disagio giovanile. Una sfida difficile ma, come abbiamo visto una volta, tanto le risorse non ci mancano.
Di Tommaso D’Alterio
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...