
Passa per Castelvolturno la storia di Aoise, protagonista del primo libro della giudice Marta Correggia. Sarà presentato oggi al Cidis di Caserta, alle 17. “Il mio nome è Aoise” scava nella vita delle ragazze nigeriane vittime della tratta e della prostituzione, costrette per anni ad un destino drammatico, fatto di violenza e sfruttamento tra Africa e Italia.
Assieme all’autrice dialogheranno la professoressa Daniela Borrelli, docente del liceo classico Giannone, don Stefano Giaquinto, parroco della chiesa di San Michele Arcangelo a Casagiove e Irma Halili del Cidis. Modera i lavori la giornalista del Mattino, Marilù Musto. L’iniziativa è organizzata da Cidis Onlus e da Le Piazze del Sapere in collaborazione con il comitato Città Viva e il centro sociale ex Canapificio. Questa data si inserisce nell’ambito di un calendario di eventi finalizzati alla promozione della cultura per favorire l’integrazione e la coesione sociale.
Marta Correggia è un magistrato della Procura di Santa Maria Capua Vetere che si occupa nell’attivo di sfruttamento della prostituzione. Così nella sua carriera è entrata in contatto con tante ragazze come Aoise che hanno ispirato questo romanzo che svela gli orrori delle Connection House, dei riti sciamanici, e delle drammatiche condizioni di vita di centinaia di giovani donne attratte con l’inganno in una rete senza scampo in cui ogni anno cadono centinaia di ragazze, perlopiù in grave stato di povertà e minorenni. Tratta alimentata, non dimentichiamolo, da chi “usufruisce” di quello stupro continuo che è la prostituzione.
Una volta arrivata a Castel Volturno, ad Aoise non rimane nulla, neppure il suo nome. Lei e le sorelle Joy, Friday, e Prudence, hanno già giurato il Ju Ju e attraverso i riti sciamanici, le ragazze nigeriane restano vincolate per anni al loro destino di prostituzione. Se disobbediscono, gli spiriti se la prenderanno con le loro famiglie. E poi senza soldi, dove possono andare?
All’interno della Connection House, Aoise vive esperienze di estrema violenza. Ma in quell’inferno in terra si consumano anche sentimenti di amicizia, di complicità di protezione fra donne. Donne come lei, ognuna con un nome, una faccia e una storia. Una storia vera, un romanzo sull’orrore della prostituzione e dello sfruttamento umano, ma anche sulla forza dell’amicizia e dell’amore, sul coraggio e su quella resistenza nutrita dalla speranza che possono portare anche le più disgraziate ragazze di Benin City a costruirsi una vita nuova, lontano dalla fame e dallo sfruttamento.
Di Ciro Giso
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...