
Si stima che in Italia ci siano 600 mila cani randagi e più di 2 milioni e mezzo di gatti (dati Lav 2022). Secondo il rapporto LAV, il fenomeno presenta differenze tra Nord, Centro e Mezzogiorno; diminuiscono gli ingressi nei canili e gattili sanitari, ma di poco e allo stesso modo restano basse le sterilizzazioni dei cani, in aumento solo del 2,4%. L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante, partendo da questo presupposto proviamo a fare il punto della situazione con il dott. Giuseppe Leonardo, medico veterinario, coadiutore del servizio veterinario settore Equidi, Randagismo e SOA, Asl Caserta, distretto Domizio e Matesino. «L’Asl si occupa di salute a 360 gradi e il tema del benessere animale è una delle attività che il nostro servizio veterinario svolge in modo attento, ma poco conosciuto» spiega il dott. Leonardo, al quale chiediamo.
«Sicuramente la situazione non è brillante ma, forse, resta un tantino meglio rispetto alle altre regioni del sud e rispetto agli anni passati. Basti pensare che fino a pochi anni fa solo nella Asl di Caserta le catture di cani sul territorio erano intorno ai 4.000 soggetti l’anno. Ora il dato si è ridotto di un quarto ma comunque sono ancora troppi».
«In Campania possiamo sicuramente affermare che il problema è molto sentito. Infatti possiamo vantarci di avere un Centro Regionale di Igiene Urbana Veterinaria (CRIUV), diventato ora polo integrato con Università e Istituto Zooprofilattico. Il centro oltre ad essere sede di studio e programmazione, ha un ospedale veterinario di riferimento regionale oltre ad un Centro Recupero Animali Selvatici CRAS».
«Rimanendo nell’ambito del nostro territorio l’Asl da alcuni anni ha istituito un settore specifico dedicato alla lotta al randagismo con strutture ambulatoriali che per il distretto Domizio è localizzata a Vairano mentre per quello matesino a Caiazzo, ed ora siamo nella fase di realizzazione di un ospedale veterinario anche nella nostra provincia».
«Secondo il mio giudizio il problema è sia ambientale che culturale, credo che la situazione climatica del Sud favorisca la sopravvivenza degli animali consentendo loro di procacciarsi cibo e superare la stagione fredda. Cosa più difficile nelle regioni del nord. Ma certamente il problema culturale è quello che ha maggiore rilevanza».
«È sicuramente la causa principale molte persone non hanno nessuna responsabilità per i cani o gatti che prendono con sé, vengono considerati spesso come un accessorio senza valore di cui liberarsi alla prima occasione».
«È sicuramente la cosa principale da fare. Un cane non anagrafato è un cane non collegato ad un proprietario pertanto qualsiasi cane trovato per strada senza un microchip diventa un cane randagio destinato al canile. Cosa diversa se ogni cane fosse regolarmente micro-chippato ed anagrafato, come previsto dalla legge nazionale 281/91 e dalla legge regionale n. 3 del 2019. In Campania la microchippatura è fornita a titolo gratuito presso i servizi veterinari delle Asl. La sterilizzazione poi è un altro fattore determinante: il controllo delle nascite riduce il numero di animali presenti sul territorio stabilendo il giusto rapporto tra animali disponibili e proprietari responsabili. Ci sono troppi cani e gatti disponibili e poche persone degne di averli».
«Il contributo di tante associazioni ha sicuramente dato un valido supporto al controllo degli animali sul territorio e soprattutto in quelli ricoverati nei canili. Infatti negli ultimi anni si è visto un graduale svuotamento dei canili proprio ad opera di associazioni che hanno provveduto ad affidarli a richiedenti in tutta Italia ed anche all’estero».
«Da qualche anno è stato istituito in Campania un numero verde 800178400 a cui chiunque può chiamare nel momento in cui incorre in un animale ferito o gravemente malato. Il servizio prevede il recupero del soggetto, il ricovero presso l’ambulatorio veterinario più vicino e successivamente la re-immissione sul territorio se trattasi di gatti o cani con ordinanza di re-immissione come cane libero accudito (il cane di quartiere). Una considerazione va fatta anche per i gatti presenti sul territorio: da qualche anno assistiamo ad un incremento notevole del numero dei gatti raggruppati spesso in colonie, anche per questi animali la legge regionale prevede un controllo demografico mediante la sterilizzazione. infatti è possibile registrare le colonie feline presso il comune e programmare gli interventi di sterilizzazione presso il servizio veterinario di riferimento».
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