
La Campania continua a detenere un primato preoccupante: è la regione italiana con il maggior numero di illeciti ambientali. Secondo i dati contenuti nel dossier Ecomafia 2024 di Legambiente, in Campania si registra un reato ambientale ogni due ore. Una situazione allarmante che, più che una novità, rappresenta l’ennesima conferma di un fenomeno radicato e persistente, che si trascina da decenni senza risposte strutturali adeguate.
Dal 1997 al 2023, nella sola Campania sono stati accertati 117.919 illeciti ambientali, il 15% di tutti quelli registrati a livello nazionale. Le forze dell’ordine hanno denunciato quasi 100.000 persone e disposto oltre 33.000 sequestri. Numeri impressionanti che fotografano una realtà criminale diffusa e sistemica, dove l’ambiente diventa terreno di conquista per interessi economici illeciti. Nel dettaglio, tra il 2009 e il 2023, la provincia di Napoli si conferma come la più colpita, con 23.979 reati penali, 24.544 denunce, 309 arresti e 11.122 sequestri. Seguono, con dati comunque rilevanti, le province di Salerno e Avellino.
Il reato ambientale più clamoroso è il ciclo illegale dei rifiuti, che da anni vede la Campania al centro delle cronache giudiziarie e dei rapporti di Legambiente. Solo in questa regione si contano 22.400 reati legati ai rifiuti, con oltre 21.000 persone denunciate e più di 10.000 sequestri.
A simboleggiare questa emergenza c’è il reato ambientale più grande: la Terra dei Fuochi. L’area tra le province di Napoli e Caserta dove i roghi di rifiuti tossici sono diventati un dramma quotidiano. Proprio su questa zona è intervenuta di recente anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha riconosciuto le gravi responsabilità dello Stato italiano nell’incapacità di tutelare la salute dei cittadini.
Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, ha parlato di una sentenza che segna una svolta, chiedendo la creazione di un fondo straordinario per le bonifiche e l’istituzione di un’Autorità indipendente di controllo per monitorare e garantire l’attuazione delle misure richieste dalla Corte.
Oltre ai rifiuti, un’altra ferita ambientale profonda è rappresentata dall’abusivismo edilizio, che distrugge il territorio e alimenta una cultura dell’illegalità. Dal 1992 al 2023, sono stati registrati 30.177 reati legati al ciclo del cemento, con 25.539 persone denunciate. Sebbene si registri un aumento delle demolizioni, soprattutto nell’area dei Campi Flegrei, il fenomeno resta dilagante, con migliaia di nuovi abusi edilizi ogni anno, spesso in zone a rischio idrogeologico o di alto valore paesaggistico.
Il caso Campania non è isolato. Le regioni meridionali occupano stabilmente le prime posizioni per numero di reati ambientali. Calabria, Sicilia e Puglia, insieme alla Campania, rappresentano il 45,7% del totale nazionale. Questa concentrazione geografica dimostra come le ecomafie abbiano trovato nei territori del Sud terreno fertile per le loro attività, approfittando di vuoti normativi, ritardi amministrativi e complicità locali.
L’allarme lanciato da Legambiente non è nuovo. Da oltre vent’anni l’associazione pubblica rapporti che denunciano puntualmente la gravità della situazione. Eppure, gli interventi messi in campo dalle istituzioni sono stati spesso parziali, frammentari o privi di reale efficacia. In molti casi, le bonifiche sono rimaste promesse incompiute e i controlli insufficienti.
Occorre ora un cambio di passo. Come sottolinea Imparato, «serve una visione di lungo periodo, con fondi adeguati, controlli rigorosi, e un’educazione civica che rimetta al centro il valore del bene comune». Solo così sarà possibile spezzare la spirale di illegalità che soffoca l’ambiente campano e restituisce fiducia ai cittadini.
I numeri non sono solo statistiche: raccontano di un ambiente sotto attacco, di comunità in pericolo e di un futuro che rischia di essere compromesso. La Campania merita di più. Merita bonifiche vere, giustizia, trasparenza. Merita di uscire dal racconto delle ecomafie e tornare a essere, finalmente, terra di bellezza e legalità.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...