
Mentre in giro per l’Italia le famiglie piangono sui conti in rosso, a Caserta si tira (quasi) un sospiro di sollievo. Sì, perché la città si piazza in fondo alla classifica dell’aumento del costo della vita, con un +1,1% a maggio che si traduce in “soli” 243 euro in più all’anno per le tasche delle famiglie. Un record di virtù, se paragonato a chi, come Bolzano, Venezia o Napoli, deve digerire rincari fino a 763 euro e un’inflazione galoppante al 2,3%.
I dati Istat, elaborati dall’Unione Nazionale Consumatori, dipingono un’Italia a due velocità: da una parte le città dove l’inflazione morde come un cane arrabbiato, dall’altra – beati loro – quelle che se la cavano con un graffietto. E Caserta, 70esima su 78, rientra decisamente nella seconda categoria.
Ma tranquilli, nessuno festeggia: perché anche quei 243 euro in più pesano come macigni quando gli stipendi restano quelli di sempre. E mentre Bolzano si domanda come sia possibile spendere quasi 800 euro in più solo per sopravvivere, a Caserta ci si consola pensando che paradossalmente poteva andare anche peggio!
La domanda è: quanto durerà questa relativa “tregua”? Perché se è vero che oggi Caserta se la cava meglio di altre città, l’inflazione è un mostro che non guarda in faccia a nessuno. E con le incertezze globali, nessuno può dirsi davvero al sicuro.
Morale della favola è che l’inflazione non risparmia nessuno, ma almeno c’è chi può ancora permettersi di non piangere. Per il momento.
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