
La decisione è appena stata presa durante il Consiglio dei Ministri di oggi 18 aprile: il Comune di Caserta verrà sciolto. Fonti attendibili vicine agli organi di governo nazionale confermano la notizia. Si conclude così, dopo anni difficili segnati da numerose indagini giudiziarie, l’era del sindaco Carlo Marino.
Lo scioglimento dell’amministrazione del capoluogo della Terra di Lavoro è stato determinato dall’accertata infiltrazione della criminalità organizzata, come emerso dalle verifiche della commissione d’accesso e riportato al Ministro dell’Interno.
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Dopo mesi di indagini e attente verifiche da parte della commissione d’accesso, la relazione finale ha delineato un quadro che porterà allo scioglimento del Consiglio Comunale e al commissariamento della città. La decisione, attesa da settimane, segna un momento cruciale per il futuro politico e amministrativo di Caserta, che si troverà ora in una fase di stasi istituzionale fino alle prossime elezioni, previste per il 2027.
I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica.
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La commissione d’accesso, insediata lo scorso 8 agosto e composta dal prefetto Maurizio Masciopinto, dalla viceprefetto aggiunto Laura Mattiucci e dal maggiore della Guardia di Finanza Gianfranco Mozzillo, ha concluso il suo mandato dopo sei mesi di lavoro. Durante questo periodo, gli ispettori hanno analizzato nel dettaglio gare, appalti, spese e affidamenti, passando al setaccio ogni procedura amministrativa per individuare eventuali irregolarità o condizionamenti esterni. La relazione finale, consegnata al Prefetto Lucia Volpe, è stata trasmessa al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha valutato il contenuto del documento.
Con la decisione del Consiglio dei Ministri, su indicazione del Ministero dell’Interno, Caserta si troverà commissariata fino al 2027. Questo significa che, per i prossimi due anni, la città vivrà una fase di stasi amministrativa, con il rischio di una paralisi delle attività ordinarie e delle iniziative pubbliche. Il commissariamento, se da un lato rappresenta una soluzione necessaria per garantire la regolarità delle istituzioni, dall’altro potrebbe rallentare lo sviluppo del territorio e lasciare irrisolte alcune questioni urgenti per la comunità.
Caserta si trova ora in un momento di profonda incertezza. La fine dell’amministrazione guidata dal sindaco Marino e l’arrivo di un commissario straordinario aprono interrogativi sul futuro politico e amministrativo della città. La popolazione e gli osservatori locali attendono con trepidazione ulteriori sviluppi, consapevoli che i prossimi anni saranno cruciali per il rilancio di Caserta.
Il destino della città è ora nelle mani delle istituzioni, che dovranno guidare il territorio verso una nuova fase di stabilità e trasparenza.
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