
Una vicenda che sta facendo discutere il mondo associativo e cittadino casertano si è sviluppata nelle ultime ore attorno al From Festival e alla partecipazione di Rain Arcigay Caserta alle iniziative previste presso il Campo Laudato Si’, nell’area dell’ex Macrico.
Da una parte, l’associazione Rain Arcigay denuncia attraverso un post su Instagram di essere stata di fatto esclusa dalla manifestazione a causa della propria identità e delle attività proposte. Dall’altra, la Fondazione Casa Fratelli Tutti – che ricordiamo ai lettori essere la realtà che ad oggi gestisce il parco urbano – respinge ogni accusa di discriminazione, sostenendo di non aver mai vietato la partecipazione dell’associazione e di aver semplicemente chiesto il rispetto dell’identità e del regolamento del luogo ospitante.
Al momento della pubblicazione di questo articolo manca ancora una presa di posizione ufficiale da parte degli organizzatori del From Festival, chiamati in causa direttamente nel comunicato di Rain Arcigay Caserta. Puntualizziamo che From è presente al Campo Laudato Si’ dal 24 aprile fino a fine settembre con il From Village. Inoltre, nei giorni 12,13 e 14 giugno ci sarà per l’appunto il From Festival.
Una risposta che potrebbe arrivare nelle prossime ore e che sarà forse fondamentale per chiarire una vicenda che, allo stato attuale, contrappone due versioni diverse. Quel che è certo è che la polemica sta assumendo dimensioni importanti e sta coinvolgendo a macchia d’olio l’opinione pubblica.
Di seguito vi facciamo leggere il comunicato di Rain Arcigay Caserta: “Diversamente da quanto annunciato, questo fine settimana non parteciperemo al From Festival di Caserta. Il motivo? Evidentemente l’inclusione vale per tutti, tranne che per noi.
Ieri, un membro del CdA della Fondazione Casa Fratelli Tutti (tutti, a quanto pare, tranne le persone queer) ci ha comunicato a chiare lettere che, per avere il “privilegio” di partecipare, avremmo dovuto essere “più velati”. Un termine squallido, anacronistico e violento, che evidentemente è ancora il linguaggio ufficiale nei corridoi della Diocesi di Caserta. Eppure, fin dall’inizio della nostra interlocuzione con gli organizzatori, eravamo stati cristallini: avevamo condiviso il programma del nostro banchetto e delle nostre attività, tra cui un servizio essenziale, laico e di salute pubblica come lo screening rapido e gratuito dell’HIV. La scusa per censurarci ha dell’incredibile: ci è stato detto che eravamo “ospiti di ospiti” e che dovevamo abbassare la testa di fronte a queste direttive perché il Vescovo di Caserta in persona ha avuto “dei mal di pancia” al solo pensiero che mettessimo piede nell’ex Macrico.
A questo punto la domanda non è più solo nostra, ma è rivolta a tutta la città: È questa la grande “gestione pubblica” e aperta che questa Fondazione di Partecipazione vuole portare a Caserta?
L’accesso all’ex Macrico è un diritto concesso solo se si è bianchi, etero e rigorosamente cattolici? Gli altri Enti del Terzo Settore casertano sanno che le persone LGBTQIA+ possono esistere in questi spazi solo a patto di nascondersi e “non dare fastidio”? A rendere questa farsa ancora più amara è stato il totale e assordante silenzio degli organizzatori del From Festival. Zero solidarietà. Per loro, l’ennesimo atto di invisibilizzazione ai nostri danni è stato un banale inconveniente senza importanza. Noi abbiamo inviato la nostra richiesta come Organizzazione di Volontariato. Noi siamo questi.
Siamo orgogliosamente arcobaleno, siamo visibili, siamo queer e sicuramente non ci facciamo dire da una Diocesi come dobbiamo vivere, amare o lottare. Non saremo al From Festival, ma saremo ovunque non ci venga chiesto di chiedere scusa per chi siamo. “La cosa sorprendente” evidenzia Raoul Piccirillo, presidente di Rain Arcigay Caserta “è stato prendere atto della totale assenza di laicità in quello che dovrebbe essere un parco pubblico. La nostra associazione è simbolicamente nata a seguito dello scontro avvenuto con l’ex sindaco Pio Del Gaudio che aveva patrocinato nel 2013 all’iniziativa di “Giuristi per la vita”, gruppo apertamente omofobo e antiabortista, che aveva tenuto un evento a Caserta durante il periodo della consiliatura di Del Gaudio. Ci sembra preoccupante notare come, a distanza di 13 anni, la mentalità casertana non sia cambiata e anzi anche i luoghi spacciati per “restituiti alla cittadinanza” debbano essere considerati appannaggio della Chiesa Cattolica e quindi al proprio interno debbano essere vietate attività che cozzano con il credo cattolico”
Come Rain Arcigay Caserta, riteniamo che L’ex Macrico debba essere PUBBLICO. E per pubblico intendiamo di proprietà di un Ente Pubblico reale, a disposizione della cittadinanza, non un feudo privato gestito da fantomatiche fondazioni con il placet e i “mal di pancia” della Chiesa”.
Di seguito la replica della Fondazione: “In riferimento alle polemiche emerse in queste ore riguardo alla partecipazione dell’Arcigay alle attività promosse nell’ambito del From Village presso il Campo Laudato si’ Caserta, la Fondazione Casa Fratelli Tutti ritiene opportuno offrire alcuni chiarimenti.
Anzitutto, desideriamo ribadire con serenità che non è stata in alcun modo vietata la partecipazione dell’Arcigay alla manifestazione. Il From Village è stato concepito come uno spazio aperto all’incontro, alla socialità, alla cultura e alla partecipazione delle diverse realtà presenti sul territorio, e tale vocazione continua a essere pienamente confermata.
La richiesta avanzata dalla Fondazione ha riguardato esclusivamente la necessità che tutte le attività proposte dai soggetti ospitati risultassero coerenti con la natura, le finalità e il regolamento del Campo Laudato si’, luogo nato per promuovere i valori dell’ecologia integrale, della fraternità e del rispetto reciproco. In particolare, è stato chiesto di non realizzare iniziative che potessero risultare non confacenti alla specifica identità del luogo, come nel caso di attività pubblicizzate sotto forma di celebrazioni scherzose di matrimoni tra amici.
La Fondazione Casa Fratelli Tutti, così come richiamato anche nel Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, rifiuta ogni forma di discriminazione e ritiene fondamentale promuovere atteggiamenti di ascolto, accoglienza e accompagnamento nei confronti di ogni persona, comprese le persone omoaffettive e transgender.
Siamo convinti che il dialogo autentico non nasca dalla contrapposizione, ma dalla capacità di riconoscere reciprocamente la dignità delle persone e la legittimità delle diverse sensibilità culturali, sociali e religiose. Per questo continuiamo a considerare il confronto rispettoso una ricchezza e non una minaccia.
Il Campo Laudato si’ vuole essere sempre più una casa comune, uno spazio di incontro e non di divisione. In tale spirito, rinnoviamo la nostra disponibilità al dialogo con tutte le realtà associative e con quanti desiderano contribuire alla costruzione di una comunità più fraterna, inclusiva e capace di custodire il bene comune”.
Seguiranno eventuali aggiornamenti non appena emergeranno ulteriori elementi utili a chiarire una vicenda che sta alimentando un acceso dibattito pubblico e che rappresenta una ferita per il clima di dialogo, inclusione e coesione che la città di Caserta dovrebbe perseguire.
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