
Caserta resterà affidata alla Commissione straordinaria per altri sei mesi. Il Consiglio dei Ministri, riunito giovedì 23 luglio, ha deliberato la proroga della durata dello scioglimento del Consiglio comunale, disposto nel 2025 per infiltrazioni della criminalità organizzata. La decisione è stata adottata su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per consentire di «completare l’azione di risanamento dai condizionamenti da parte della criminalità organizzata». Al momento il documento ufficiale disponibile è il comunicato n. 182 del Consiglio dei ministri del 23 luglio 2026, che attesta l’approvazione della proroga.
La gestione di Palazzo Castropignano arriverà così alla durata massima prevista dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali: ai diciotto mesi iniziali si aggiungono altri sei mesi di amministrazione straordinaria. Non si tratta, dunque, di un nuovo scioglimento, ma del prolungamento dell’incarico affidato alla Commissione composta da Antonella Scolamiero, Daniela Caruso e Agostino Anatriello.
Il segnale politico e istituzionale, però, è tutt’altro che ordinario. La proroga certifica che, secondo il Ministero dell’Interno, il lavoro di risanamento amministrativo non può ancora considerarsi concluso. Per altri sei mesi saranno quindi i commissari, e non gli organi eletti dai cittadini, a guidare il capoluogo e a intervenire sui settori ritenuti maggiormente esposti alle criticità emerse durante l’accesso ispettivo.
La decisione del Governo conferma sostanzialmente lo scenario anticipato da Informare il 20 giugno scorso. Nell’articolo “Ma quando si vota a Caserta? Una circolare del Ministero dell’Interno fa chiarezza” avevamo spiegato perché il ritorno alle urne nella primavera del 2026 apparisse ormai escluso.
Il riferimento era alla Circolare DAIT n. 83 del 6 dicembre 2024, relativa ai Comuni che avevano votato nel secondo semestre del 2021 a causa dell’emergenza Covid. Caserta elesse il sindaco e il Consiglio comunale il 3 e 4 ottobre 2021. Secondo il quadro normativo richiamato dal Ministero, il rinnovo degli organi sarebbe quindi ricaduto nella finestra elettorale ordinaria compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno 2027.
A questo elemento si aggiungeva la possibilità, ora diventata realtà, di prolungare fino a ventiquattro mesi la gestione straordinaria iniziata con il decreto del Presidente della Repubblica del 23 aprile 2025. Due scadenze diverse che, come avevamo evidenziato, finivano per convergere verso lo stesso orizzonte: il 2027.
La proroga non determina da sola la data delle elezioni, che dovrà essere formalmente fissata dalle autorità competenti, ma rende ancora più solida la previsione formulata alcune settimane fa: salvo interventi normativi o decisioni straordinarie, Caserta non tornerà alle urne prima del 2027.
La campagna elettorale cittadina, intanto, era già cominciata. La decisione del Governo modifica il calendario ma difficilmente fermerà il confronto. I prossimi mesi potranno essere utilizzati per ridefinire le coalizioni, verificare la tenuta delle possibili candidature e osservare gli ultimi provvedimenti della Commissione. Sullo sfondo rimane una domanda politica inevitabile: quale classe dirigente sarà chiamata a raccogliere l’eredità di un Comune sciolto per condizionamenti camorristici e sottoposto alla durata massima del commissariamento?
Caserta dovrà attendere ancora. Ma proprio questa attesa renderà ancora più delicata la scelta di chi, nel 2027, chiederà ai cittadini di tornare a governare Palazzo Castropignano.
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