
Un nuovo capitolo della saga horror più avvincente degli ultimi anni: il consiglio comunale di Castel Volturno. Con le dimissioni dell’ex presidente del consiglio Giulio Natale, si riapre la partita sul nome al quale affidare l’incarico. Dopo la prima convocazione del 16 febbraio scorso non si è raggiunto alcun accordo, ma vale la pena aprire una riflessione su quanto accaduto.
La politica, nazionale e locale, ci ha abituato ad un fenomeno che prima provocava scandalo e al quale oggi si è abbastanza indifferenti: il trasformismo. Si tratta dell’abitudine di cambiare casacca da parte di chi detiene cariche pubbliche, spesso anche in barba agli elettori che hanno votato per quel candidato come espressione di un determinato partito.
Prima di passare ai fatti avvenuti in consiglio occorre fare una premessa sulla consigliera Veronica Sara Sperlongano.
Veronica Sperlongano è stata eletta consigliera comunale nelle fila di Fratelli d’Italia, partito espressione della maggioranza di Castel Volturno. Assente a quasi metà delle sedute del consiglio comunale, la Sperlongano è solita rintrare e uscire dalla maggioranza con motvazioni più o meno valide.
L’ultima volta che l’ha fatto era il 29 novembre 2023, poco più di due mesi fa. La consigliera salutava la maggioranza con parole al veleno: “da mesi ho pubblicamente assunto una posizione critica e di distanza dall’Amministrazione. Questo è accaduto a valle di una serie di riflessioni approfondite e di confronti con amici, sostenitori e cittadini, giacché una scelta così importante e, possiamo dire anche dolorosa, come quella di arrivare a chiudere un’esperienza amministrativa“.
Caput. La Sperlongano, congiuntamente al consigliere Carlo Natale, ha deciso di chiudere l’esperienza amministrativa. Passati due mesi dalla nota, ha nuovamente inizio il valzer della consigliera.
La minoranza mette sul tavolo il nome della consigliera Francesca Luongo (FdI) per ricoprire l’incarico di presidente del consiglio comunale, una proposta che potrebbe trovare l’assenso unanime dato che la Luongo è espressione pura della maggioranza.
D’altronde non è raro trovare amministrazioni in cui la carica di presidente viene lasciata alla minoranza, per una forma di rispetto politico. In questo caso, invece, è la stessa opposizione a proporre un esponente della maggioranza, il che dovrebbe portare al conseguente consenso unanime.
Eppure così non va. La coalizione di centrodestra vuole a tutti i costi la Sperlongano a ricoprire l’incarico. Ma perché? Perché premiare chi solo due mesi fa valutava negativamente l’esperienza amministartiva condotta da Petrella?
Evidentemente la consigliera ha fatto sapere di un improvviso quanto nuovo ripensamento sul suo schieramento politico. Dai banchi dell’opposizione Giuseppe Scialla (PD) tuona: “È un accordo: questo è il prezzo per farla rientrare in maggioranza“.
Il consigliere dem si spinge addirittura nel rimarcare la scarsa dignità (politica) che ha la consigliera per ricoprire l’incarico proposto. Alla parola “dignità” si ferma il tempo. All’improvviso l’intera maggioranza s’indigna perché è stato solo osato porre dubbio sulla dingità (politica) di un componente al metà tra maggioranza e minoranza.
Anche in questo caso il sindaco non ha risposto sul rifiuto della maggioranza di incaricare la consigliera di FdI Francesca Luongo. Non vi è alcuna risposta sulla motivazione che sta spingendo questa maggioranza a dare l’incarico alla Sperlongano, nonostante la sua disapprovazione al lavoro della giunta.
Petrella si rintana nella riflessione sulla “dignità” e sul voto popolare che leggittima ognuno dei consiglieri a ricoprire quel posto. Badi bene sindaco: quel voto vi leggittima nell’espressione della carica pubblica che ricoprite, ma non vi leggittima a fare ciò che volete.
Ancora una volta ci troviamo in profonda difficoltà nel fare critica politica, in quanto il sindaco non risponde a delle storture nel processo democratico evidenti e gravi. Sarà la Sperlongano la prossima presidente del consiglio? E se sì, perché?
Se davvero c’è un accordo, come affermato dal consigliere Scialla, perché non viene discusso in sede pubblica? Quali sono i termini di tale accordo e perché è riuscito a far cambiare idea alla Sperlongano a distanza di soli due mesi?
Troppi interrogativi. L’unica questione ad aver unito la maggioranza è solo “l’aggressività” del consigliere Scialla nei confronti di una donna, mentre a consumarsi è solo l’ennesima aggressione ai meccanismi democratici.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...