
Il caro benzina preoccupa sempre di più gli italiani. I prezzi salgono in modalità servito. La benzina costa infatti in media 2,047 euro al litro (prima erano 2,045), con un picco della media minimo di 1,978, massimo di 2,127.
Il diesel servito costa in media 1,903 euro a litro (prima era 1,900), con un picco della media minimo di 1,844 e massimo di 1,978. I prezzi del gpl variano tra 0,713 e 0,734 euro al litro, quelli del metano tra 1,402 e 1,476 euro al chilo. Come accade puntualmente ogni anno all’alba della stagione estiva, gli automobilisti italiani si trovano ad affrontare il problema del caro carburanti.
Ogni giorno sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy vengono pubblicati i prezzi medi per regione e la media nazionale. Tali provvedimenti dovrebbero, nell’intento del Governo, favorire la trasparenza e la concorrenza. La Liguria si attesta tra le regioni più care d’Italia, mentre venerdì 4 agosto 2023 il prezzo medio della benzina nella nostra regione è di 1.952 euro, quello del diesel 1.832, tra i più alti del paese. I prezzi sono intesi in modalità self, disponibili anche quelli di gpl (0.775) e metano (1.425). La classifica riguarda le regioni italiane: per quello che riguarda il Trentino-Alto Adige vengono forniti i dati delle due province autonome di Bolzano e Trento e non quello della regione.
Spesso considerati “schiavi dell’auto” perché usano più auto degli altri, in realtà gli italiani “usano meno l’auto”, cioè percorrono meno chilometri con ciascuna auto, vuoi per minori necessità vuoi per risparmiare carburante. Di conseguenza la tengono più a lungo, esponendola ad una obsolescenza tecnologica più pronunciata. Un uso meno efficiente sotto il profilo economico, data la maggiore incidenza dei costi fissi per km, con pesanti conseguenze ambientali e sociali dovute all’invecchiamento del parco.
Ormai è solo un piacevole ricordo l’agosto del 2022 quando, in virtù del taglio delle accise di 30,4 centesimi, la benzina restava intorno a 1,80. Ora non è la guerra, ma il rapporto tra domanda e offerta di petrolio, oltre alla permanenza delle accise, a far crescere il prezzo della benzina.
Nella zona pistoiese, il massimo del prezzo si registra all’Ip Giulia in via Berllinguer a Montale con il self a 1,986, che è di poco superiore all’1,981 del Q8 di Serravalle Nord e dell’ 1,979 del 5 Petroli di Larciano in via Marconi e dell’ 1,966 dell’Ip di Uggiosi sulla statale 66.
Sette distributori si attestano su quota 1,959: il Q8 di Sommariva in via Montalbano a Pistoia, l’Esso di Agliana Settola, il Q8 di via Fermi, il Re Fuel di viale Adua, il Pv di Quarrata, il Q8 di Pontepetri e l’Ala di Quarrata. Per risparmiare qualcosa ieri si doveva far benzina ad Agliana, all’Ala di San Michele, dove il self era a 1,887, il prezzo più basso tra i 56 distributori esaminati, e al Q8 di via Marx. Sotto quota 1,9 anche il Tamoil di Spedaletto sulla Porrettana e l’Aci di via Bonellina, entrambi col self a 1,894. Altri nove distributori restano a 1,899.
L’Ip di Lamporecchio, il Tamoil del Bottegone, i Tamoil di via Salvo d’Aquisto e di via Tasselli, il Q8 di via Dalmazia, lo Shell di viale Adua, l’Eni di via Chirici, il Beyfin sul Raccordo e l’IP di via Bonellina. Sempre sotto il prezzo medio regionale l’Eni di via Dalmazia e quello di Capecchi sul raccordo autostradale (1,904), il Tamoil di via IV Novembre a Montale (1,909) e l’Ip sul raccordo autostradale (1,910).
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