
È la triste realtà dei ragazzi casertani negli ultimi mesi. Chiamarla vergogna ormai è ridondante. La sensazione è che questa città non sia più una città normale, privata dei luoghi di aggregazione e di spazi culturali necessari per coinvolgere almeno la popolazione più giovane. Difatti, i cinema in città non esistono più, i teatri – spesso gestiti da cooperative – faticano ad offrire una programmazione, gli eventi musicali sono quasi tutti esclusivamente in mano ai privati. Le iniziative in ambito culturale promosse dal comune sono deboli e sono distanti dalle varie realtà della città.
Adesso siamo venuti a conoscenza che anche la Biblioteca Comunale “Alfonso Ruggiero” in Via Laviano non passa un buon momento. La biblioteca di Caserta era, e dovrebbe essere, uno dei punti di riferimento per i giovani della nostra città, che necessitano di un luogo adeguato e funzionale, ma soprattutto pubblico, per studiare. È da molto tempo, tuttavia, che questa funzione viene assolta in maniera parziale e condizionata da molteplici disservizi. Innanzitutto, la biblioteca funziona a capienza più che dimezzata, con appena tre aule effettivamente aperte su sette presenti nell’edificio; le altre quattro versano in uno stato di completo abbandono. I bagni non si presentano in condizioni buone e basta constatare dal servizio reel uscito sui nostri canali social che, specialmente nei bagni per disabili, si registrano gravi malfunzionamenti agli scarichi. In questo caso ci si arrangia con delle bacinelle. La connessione al WiFi è formalmente possibile ma nella pratica ma, una volta connessi, la rete non mostra segni di funzionamento. Le prese per la corrente, fondamentali per gli studenti che usano computer o smartphone come supporti per lo studio, sono quasi tutte non funzionanti, eccetto una per aula. Prese per la corrente comunque lontane dalle postazioni studio. L’assortimento di libri è poi estremamente scarso, disordinato e di discutibile utilità reale per gli studenti. Non sono presenti né riscaldamenti né condizionatori, che sono anzi utilizzati come comode sedute per gli studenti in pausa caffè. Abbiamo raccolto segnalazioni da parte di studenti, che ci hanno raccontato che l’estate appena passata è stata un inferno nel vero senso della parola. Non osiamo immaginare con l’arrivo dell’inverno quanti studenti dovranno tenere addosso giacconi e sciarpe. Gli orari sono stati dimezzati, poiché la biblioteca, dal post-Covid, ha chiuso “momentaneamente” il pomeriggio: nella realtà non ha mai più riaperto in quella fascia oraria.
I lavori per la riqualificazione di questo spazio dovevano partire il 9 giugno scorso. Anzi, il Forum Giovani di Caserta si è occupato della vicenda della biblioteca, facendo approvare una mozione in Consiglio Comunale nel lontano 9 ottobre del 2023. L’amministrazione comunale si è impegnata, con l’approvazione, a trovare spazi alternativi alla biblioteca, in vista dei famosissimi lavori imminenti. Imminenti nell’ottobre del 2023, ma la struttura non è stata ancora cantierata nel settembre 2024. Ci spiega Rachele Marzaioli, Presidente del Forum, che comunque «l’incuria e la fatiscenza hanno mangiato le mura di questo spazio. Sono ormai anni che l’Associazione Combo Caserta è l’unica che agisce nell’interesse di questo luogo, costretta a soccombere alle mancanze dell’amministrazione».
Le alternative? Galileo Circolo Arci ha aperto un’aula studio, che naturalmente non può soddisfare la platea di tutti gli studenti di Caserta. Ci sono le biblioteche di riferimento delle università, ma sono giustamente riservate agli studenti dei corsi. Bisogna andare a Santa Maria Capua Vetere per trovare una situazione molto diversa e migliore, dove la riqualificazione della biblioteca comunale è stata realizzata con fondi PNRR e del Ministero della Cultura, finalizzati sia ad interventi strutturali che all’abbattimento delle barriere architettoniche, cognitive e digitali.
Questo lo scenario descritto anche da innumerevoli segnalazioni da parte degli stessi studenti, stanchi di doversi arrangiare anche quando si tratta di servizi primari e indispensabili.
Caserta così si ritrova ad essere privata di un supporto fondamentale alla sua comunità studentesca e culturale, che da anni si trova privata di un luogo consono alla propria crescita intellettuale e professionale. L’ennesima prova del disinteresse dell’amministrazione verso questo campo della città di Caserta. E, intanto, gli studenti della città si vedono costretti a studiare nei bar, forse l’unica cosa rimasta aperta e funzionante.
di Gianrenzo Orbassano e Gianmario Ricciardi
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