
Venerdì 28 novembre – data tutt’altro che casuale in una stagione turistica che non conosce più basse maree – la Regione Campania ha inaugurato all’Aeroporto Internazionale di Napoli-Capodichino il suo primo Campania Welcome Hub. Non un gazebo promozionale, non l’ennesimo desk con dépliant stanchi. Qualcosa di diverso. Finalmente. Alle 11 in punto, il taglio del nastro ha riunito Regione, vertici aeroportuali e operatori del turismo. C’era Rosanna Romano, direttore generale Politiche culturali e Turismo, c’era l’Agenzia Campania Turismo, c’era il messaggio politico: l’accoglienza non è più un accessorio, è infrastruttura. E, concediamolo, anche reputazione.
Il Campania Welcome Hub nasce con un’ambizione chiara: archiviare l’idea del turismo come improvvisazione gentile. Qui siamo di fronte a uno spazio esperienziale, digitale, modulare. Un hub, appunto. Parola abusata? Forse. Ma nel caso specifico, aderente. Touch screen, contenuti immersivi, mappe interattive, assistenza multilingue. Non solo “cosa vedere”, ma come farlo, quando, con quali connessioni, con quale coerenza. Itinerari che attraversano arte, archeologia, natura, enogastronomia, borghi. Calendari eventi aggiornati, mobilità sostenibile – finalmente – e informazioni pratiche, che per un turista valgono più di cento slogan. Le lingue? Italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e cinese. Tradotto: il mondo, quello che atterra davvero.
Napoli-Capodichino è la porta d’ingresso principale della Campania. Nel 2025 ha superato i 13 milioni di passeggeri. Numeri che impongono responsabilità. Posizionare qui il primo Hub non è quindi una scelta estetica, ma strategica. E non è un progetto isolato. Un Info Point è già attivo all’Aeroporto di Salerno – Costa d’Amalfi. Altro snodo, altro segnale: il Sud non si visita più “a pezzi”, si organizza come sistema. Aeroporti, porti, hub logistici e informativi collegati. Un’idea semplice. E proprio per questo, finora colpevolmente trascurata.
Felice Casucci, assessore regionale al Turismo, lo dice senza girarci troppo intorno: questo è un nuovo modello di accoglienza. Tecnologia, design, contenuti. Ma soprattutto narrazione. Non propaganda, bensì racconto coerente dell’identità campana. E – elemento non secondario – attenzione al visitatore come gesto di cura. Un concetto che in Italia fa ancora fatica a passare. Prendersi cura del turista non è servilismo, è competitività. Casucci lo rivendica apertamente. Ed è bene che lo faccia. Alessandro Fimiani, commissario straordinario dell’Agenzia Campania Turismo, chiude il cerchio: Napoli è solo il primo passo. L’obiettivo è una rete diffusa, capace di restituire la complessità e la varietà della Campania senza ridurla a cliché.
Il Campania Welcome Hub non risolve tutto. Non basterà uno spazio digitale a sanare carenze infrastrutturali o disallineamenti storici. Ma è un segnale politico e operativo nella direzione giusta. Meno improvvisazione, più progetto. E se davvero l’accoglienza diventa una politica pubblica strutturata – non un favore estivo – allora sì, la Campania smette di inseguire il turismo e comincia, finalmente, a governarlo.
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