
Quanto è bello andare a spasso con il proprio amico a quattro zampe? Ecco, meno bello è dover camminare cercando di evitare gli escrementi di cani i cui proprietari non si preoccupano di raccogliere e sopportandone il cattivo odore. Ogni giorno purtroppo ci capita di trovarci davanti a scenari simili, strade, parchi in cui è quasi impossibile camminare senza il timore di calpestare feci canine incolpando spesso gli stessi cani che ovviamente, non hanno nulla a che fare con l’inciviltà dei propri padroni.
Oltre ad essere una evidente mancanza di rispetto e di senso civico, non dimentichiamo che il nostro codice penale punisce “chi lascia gli escrementi del cane non raccolti in un luogo pubblico (per strada, sul marciapiede, nell’androne di un palazzo, ecc.). In particolare, commette reato chiunque deturpa o imbratta cose mobili altrui, e si rende sanzionabile con una multa fino a 103 euro”.
Ma come si fa ad individuare i trasgressori? Arriva la bizzarra novità del comune di Carmagnola.
Siamo nel comune di Carmagnola, nel torinese dove arriva un nuovo strumento per individuare gli incivili padroni che non raccolgono i bisogni dei propri cani: il dna.
L’iniziativa datata 2017 dall’assessore comunale Massimiliano Pampaloni, vede una modifica del regolamento comunale sul benessere animale che aggiunge alla registrazione dei cani all’anagrafe canina accanto al microchip, anche un test obbligatorio per l’identificazione genetica dei cani. Per i primi due anni la registrazione genetica obbligatoria era prevista gratuitamente mentre ora resta gratuita solo se fatta nei primi due mesi dalla registrazione anagrafica, altrimenti il costo è di 40 euro.
Un’importante mappatura della popolazione canina del comune si è svolta nel corso del 2023 contando ad oggi circa tremila cani. Ma a cosa serve tutto questo? A risalire attraverso il prelievo delle deiezioni del cane al suo proprietario per sanzionarne in comportamento. E grazie alla collaborazione dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, sono scattate le prime sei sanzioni.
Ma come funziona questo rilevamento vi chiederete. Autorizzati a prelevare del campione degli escrementi dei cani sono le cosiddette Giacche verdi, nuove figure professionali, guardie ecologiche volontarie convenzionate. E’ possibile fare anche segnalazioni alle Gev, ma non certo procedere autonomamente da privato cittadino.
Dopo essere risaliti al padrone, scatterà l’invio di una multa che ammonta a 100 euro sommando i costi dell’esame e della notifica per un totale di ben 150 euro. Una novità forte per i cittadini del comune, tra chi ne apprezza le conseguenze in tema di maggior pulizia delle aree della città e chi invece ne contesta l’eccessiva “invadenza” delle forze dell’ordine. Insomma, psicopolizia orwelliana o giusto rimedio per un vivere civile? Cosa ne pensate?
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