
Sicuramente tra gli eventi che più terrorizzano gli italiani si annovera quello della notifica di una cartella esattoriale. Con l’avvento delle nuove tecnologie, non ultima la Posta elettronica certificata (Pec), che sostanzialmente sostituisce la classica raccomandata con avviso di ricevimento, e che può essere usata, in certe condizioni, anche per la notifica di atti giudiziari, non è raro vedersi recapitare, soprattutto per i soggetti titolari di casella pec, una cartella esattoriale.
Dal 2013, la legge prevede che la notifica degli atti giudiziari possa avvenire anche a mezzo posta elettronica certificata, ma solo se l’indirizzo di provenienza è presente nei cosiddetti “pubblici elenchi” (IPA, Reginde, IniPec) individuati dall’apposita normativa.
La giurisprudenza di legittimità ha più volte ribadito tale principio stabilendo che “la notificazione può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi”.
Conformandosi a tale principio, il Giudice di Pace di Termoli, con una recentissima pronuncia, ha accolto il ricorso di un contribuente che aveva dato prova che l’Agenzia di Riscossione aveva usato, per la notifica di una cartella esattoriale, un indirizzo di posta elettronica certificata non presente nei pubblici elenchi, condannando l’ente notificante alla rifusione delle spese di giudizio.
Pertanto, è sempre buona regola controllare non solo la regolarità dell’atto notificato, ma anche la regolarità della notifica.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...