
Sempre più nebbiosa la questione dei colloqui tra Giorgia Meloni ed Elon Musk che avrebbero portato, almeno fino a quanto si diceva ieri, ad un accordo tra Governo e SpaceX per fornire servizi di telecomunicazione sicuri all’Italia con un contratto quinquennale da 1,5 miliardi. Ieri il governo ha smentito queste voci; nonostante ciò Musk sui social sembra confermare l’avanzamento delle trattative. La decisione segnerebbe un frattura importante anche con l’Unione Europea.
Quello che sappiamo essere sicuro è la fitta gamma di colloqui che avvengono tra la premier italiana e l’imprenditore, e che c’è una trattativa in corso con SpaceX per quanto riguarda i sistemi di crittografia per le comunicazioni governative attraverso la rete satellitare Starlink.
Ha subito fatto scalpore la notizia del raggiungimento di un accordo quinquennale del valore di 1,5 miliardi di euro (il più grande del suo genere in Europa) sviluppatosi durante l’incontro tra Meloni e Musk avvenuto a Mar-a-Lago, l’abitazione di Trump in Florida. L’accordo è stato negato dallo stesso governo italiano il giorno successivo. Aldilà di ciò, però, Musk sui social sembra far capire che la volontà di arrivare ad una quadra c’è, contraddicendo la stessa Meloni che tramite un comunicato dice che “i colloqui con SpaceX fanno parte delle normali discussioni che i dipartimenti statali hanno con le aziende”, mentre il miliardario scrive su X che SpaceX è “pronta a fornire all’Italia la connettività più sicura e avanzata“.
Il riconoscimento di discussioni in corso ha sollevato preoccupazioni tra gli addetti ai lavori e i politici, soprattutto in considerazione della partecipazione dell’Italia allo sviluppo comunitario della rete satellitare concorrente Iris², il cui lancio è previsto per il 2029.
È bene chiarire che la Commissione europea ha dichiarato che un’eventuale partecipazione dell’Italia a Starlink è una questione di competenza nazionale e che gli Stati membri dell’Ue possono partecipare a Iris² e firmare contratti aggiuntivi a livello nazionale. Nonostante ciò, però, alcuni legislatori dell’Ue hanno espresso preoccupazione per il potenziale accordo dell’Italia con SpaceX. “Se tenete al Made in Italy, non firmate un accordo satellitare con Musk”, ha dichiarato l’eurodeputato francese Christophe Grudler (Renew Europe) su X.
In effetti, la scelta della premier di duplicare i propri servizi, sia con Iris² che con Starlink, è sì fattibile in termini pratici, come ha spiegato la commissione, ma potenzialmente incoerente con la ratio stessa del progetto Iris², che mira proprio a ridurre la dipendenza da operatori extra-Ue come SpaceX di Musk o Kuiper di Jeff Bezos.
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