
Il Consiglio Comunale di Caserta ha approvato all’unanimità una delibera che concede il permesso di costruire 60 alloggi sociali in Via De Falco, un’area situata alle spalle dell’ospedale cittadino.
L’iniziativa, promossa da una società incaricata della realizzazione, prevede la costruzione di appartamenti di diverse dimensioni, con superfici comprese tra i 30 e i 100 metri quadrati, a prezzi inferiori a quelli di mercato (1.800 euro al metro quadro). Gli alloggi saranno destinati a persone a basso reddito, con il Comune che gestirà la graduatoria degli aventi diritto per i primi 18 mesi.
Il progetto, presentato come un intervento di housing sociale, include anche la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, tra cui una strada che collegherà direttamente l’area al Rione Tescione, un parcheggio privato a uso pubblico e un’area verde attrezzata. Tuttavia, l’iniziativa ha scatenato un acceso dibattito tra i cittadini che criticano la mancanza di trasparenza, l’assenza di valutazioni ambientali e il consumo di suolo in un’area destinata dal Piano Regolatore Generale (Prg) a zona omogenea F6, dove sono ammesse solo attrezzature pubbliche.

Nonostante l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio Comunale, il progetto ha suscitato forti polemiche, soprattutto sui social network. Sotto il post Facebook del Comune di Caserta che annunciava l’iniziativa, molti cittadini hanno espresso il proprio disappunto. Commenti come “State desertificando una città” o “Ma basta! Non abbiamo un parco pubblico dove poter camminare e volete buttare altro cemento?” riflettono il malcontento di una parte della popolazione, preoccupata per l’impatto ambientale e urbanistico dell’opera.
Il progetto sembra quindi si sia stato approvato in deroga al Prg vigente, senza rispettare i principi di pianificazione territoriale e di consumo di suolo zero. In particolare, l’area in questione è classificata come zona omogenea F6, destinata esclusivamente alla realizzazione di attrezzature pubbliche. La decisione di costruire alloggi residenziali rappresenterebbe quindi una violazione delle norme urbanistiche, oltre a un’occasione mancata per valorizzare l’area con servizi pubblici di cui la città ha bisogno.
Inoltre, il progetto è stato approvato senza una Valutazione Ambientale Strategica (VAS), senza un dimensionamento abitativo chiaro e senza un processo di partecipazione pubblica. Queste mancanze hanno alimentato ulteriori dubbi sulla trasparenza e sulla sostenibilità dell’iniziativa. “Alla faccia della pianificazione, del piano territoriale di coordinamento provinciale, del consumo di suolo zero, dei cambiamenti climatici, del riuso e della rigenerazione urbana”, hanno commentato alcuni critici, sottolineando come l’opera sembri andare in direzione opposta rispetto alle politiche di sviluppo sostenibile.
Nonostante le critiche, il Comune di Caserta difende il progetto, sottolineando l’importanza di intervenire sul fronte dell’housing sociale. Con 60 nuovi alloggi a prezzi accessibili, l’iniziativa potrebbe rappresentare un’opportunità per molte famiglie in difficoltà economica, offrendo loro una soluzione abitativa dignitosa. Inoltre, la realizzazione di opere di urbanizzazione, come la nuova strada di collegamento, il parcheggio e l’area verde, potrebbe migliorare la vivibilità dell’intera zona, portando benefici anche ai residenti già presenti.
Il Comune ha anche evidenziato che la gestione della graduatoria degli aventi diritto per i primi 18 mesi garantirà una distribuzione equa degli alloggi, privilegiando le fasce più deboli della popolazione. Tuttavia, rimane il nodo della deroga urbanistica e della mancanza di una valutazione ambientale, aspetti che continuano a sollevare interrogativi sulla reale sostenibilità del progetto.
La vicenda degli alloggi sociali di Via De Falco riapre il dibattito sul delicato equilibrio tra esigenze abitative e tutela del territorio. Da un lato, la necessità di offrire soluzioni abitative accessibili è un tema urgente, soprattutto in un contesto di crescente disagio economico. Dall’altro, la mancanza di trasparenza, l’assenza di valutazioni ambientali e il consumo di suolo in un’area destinata a servizi pubblici rischiano di compromettere la credibilità dell’iniziativa.
In un momento in cui i cambiamenti climatici e la crisi abitativa impongono scelte lungimiranti, la sfida per Caserta – e non solo – sarà quella di conciliare queste esigenze, evitando che il cemento prenda il sopravvento sulla qualità della vita e sul futuro del territorio.
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