
Gli inizi di giugno a Caserta non sono mai noiosi, d’altronde sarebbe mai possibile annoiarsi quando ospitiamo un torneo femminile 75 tra i più importanti? Certo che no. Giunge nel 2024 a Caserta la 35esima edizione degli internazionali femminili di Tennis, che si terrà come di consueto dal 2 giugno fino al 9 giugno presso il Tennis Club a Via Laviano.
Quest’anno parteciperanno alcuni nomi che abbiamo già visto precedentemente: Despina Papamichail, vincitrice del doppio dell’anno scorso, Diletta Cherubini, Lisa Pigato e Anastasia Abbagnato. Mentre la testa di serie numero 1 è Laura Pigossi, attualmente 125esima del mondo.
Abbiamo intervistato il presidente del tennis club di Caserta Massimo Rossi, l’organizzatore del torneo Gianpaolo Papiro ed il maestro responsabile della scuola tennis Benito Tricarico.
Massimo Rossi afferma: «Quest’anno il torneo sarà particolarmente importante. Infatti, la Federazione internazionale Tennis ha scelto questo torneo per provare il sistema di moviola Occhio di Falco o Hawk Eye nei W75. Ciò significa che ci hanno ritenuto un circolo adeguato a prendere parte al processo di innovazione che sta avvenendo nel mondo del tennis internazionale. Siamo infatti orgogliosi del fatto che il W75 di Caserta sia uno tra i più importanti di Europa».

«Il processo di organizzazione di questo evento è lungo e la preparazione dura mesi – afferma Gianpaolo Papiro -. Si arriva stanchi, ma alla fine questa stanchezza viene completamente sostituita dal nostro entusiasmo nel vivere quella che riteniamo la settimana più bella dell’anno. Anche con gli sponsor c’è grande collaborazione. L’ambiente che si viene a creare è di serenità e riceviamo una grande soddisfazione nel vedere il pubblico profondamente coinvolto».
Il maestro di Tennis Benito Tricarico afferma invece che «l’organizzazione parte dai raccattapalle che svolgono un ruolo fondamentale del torneo. Abbiamo preparato 30 dei nostri ragazzi della scuola tennis per gestire questo ruolo nel corso di varie lezione, che si sono tenute per almeno due mesi. Il loro è un compito importante: quello di velocizzare la partita e rendere il match più godibile per gli spettatori».

Su questa domanda Papiro ha detto che «è molto divertente e solitamente le giocatrici sono molto disponibili e cortesi. Noi siamo il loro punto di riferimento per qualsiasi esigenza a partire dall’alloggio. Abbiamo un albergo in convenzione, il Royal, vicino alla Reggia e indichiamo le giocatrici che devono prendere il possesso della camera. Forniamo il primo soccorso e l’assistenza riabilitativa. Gestiamo anche gli allenamenti sulla base delle loro richieste ed i campi che abbiamo a disposizione. Ci occupiamo perfino della lavanderia e siamo presenti in qualsiasi occasione, di conseguenza è molto coinvolgente e tra il personale e le tenniste fiorisce subito un ottimo rapporto».
«Le tenniste hanno sempre visto il torneo di Caserta come un punto di riferimento per sentirsi a casa e dare il meglio di se stesse. Per esempio molte tenniste subito dopo aver giocato a Caserta hanno partecipato ad un grande slam. Tante giocatrici vengono qui per vivere un momento di crescita e noi offriamo loro l’ambiente caloroso di cui hanno bisogno per migliorarsi nella fase successiva della loro carriera» sostiene invece Massimo Rossi.
Massimo Rossi afferma che «noi abbiamo un livello di partecipazione considerevole per quanto riguarda il pubblico e se, come spesso accade, gli altri circoli pubblicizzeranno tra i loro associati il torneo, anche quest’anno potremmo andare in overbooking perfino nei giorni iniziali del torneo. Invece per le semifinali e la finali il circolo è da sempre colmo di spettatori».
«La nostra scuola tennis è sempre piena, anche a causa dell’atteggiamento paterno dei maestri, ma non abbiamo strutture per sviluppare un’attività agonistica spinta e contemporaneamente assecondare i soci – prosegue Massimo Rossi -. Il rischio è quindi lo sviluppo solamente del primo livello della scuola Tennis, e di conseguenza la perdita di molti ragazzini capaci di poter crescere. Ma questa è una sfida a cui stiamo ponendo attenzione e lavoreremo affinché il nostro circolo sia di riferimento anche per l’agonistica in un momento in cui abbiamo gli occhi del mondo puntati addosso.
La visione dei circoli di tennis è cambiata e le motivazioni per cui nacquero i circoli del tennis tanti anni fa sono ormai andate perdute. La sfida che noi vogliamo lanciare è riportare nel tennis club tutte le attività che spingono i giovani non solo a giocare, ma anche a restare. Potrebbe sembrare banale, ma perfino mettere un biliardo ha aiutato in questo. Appena avremo la certezza di sapere il futuro della sede del nostro circolo tennis club, incentiveremo le attività sociali e se, attraverso queste formule, riuscissimo ad aumentare il livello di partecipazioni delle famiglie, avremmo superato la nostra sfida finale e raggiunto il nostro principale obbiettivo».
Il presidente del tennis Club afferma: «Proprio a causa delle incertezze della sede, sarebbe disonesto fare qualunque affermazione sulla prossima edizione del torneo. Ma se riuscissimo a coinvolgere altri sponsor e famiglie che possano aiutare il circolo sicuramente riusciremo. È la comunità che deve crescere, il nostro non è un circolo di tennis di pochi, è il circolo di tutti e tutti dobbiamo crescere. E ora di dire basta a fare gestire circoli da anziani come me e augurarci che siano i giovani ad assumersi la responsabilità di portare avanti, mettendoci passione, una storia come la nostra che dura da 65 anni».
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