
È stata una delle prime nomine di don Mimmo Battaglia appena arrivato a Napoli: suor Marisa Pitrella, direttrice della Caritas diocesana, suora delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, istituto nato nel 1600 per aiutare i poveri. Ed è a lei che abbiamo chiesto di spiegarci in cosa si sostanzia il lavoro suo e dei tanti volontari che offrono il proprio contributo.
«La Caritas diocesana, grazie alle Caritas parrocchiali diffuse capillarmente su tutto il territorio, ha uno sguardo attento a tutte le fragilità che si presentano ogni giorno. In particolare, negli ultimi tempi, alle famiglie che non hanno una casa, alle mamme con bambini, a situazioni di grave indigenza economica, a persone che vivono difficoltà relazionali, a coloro che non possono permettersi cure sanitarie. Tutte queste fragilità ci appartengono e vogliamo che siano curate perché a ciascuno sia restituita la sua dignità». E, riferisce suor Marisa, «nell’ultimo periodo abbiamo registrato un aumento considerevole della condizione di povertà in tutti gli ambiti. Aumentano le richieste di abitazioni perché le persone non riescono a trovare casa a causa del lavoro sottopagato, una condizione di sfruttamento che non consente nemmeno di pagare le bollette o di assicurare lo studio per i figli».
La povertà è una realtà ormai trasversale, e non solo di natura economica: «Dobbiamo avere uno sguardo di maggiore attenzione e prossimità per le giovani generazioni, sempre più sole ed affamate direlazioni vere ed autentiche. È fondamentale investire sui giovani e fare in modo che si sentano parte attiva e importante per la società. Ed è altrettanto indispensabile sostenere le loro famiglie, soprattutto quelle al cui interno sono presenti soggetti disabili o con dipendenze che conducono le famiglie a ritrovarsi in situazioni debitorie, con il ricorso al prestito ad usura».
Il territorio della diocesi di Napoli è molto vasto e copre, oltre all’intera città, tutta l’area vesuviana fino ad arrivare alle porte di Pompei. E non è facile prendersi cura dei bisogni di circa due milioni di persone, soprattutto quando le istituzioni a volte, se non spesso, sono latitanti. «Un aiuto importante – racconta Suor Marisa – ci arriva dall’8 × 1000 che la Conferenza Episcopale Italiana, grazie alla firma dei contribuenti, ci assegna ogni anno. Ma ci sono di grande supporto anche le numerose fondazioni o arciconfraternite che ci aiutano a soddisfare tutte le richieste di aiuto che ci arrivano».
La Caritas diocesana di Napoli gestisce tanti punti di aiuto ed accoglienza: le numerose mense sparse su tutto il territorio, il Binario della Solidarietà, accanto alla stazione centrale, o Casa Bartimeo, nel centro storico. «Tutti possiamo essere capaci di supportare e aiutare mettendo a disposizione, per chi le ha, non solo le proprie risorse, ma anche il tempo e le proprie competenze. Bisogna “attenzionare” chi abbiamo vicino, gli anziani soli, le persone che non sono capaci di creare relazioni, e tutti quelli che vivono situazioni di difficoltà. Il poco dato da ciascuno può diventare veramente tanto»
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