
La Regione Campania mette in campo un sostegno economico da 3 milioni di euro destinato alle imprese della pesca e dell’acquacoltura per contrastare gli effetti del caro carburante. L’obiettivo è offrire liquidità a un comparto che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con il forte aumento del costo del gasolio, una delle principali voci di spesa per chi lavora in mare.
L’annuncio è arrivato dall’assessora regionale alla Pesca Fiorella Zabatta, che ha spiegato come il provvedimento sia il risultato di un accordo raggiunto a livello nazionale tra tutte le Regioni italiane. La Campania, in particolare, ha avuto un ruolo nel chiedere che le risorse fossero distribuite su un periodo di dieci mesi, così da garantire un sostegno più rapido alle imprese senza costringerle ad attendere la fine dell’anno. Il bando è attualmente in fase di preparazione e le domande potranno essere presentate già a partire dalla prima settimana di agosto.
Il contributo è rivolto alle imprese della pesca professionale e dell’acquacoltura che hanno subito l’aumento dei costi del carburante nel corso del 2026. Secondo il calendario annunciato dalla Regione, le domande potranno essere presentate dalla prima settimana di agosto fino alla prima settimana di settembre. L’aiuto economico coprirà le spese sostenute per il carburante nel periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026.
Per accelerare l’arrivo delle risorse, la Regione ha previsto due momenti distinti di pagamento. Una prima quota dovrebbe essere erogata entro novembre 2026 e riguarderà le spese sostenute da febbraio ad agosto. Il saldo finale, invece, è previsto nei primi mesi del 2027 e coprirà il periodo da settembre a dicembre. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare lunghe attese burocratiche e consentire alle aziende di ricevere parte delle risorse già entro l’autunno.
I tre milioni di euro non rappresentano un nuovo fondo autonomo, ma rientrano nelle risorse del Programma nazionale FEAMPA, il Fondo europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura. La novità consiste soprattutto nella modalità con cui queste risorse saranno distribuite. La Campania ha infatti sostenuto la necessità di anticipare gli indennizzi, suddividendoli su dieci mesi, per dare una risposta più tempestiva alle imprese che continuano a fare i conti con costi di gestione elevati. Il prezzo del gasolio rappresenta infatti una delle spese più pesanti per le imbarcazioni da pesca e gli aumenti registrati negli ultimi anni hanno inciso in maniera significativa sulla sostenibilità economica di molte aziende del comparto.
Il sostegno contro il caro carburante si inserisce all’interno di una strategia più ampia dedicata al settore ittico campano. Negli ultimi mesi la Regione ha infatti annunciato ulteriori misure finanziate attraverso il FEAMPA. Tra queste figurano circa 900 mila euro destinati a migliorare l’efficienza energetica delle imbarcazioni, favorendo l’installazione di motori più efficienti e meno energivori, con l’obiettivo di ridurre i consumi di carburante nel medio e lungo periodo.
È stato inoltre previsto un fondo di 500 mila euro per incentivare il ricambio generazionale nel settore, con contributi destinati ai giovani tra i 18 e i 40 anni che intendono avviare un’attività nella pesca o nell’acquacoltura. A queste misure si aggiungono gli oltre 6,5 milioni di euro già destinati nei mesi scorsi alle infrastrutture portuali dedicate alla pesca, finanziando tutte le domande risultate ammissibili.
Per illustrare nel dettaglio il funzionamento del nuovo bando, l’assessora Fiorella Zabatta ha convocato il Tavolo Azzurro, l’incontro con i rappresentanti del settore della pesca. La riunione si svolgerà il 5 agosto alle ore 17 presso il Centro Direzionale di Napoli, Isola A6, e servirà a chiarire le modalità di presentazione delle domande, i requisiti richiesti e la documentazione necessaria.
Al momento, infatti, il testo ufficiale del bando non è stato ancora pubblicato e restano da definire alcuni aspetti operativi, come il metodo di calcolo dei contributi spettanti alle singole imprese. Con questo intervento la Regione Campania punta a fornire una risposta concreta a uno dei comparti più importanti dell’economia delle comunità costiere, cercando di attenuare gli effetti dell’aumento dei costi energetici e di garantire maggiore continuità alle attività di pesca e acquacoltura.
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