
La Reggia di Caserta è l’ottavo monumento più visitato del 2023 in Italia, con quasi un milione di turisti ormai fissi ogni anno. Allora perché il centro della città o i siti turistici nei dintorni non riescono a sfruttare quasi per nulla l’importante flusso di visitatori che ogni anno si accalcano alle porte del Palazzo Reale? È il grave fenomeno del cosiddetto “turismo mordi e fuggi”, ormai da anni uno dei più seri problemi che gravano sulla città di Caserta e che ne hanno provocato sostanzialmente la morte a livello commerciale, in favore di altre realtà meno locali e caratteristiche. Il centro di Caserta si è lentamente svuotato da ogni attrattiva per il turista che si ritrova a passeggiare in una città ormai priva di attività commerciali che non siano bar, ristoranti e le rinomate pizzerie che, pur rappresentando un orgoglio e un motore per la città, capitalizzano l’attenzione del visitatore solo sull’attrattiva food.
I turisti, ma anche i locals oramai, si sentono probabilmente più invogliati a frequentare strutture commerciali esterne, come il Centro Campania e l’Outlet; oppure optare per mete fuori provincia, dove Napoli fa gola per le possibilità che Caserta non offre. Per non parlare dei siti storici nei pressi della città: il Real Sito di San Leucio, patrimonio dell’UNESCO, e il borgo medievale di Casertavecchia, hanno numeri neanche lontanamente paragonabili a quelli della Reggia, a testimonianza del fatto che i problemi logistici e di promozione di questi luoghi sono complessi e numerosi. Dando uno sguardo ai trasporti, che negli anni passati sono stati uno dei punti deboli dell’offerta turistica casertana, ci siamo accorti che comunque le linee bus esistono, sia per San Leucio sia per il Borgo. La linea della Seta, che porta a San Leucio, offre un servizio piuttosto stabile, tutti i giorni dalle 05:45 fino alle 21:40, ad intervalli di circa mezz’ora. Più problematica è la linea Borgo, per Casertavecchia, che offre corse dalle 05:00 alle 21:10 dal lunedì al venerdì, con prolungamento alle 23 il sabato. Durante i giorni festivi, invece, il servizio va dalle 11:35 alle 16:00: impensabile che, nei giorni normalmente più favorevoli al turismo, il servizio verso una meta così importante venga praticamente azzerato. Inoltre, le tabelle presenti sul sito di AIR Campania risultano controintuitive, con legende e simboli complicati che difficilmente il turista esterno alla zona potrà comprendere.
Abbiamo dunque chiesto ai turisti, all’esterno della Reggia, se conoscessero questi luoghi: se alcuni sono a conoscenza di San Leucio e Casertavecchia attraverso una loro personale ricerca su internet, sono in tanti quelli che invece arrivano a Caserta esclusivamente per visitare il palazzo vanvitelliano. Come è evidente, la conoscenza dei turisti del territorio, indifferentemente se italiani o stranieri, è estremamente scarsa. Come biasimarli, però. Il centro storico appare svuotato e per gli stessi abitanti è desolante passeggiare per le strade della città. A Caserta manca un cartellone di eventi culturali importanti che possano avvicinarlo al tessuto cittadino.
Mettiamoci anche un grande problema di sicurezza, sia diurno che notturno. La città di Caserta ha un potenziale enorme, ma probabilmente l’amministrazione comunale non ha saputo lavorarci in maniera programmatica e avendo a cuore le infinite possibilità che questa comunità può riservare. Anche la stessa amministrazione attuale sta vivendo un periodo nero per via delle inchieste giudiziarie che hanno colpito la giunta comunale costringendo il Sindaco ad un rimpasto. Non è finita qui: molti cittadini denunciano un degrado sempre più avvilente della città tra baby gang violente infiltrate nella movida, piazze abbandonate e luoghi di ritrovo sempre più rari.
Insomma, la situazione è complessa e difficile, ma crediamo che i problemi principali di Caserta e dintorni siano accessibilità, comunicazione, proposte culturali e attrattività per il turista. Caserta, per funzionare come host turistico – e anche come città normale – deve cambiare la propria struttura commerciale e di ospitalità. In caso contrario, la città rimarrà bloccata nell’eterno mancato sfruttamento di una risorsa immensa come il turismo di cultura.
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