
Doveva essere restituito alla città il 2 aprile 2026, ma il parco di Villa Giaquinto resta ancora chiuso. A denunciarlo è il comitato cittadino Villa Giaquinto che da mesi segue la vicenda e che oggi torna a farsi sentire con forza, tra delusione e crescente preoccupazione.
Già lo scorso ottobre oltre mille persone avevano sottoscritto una raccolta firme per chiedere l’avvio concreto dei lavori di riqualificazione e per evitare ulteriori sprechi di risorse pubbliche in un Comune alle prese con difficoltà finanziarie. L’annuncio dell’inizio degli interventi era stato accolto con entusiasmo, soprattutto da chi vive quotidianamente il quartiere e considera Villa Giaquinto un punto di riferimento sociale e culturale.
Col passare dei mesi, però, alle aspettative si è sostituita la frustrazione. Dopo alcuni interventi sporadici, i lavori risultano oggi fermi, in attesa di una nuova determinazione da parte dell’amministrazione comunale a guida dei commissari. Un rallentamento che, secondo i cittadini, rischia di trasformarsi nell’ennesimo caso di stallo burocratico.
Villa Giaquinto non è solo un’area verde, ma uno spazio vitale per la comunità: un luogo di incontro per famiglie, giovani e anziani, teatro di attività culturali e sociali. La sua chiusura prolungata sta avendo ricadute significative sulla qualità della vita del quartiere, privando bambini e genitori di uno spazio sicuro, i giovani di un luogo di aggregazione e gli anziani di un’area di relax. Anche le attività commerciali della zona ne risentono, così come iniziative culturali consolidate, tra cui una rassegna cinematografica gratuita che rischia ora di scomparire.
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Per questo il comitato chiede risposte chiare: la ripresa immediata dei lavori e un cronoprogramma certo per la conclusione degli interventi. Ma intanto passa all’azione. È stata infatti annunciata una mobilitazione pubblica: sabato 9 maggio alle ore 10.30 i cittadini si riuniranno in Piazza Ruggiero, davanti al Comune di Caserta. L’iniziativa ha un obiettivo simbolico ma incisivo: “portare il parco fuori dal parco”, trasferendo idealmente Villa Giaquinto sotto il palazzo comunale per attirare l’attenzione delle istituzioni.
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