
È di certo impossibile dimenticare le straordinarie coltri di fumo che, negli ultimi anni, hanno letteralmente paralizzato la città in seguito ai festeggiamenti di capodanno. Un fenomeno di certo accentuato dalle più recenti condizioni atmosferiche con l’aumento dell’umidità nelle ore notturne che hanno favorito il ristagno dei fumi emessi dall’uso smodato di fuochi d’artificio dando così vita ad enormi banchi di nebbia.
Quest’anno, ad invertire questa ormai usuale tendenza ci hanno pensato le condizioni atmosferiche: l’insperata pioggia ed i forti venti di capodanno ha impedito alle polveri sottili di stazionare nell’ambiente scoraggiando, di fatto, la formazione dell’usuale nebbia.
La notte che ci ha di fatto portati nell’anno 2024 ha di certo destato molta sorpresa negli occhi di chi temeva si formassero i soliti banchi di nebbia in seguito ai festeggiamenti. Per chiarire il fenomeno, Magazine Informare ha allora chiesto il parere del dott. Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania. “Nel periodo natalizio ed in particolare nella notte di Capodanno si sono registrate delle condizioni meteo assai differenti da quelle che hanno caratterizzato queste festività in passato. Noi sappiamo come le emissioni di polveri sottili in concomitanza con l’utilizzo di fuochi d’artificio siano in queste giornate di notevole rilevanza. Di norma una situazione climatica tranquilla favorisce il ristagno dell’aria e ciò fa sì che si registrino dei picchi di concentrazione di polveri sottili nell’aria con tutti i pericoli per l’ambiente per la salute che ne conseguono. Il recente Capodanno ha visto invece un susseguirsi di condizioni meteo che hanno favorito la dispersione delle polveri sottili che sono state prodotte in seguito all’utilizzo dei fuochi d’artificio” ha spiegato il dott. Chiavazzo.
“La Rete Regionale del monitoraggio della qualità dell’aria ha sicuramente rilevato qualche picco rispetto ai dati raccolti nel corso di tutto l’anno ma se analizziamo il fenomeno confrontandolo con i valori degli anni passati possiamo subito notare come questo sia stato assai limitato”.
Un capodanno di certo più sicuro come confermano anche i dati diffusi dall’Arpac, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania. Tutte le stazioni di rilevamento diffuse sul territorio del comune di Napoli hanno registrato valori al di sotto di quelli ai quali siamo ormai abituati nella notte di Capodanno. Su tutto il territorio campano soltanto sei centraline, su un totale di quarantaquattro, hanno riportato dei valori superiori ai limiti consentiti.
Le uniche note negative sono dunque giunte da Caserta (dalle stazioni dell’ “Istituto Manzoni” e del “De Amicis”), poi ad Aversa, Teverola, San Vitaliano ed infine Acerra. Dati di sicuro incoraggianti ma che devono comunque destare preoccupazione: per quanto la pioggia sia riuscita ad attutire gli effetti dell’uso dei fuochi d’artificio sull’ambiente, l’indice PM10, secondo i dati Arpac, ha comunque registrato un significativo e pericoloso aumento nel corso della notte di Capodanno.
Insieme al dott. Giancarlo Chiavazzo abbiamo approfondito tanti altri temi che potrete leggere sul prossimo numero cartaceo di Magazine Informare.
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