
A Caserta esistono ben 11 linee urbane, ridisegnate nel 2024 a margine di uno studio di mobilità effettuato in sinergia tra AIR Campania e Comune di Caserta, finalizzato a implementare ed ottimizzare il servizio urbano sul territorio di Caserta e allo scopo di rendere più permeante il servizio di Trasporto Pubblico Locale rispetto alle esigenze di studenti, lavoratori e utenti e di collegare i punti chiave della città. Le 11 linee urbane sono Linea Seta, Linea Borgo, Linea San Clemente, Linea Aranci, Linea Vanvitelli, Linea Outlet, Linea Salute, Linea Movida, Linea Ospedaliera, Linea Storia e Linea Aeroporto. Il cuore di tutto è lo stazionamento, per ora provvisorio, nei pressi della stazione ferroviaria. Caserta, difatti, aspetta ancora un vero e proprio terminal dedicato ai bus. Salendo sui bus abbiamo a che fare con la prima questione: il biglietto. La corsa singola costa 1,30 euro se acquistata all’infopoint Air Campania vicino alla stazione dei treni, mentre sale a 1,80 euro a bordo. I giornalieri, almeno durante il nostro test, non erano disponibili fisicamente all’infopoint, ma si potevano acquistare tramite l’app Unico Campania al prezzo di 3,90 euro. Il sistema degli abbonamenti è più articolato e prevede diverse agevolazioni in base all’ISEE e all’età, ma richiede un passaggio preliminare obbligato, la smart card, che va richiesta online, stampata all’infopoint e attivata a partire dal primo giorno del mese, con un costo iniziale di 5 euro. In città sono presenti le cosiddette paline smart, alcune delle quali risultano accese, ma senza mostrare ancora gli orari. A proposito, tutti gli orari sono disponibili su Aircampania.it.
Per testare le linee urbane di Caserta, abbiamo scelto quattro linee specifiche, probabilmente le più utilizzate o comunque quelle a sfondo turistico: Linea Seta, Linea Borgo, Linea San Clemente e Linea Vanvitelli. Il primo giorno, il 31 marzo, decidiamo di partire dalla Linea Seta. Il bus arriva puntuale alle 12:15 e parte esattamente all’orario previsto. Il viaggio scorre senza particolari problemi, il mezzo è pulito, non affollato, e l’autista si muove con abilità nel traffico cittadino. Arriviamo con pochi minuti di ritardo rispetto all’orario previsto, ma la sensazione generale è positiva. L’unico vero intoppo è rappresentato dall’obliteratrice, che non funziona. Al ritorno, di nuovo l’obliteratrice non funziona. Il bus risulta diverso da quello utilizzato all’andata, più stretto e sicuramente meno moderno. Nonostante ciò, la linea si dimostra affidabile e nel complesso promossa. Nel pomeriggio passiamo alla Linea Borgo, direzione Casertavecchia Anche qui la partenza è puntuale, anche qui l’obliteratrice non funziona. La linea è panoramica, il bus non è affollato e si riscopre il piacere di una breve lettura e di ammirare un bel paesaggio. Arriviamo addirittura con quindici minuti di anticipo. Il ritorno conferma le buone impressioni, con arrivo in perfetto orario. La linea Borgo, in questo caso, convince senza riserve.
Il 9 aprile torniamo in strada con la Linea San Clemente. Il bus è già presente in anticipo e parte puntuale alle 11. Questo mezzo appare più spazioso e grande, con prese per ricaricare il telefono e spazi ben organizzati per diverse esigenze. Tuttavia, anche qui la macchinetta per validare biglietti e pagamenti elettronici non funziona, mentre le buche lungo il percorso trasformano il viaggio in una sorta di giro sul tagadà. La linea attraversa diverse zone importanti della città, risultando strategica per i collegamenti. Arriviamo alle 11:40, esattamente come previsto. Nel pomeriggio proviamo a salire sulla Linea Vanvitelli. Il bus previsto per le 15:38 non arriva. Si attende quello successivo delle 16.28, ma sbagliamo a prendere il bus giusto. La causa è semplice, quasi banale, ma significativa: manca un’indicazione chiara della direzione sul mezzo. L’autista si dimostra disponibile e fornisce tutte le informazioni necessarie, ma resta il fatto che la linea Vanvitelli, durante il nostro test, non è stata effettivamente verificata.
Sul fronte dell’informazione emergono le criticità più evidenti. Le linee urbane non compaiono su Google Maps, probabilmente per problemi legati all’aggiornamento dei dati GTFS. I QR code alle fermate rimandano alla home page e non alle informazioni specifiche della linea. L’app Unico Campania, nel tentativo di pianificare un percorso, non restituisce risultati. Sull’app di Air Campania invece sì. Per un cittadino abituato può essere un ostacolo aggirabile, ma per un turista straniero diventa un vero grattacapo. Alla fine di queste due giornate, il quadro che emerge è quello di un sistema che funziona, ma a metà. I bus sono generalmente puntuali, il personale dell’infopoint e gli autisti dei mezzi molto disponibili, i mezzi in condizioni più che accettabili. Tuttavia, tutto ciò che ruota attorno dall’informazione alla tecnologia, sembra ancora incompleto. Le obliteratrici spesso non funzionano, la comunicazione digitale è carente, le fermate non offrono riparo e la segnaletica non sempre è chiara. – G.O.
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