
A Caserta si attende con crescente attenzione la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio sul ricorso presentato dall’ex primo cittadino Carlo Marino contro lo scioglimento del Consiglio comunale. Il verdetto, atteso nei prossimi giorni – non oltre il 25 marzo – potrebbe avere conseguenze decisive per il futuro amministrativo della città.
La vicenda nasce dallo scioglimento del Comune di Caserta disposto dal Governo nel 2025 per presunte infiltrazioni camorristiche nell’amministrazione comunale. Il provvedimento è stato formalizzato con decreto del Presidente della Repubblica e ha portato alla nomina di commissari prefettizi alla guida dell’ente.
Subito dopo la decisione, l’allora sindaco Carlo Marino ha annunciato battaglia legale, definendo lo scioglimento “un atto abnorme e lesivo dell’immagine della città”. L’ex primo cittadino ha quindi presentato ricorso contro il Ministero dell’Interno, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Prefettura di Caserta.
Il momento chiave della vicenda si è svolto il 25 febbraio 2026, quando davanti al Tar del Lazio si è tenuta l’udienza pubblica sul ricorso. Durante la discussione, i legali di Marino hanno illustrato una memoria difensiva articolata, cercando di contestare punto per punto le conclusioni contenute nella relazione prefettizia che aveva portato allo scioglimento del Comune.
Già nelle fasi preliminari il tribunale aveva respinto la richiesta di sospensiva immediata del decreto, ma aveva ordinato un’istruttoria completa e trasparente sugli atti alla base della decisione governativa, imponendo alle amministrazioni coinvolte di depositare tutta la documentazione senza omissis.
Questo passaggio è stato considerato fondamentale dalla difesa dell’ex sindaco, perché avrebbe consentito di analizzare nel dettaglio l’intero impianto documentale del provvedimento.
Dopo l’udienza di merito, la parola è ora ai giudici amministrativi. Secondo quanto emerso al termine della discussione, il Tar dovrebbe depositare la sentenza entro circa 30 giorni dalla trattazione del ricorso.
La decisione stabilirà se lo scioglimento del Consiglio comunale sarà confermato oppure annullato. Nel primo caso, il commissariamento dell’ente proseguirà fino alle nuove elezioni amministrative; nel secondo, si aprirebbe la strada alla possibile reintegrazione dell’ex sindaco e dell’intero consiglio comunale.
Il verdetto del Tar rappresenta quindi uno snodo politico e istituzionale importante per la città. Se il ricorso venisse accolto, l’amministrazione guidata da Carlo Marino potrebbe essere reintegrata, con il ritorno dell’ex sindaco alla guida del Comune. Se invece il ricorso fosse respinto, lo scioglimento resterebbe valido e la gestione commissariale continuerebbe fino alla successiva tornata elettorale.
Nel frattempo, a Caserta il dibattito politico resta acceso e i partiti osservano con attenzione l’esito della sentenza, consapevoli che il pronunciamento dei giudici potrebbe ridefinire gli equilibri politici cittadini. In attesa della decisione definitiva, una domanda continua a circolare tra cittadini e addetti ai lavori: Carlo Marino tornerà davvero sindaco di Caserta?
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