
Alla Camera c’è quasi tutto il governo Meloni, tranne lei. È il giorno in cui l’esecutivo risponde del caso Almasri, comandante della prigione di Mitiga, accusato dalla Corte penale internazionale di crimini di guerra e crimini gravissimi contro l’umanità. La questione è sotto gli occhi di tutti. Il primo a prendere parola è il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, seguito immediatamente dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “L’atto è arrivato in lingua inglese, senza traduzione, e c’erano criticità sulla richiesta di appello”, ha commentato Nordio.
Nel suo discorso, Nordio non rinuncia a qualche riflessione di stampo politico. “Mi ha deluso l’atteggiamento di una certa parte della magistratura che si è permessa di sindacare l’operato del ministero senza aver letto le carte. Cosa che può essere perdonata ai politici, ma non a chi per mestiere le carte le dovrebbe leggere. Con questa parte della magistratura, se questo è il loro modo di intervenire, un modo sciatto, questo rende il dialogo molto molto molto più difficile. Se questo è un sistema per farci credere che le nostre riforme devono essere rallentate. Questa parte della magistratura ha compattato la maggioranza. Andremo avanti fino alla riforma finale”.
“Il ruolo del ministro non è solo di transito e di passacarte, è un ruolo politico: ho il potere e dovere di interloquire con altri organi dello Stato sulla richiesta della Cpi, sui dettagli e sulla coerenza delle conclusioni cui arriva la Corte. Coerenza che per noi manca assolutamente. L’atto è arrivato in lingua inglese, senza traduzione, e c’erano criticità sulla richiesta di appello. Si dava atto che il 2 ottobre 2024 l’accusa aveva richiesto un mandato di arresto per delitti contro l’umanità avvenuti a Mitiga e commessi a partire dal febbraio 2015, e c’era incertezza assoluta sulla data dei delitti commessi: si oscillava dal 2011 al 2015, non è una cosa di poco conto”.
“Smentisco, nella maniera più categorica, che, nelle ore in cui è stata gestita la vicenda, il Governo abbia ricevuto alcun atto o comunicazione che possa essere, anche solo lontanamente, considerato una forma di pressione indebita assimilabile a minaccia o ricatto da parte di chiunque, come è stato adombrato in alcuni momenti del dibattito pubblico sviluppatosi in questi giorni. Al contrario, ogni decisione è stata assunta, come sempre, solo in base a valutazioni compiute su fatti e situazioni nell’esclusiva prospettiva della tutela di interessi del nostro Paese”.
Senza alcuna esitazione, la segretaria del Pd, Elly Schlein prende parola. “Nordio non ha parlato da ministro ma da avvocato difensore di Almasri: prima ci ha detto che non ha avuto tempo di leggere 40 pagine in inglese, poi che le ha lette talmente bene da trovare tutte quelle incongruenze – ha sottolineato -. Il ministro deve trasmettere gli atti e non valutarli, lei non ha letto la legge. Vi nascondete dietro ai cavilli e al giuridichese” mentre si discute di “un criminale che resta impunito” ed è stato “rimandato in patria con il volo più veloce della storia.
“Quello che dite è inaccettabile. Il Ministro ha parlato da avvocato difensore di un torturatore. Le domande a cui dovreste rispondere sono molto semplici: perché Nordio, che era stato informato dal giorno dell’arresto, non ha risposto alle richieste del procuratore generale che era l’unica cosa che doveva fare? La vostra inerzia ha provocato la scarcerazione. Prima ci dice che è stato liberato perché non ha fatto in tempo a tradurre delle pagine in inglese, poi ha detto che le ha lette ma ha rinvenuto dei vizi. Bene, ha ammesso che è stata una scelta politica. Meloni ha mandato i suoi ministri in Aula, un atteggiamento da presidente del coniglio, non del consiglio. Doveva esserci lei qua, perché quello che hanno detto i ministri non è una risposta”.
Dopo un lungo applauso, i cartelli del Pd. “Meloni la patriota in fuga”, “Meloni dove sei?”. Sono queste le scritte sui cartelli esposti dai deputati del Pd in aula alla Camera al termine dell’intervento della segretaria Dem Elly Schlein nel corso del dibattito sull’informativa di Nordio e Piantedosi sul caso Almasri. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha invitato i commessi a rimuovere i cartelli.
“Oggi c’è una grande assenza, la presidente Meloni scappa dal Parlamento, è un atto di grande viltà istituzionale, adesso Meloni non parli più sui social o in tv, non si permetta per vigliaccheria di parlare davanti a qualche scendiletto. Ministro Nordio lei è stato scandaloso – ha sottolineato il leader del M5S, Giuseppe Conte -. Lei non è stato il difensore di Almasri, lei è stato il giudice assolutore. Peggio, se fosse proiettato e discusso il suo intervento in un’aula di giurisprudenza lei si dovrebbe vergognare”.
Poi, si rivolge a Giorgia Meloni. “Presidente, lo so che ci sta guardando nascosta dietro a un computer. Ha parlato per tre volte di questa vicenda, fornendo versioni diverse. Adesso non parli più perché se non è venuta qui non vuole parlare qui, non si permetta per vigliaccheria di parlare davanti a qualche scendiletto”.
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