
Il Comune di Caserta ha compiuto il primo passo concreto verso la riapertura del Teatro Comunale “Costantino Parravano”. Con la Determina dirigenziale n. 598 del 6 luglio 2026, il Settore Cultura ha aggiudicato la concessione della gestione tecnico-amministrativa, artistica e culturale della struttura per il triennio 2026-2029 al Teatro Pubblico Campano (Associazione C.T.R.C.), storico circuito teatrale con sede a Napoli.
Si tratta di un affidamento dal valore stimato di 748.200 euro, oltre IVA, che comprende la gestione complessiva del teatro, dalla programmazione artistica all’organizzazione amministrativa. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è arrivare all’apertura della struttura entro il mese di ottobre 2026, in tempo per inaugurare la stagione teatrale 2026-2027.
Per dovere di cronaca, dobbiamo dire che restano aperte diverse questioni amministrative e tecniche che dovranno essere risolte prima che il sipario possa davvero rialzarsi.
La procedura era stata avviata lo scorso aprile attraverso una gara telematica sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA), con aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il progetto tecnico valeva fino a 70 punti, mentre l’offerta economica poteva ottenere un massimo di 30 punti. Secondo quanto riportato nei verbali della commissione giudicatrice, il Teatro Pubblico Campano ha ottenuto 66,33 punti nella valutazione tecnica e altri 6 punti per l’offerta economica, raggiungendo un punteggio complessivo di 72,33 punti. L’associazione si è inoltre impegnata a riconoscere al Comune un canone annuo di 55.200 euro, superiore a quello posto a base della concessione.
Dalla determina emerge anche che la gara non si è conclusa con un confronto finale tra più offerte.
Nel corso della valutazione tecnica, infatti, la commissione ha ammesso esclusivamente il Teatro Pubblico Campano, mentre la società Capua Speciosa S.r.l. è stata esclusa dalla procedura prima dell’apertura della busta economica. Il provvedimento, però, non chiarisce le ragioni dell’esclusione. Per conoscere le motivazioni, probabilmente sarà necessario consultare il verbale integrale della Commissione di gara o gli altri atti del procedimento attraverso l’accesso agli atti.
Nonostante l’aggiudicazione sia stata formalizzata, il Comune precisa che essa è ancora subordinata all’esito delle verifiche previste dal Codice dei Contratti Pubblici. Sono infatti in corso gli accertamenti sul possesso dei requisiti generali, economico-finanziari e tecnico-professionali dichiarati dal Teatro Pubblico Campano in sede di gara. La determina specifica inoltre che il provvedimento perderà efficacia qualora tali verifiche dovessero dare esito negativo. In altre parole, il contratto non è ancora definitivamente consolidato.
Tra gli adempimenti ancora pendenti figura anche il controllo previsto dal Codice Antimafia. Il Comune comunica di avere inoltrato alla Banca Dati Nazionale Unica Antimafia la richiesta di informazione relativa all’operatore economico risultato aggiudicatario.
Si tratta di un passaggio obbligatorio negli appalti pubblici di questa tipologia e costituisce uno degli ultimi controlli necessari prima della stipula definitiva della concessione.
Se sul piano amministrativo la macchina si è rimessa in moto, sul piano tecnico resta ancora il nodo più delicato. La determina richiama una relazione redatta dall’ingegnere Pietro Melone che individua gli interventi indispensabili per rendere nuovamente agibile il complesso teatrale.
Il costo stimato delle opere ammonta a 120.890 euro IVA compresa e riguarda gli impianti e gli aspetti legati alla sicurezza. Il Comune stabilisce inoltre che il futuro concessionario dovrà operare in sinergia con l’amministrazione per accompagnare la realizzazione di tali interventi, collaborando con il Responsabile Unico del Procedimento affinché il teatro possa essere aperto al pubblico entro ottobre.
Il Comune si riserva anche la possibilità di consegnare il servizio in via d’urgenza al concessionario, sfruttando le procedure accelerate previste dalla normativa nazionale. Una scelta che testimonia la volontà dell’amministrazione di comprimere i tempi burocratici per consentire l’avvio della stagione teatrale 2026-2027.
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