
Dopo le polemiche nate attorno al futuro utilizzo di Piazza Carlo di Borbone e alle ipotesi di una gestione sempre più legata alla Reggia di Caserta, arriva la replica del direttore della Reggia, Tiziana Maffei, intervenuta ai microfoni di Radio Caserta Tv.
Le dichiarazioni arrivano a pochi giorni dal dibattito acceso anche dall’articolo pubblicato da Informare, nel quale venivano sollevati interrogativi sul ruolo crescente del complesso vanvitelliano nella gestione degli spazi pubblici cittadini e, in particolare, della piazza antistante il monumento simbolo della città.
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Maffei ha respinto con decisione l’idea di una “appropriazione” della piazza da parte della Reggia: «Non è un uso personale perché le cose non avvengono per interessi personali, ma noi siamo al servizio dello Stato. Il direttore della Reggia di Caserta serve lo Stato, costruisce cultura secondo le linee del proprio ministero, quindi non c’è nessuna volontà di possesso».
Il direttore ha poi chiarito come il progetto relativo alla piazza non nascerebbe da una richiesta autonoma della Reggia, bensì da un percorso condiviso tra più istituzioni.
«Non è stata una richiesta della Reggia di Caserta. Dietro c’è l’Agenzia del Demanio, c’è la Prefettura, c’è il Commissariato e c’è anche il commissario prefettizio, quindi il Comune. C’è anche la Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Noi ci siamo messi a disposizione per poter portare avanti un lavoro nelle capacità che noi abbiamo».
Parole che sembrano voler spegnere le accuse di centralizzazione avanzate negli ultimi giorni da parte di chi teme una progressiva sottrazione di spazi e competenze al Comune di Caserta. La Maffei ha insistito sul concetto di collaborazione istituzionale e sulla necessità di una visione comune per il territorio: «La piazza non è mia, io sto andando via, ma è semplicemente la volontà di lavorare insieme in una visione che merita non solo la Reggia di Caserta ma questo territorio».
Il direttore della Reggia ha parlato anche della programmazione degli eventi estivi e delle modalità con cui la Reggia dovrebbe inserirsi nelle attività già previste dal Comune. Anche su questo punto il direttore ha precisato che non vi sarebbe alcuna intenzione di stravolgere quanto già programmato: «C’è una stagione estiva che è già avviata e quindi il Comune ha individuato il concessionario. Noi ci siamo messi a disposizione per seguire una concessione d’uso temporanea secondo le regole dell’interesse pubblico. Non è possibile cancellare il lavoro. Un principio assoluto è che non si butta mai via il lavoro e l’impegno di nessuno. Chiaro che lo faremo con le regole dello Stato e questo vuol dire anche un interesse della comunità».
Dichiarazioni che, almeno nelle intenzioni, puntano a riportare il confronto sul piano della cooperazione tra enti e della valorizzazione condivisa di uno dei luoghi più rappresentativi della città.
Resta però aperto il nodo politico e culturale sul rapporto tra la Reggia e Caserta: da un lato il peso sempre maggiore del sito borbonico nella vita cittadina, dall’altro il timore che il Comune possa progressivamente perdere centralità nella gestione degli spazi pubblici e nella programmazione culturale. Il dibattito, insomma, è tutt’altro che chiuso.
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