
A Caserta, le cooperative sociali che da anni gestiscono i Budget di Salute dell’ASL Caserta hanno dichiarato lo stato di agitazione, denunciando una crisi profonda dei servizi sociosanitari del territorio. Al centro della protesta, l’interruzione dei Progetti Terapeutici Riabilitativi Individualizzati (PTRI), percorsi personalizzati destinati a persone con disabilità o fragilità psichiche e sociali, improvvisamente bloccati senza alcuna comunicazione ufficiale e, soprattutto, senza una valutazione clinica che ne giustificasse la sospensione. Una sentenza del TAR però ci dice che i percorsi riabilitativi non possono essere interrotti arbitrariamente.
Sono uno strumento fondamentale nella cura e nella riabilitazione. Si tratta di interventi integrati, costruiti su misura per ciascun utente in base al proprio vissuto, al livello di autonomia, al contesto sociale e familiare. Non sono meri “protocolli sanitari”, ma veri e propri progetti di vita, in cui salute, relazioni e inclusione sociale si intrecciano. Il loro obiettivo è accompagnare la persona verso un benessere stabile e duraturo, favorendo il recupero delle capacità cognitive, motorie o relazionali attraverso attività domiciliari, educative, lavorative o terapeutiche.
Le famiglie, che per anni avevano trovato nei PTRI un alleato insostituibile, si ritrovano oggi senza riferimenti, abbandonate. I costi per soluzioni alternative sono inaccessibili e le strutture accreditate, spesso scelte in fretta e senza concertazione, non rispondono ai bisogni reali degli utenti.
Una recente sentenza del TAR Campania (n. 5895/2023) ha ribadito che non è legittimo stabilire una durata rigida e predeterminata per questi progetti. Ogni intervento deve essere proporzionato al bisogno reale della persona.
Le accuse investono direttamente la Regione Campania, accusata di aver scaricato le responsabilità sul sistema sanitario, dimenticando il ruolo del sociale.
Le cooperative chiedono ora un intervento urgente del prefetto di Caserta, Lucia Volpe, con l’istituzione immediata di un tavolo interistituzionale che coinvolga ASL, Ambiti territoriali, Regione e Terzo Settore. L’obiettivo è chiaro: ripristinare immediatamente i progetti bloccati, correggere le distorsioni amministrative, e attuare quanto previsto dal nuovo Decreto Legislativo 62/2024, che riconosce il Progetto di Vita Individualizzato come strumento chiave per l’inclusione delle persone con disabilità o fragilità.
La sentenza del TAR del 23 luglio 2025, che stabilisce l’illegittimità di qualsiasi interruzione dei PTRI non fondata su una valutazione clinica individualizzata, dovrebbe ora diventare il punto di riferimento per tutto il sistema dei servizi territoriali. Ma per le famiglie e gli operatori del casertano, il tempo stringe: ogni giorno senza intervento è un giorno perso nel cammino verso l’autonomia e la dignità.
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