
Castel Capuano rappresenta uno dei luoghi di maggiore interesse del passato normanno della città di Napoli. Si erge alla fine di Via dei Tribunali, accanto a Porta Capuana, da cui partiva l’antica strada che portava all’omonima città di Capua. Nonostante l’illustre passato, lo stato di degrado in cui si trova piazza Garibaldi ha impedito per anni che il castello venisse valorizzato. Destino che ha afflitto molti dei monumenti che hanno fatto la storia della città, spesso divenuti malinconico sfondo della criminalità e di una mancanza di gestione degli spazi pubblici.
Ma la Fondazione Capuano ha continuato a interessarsi al luogo, ottenendone il restauro e la rivalutazione che hanno permesso una parziale riapertura straordinaria al pubblico. La speranza è che questo rinnovato interesse nella zona possa promuovere ulteriori miglioramenti per il quartiere. In seguito alle visite guidate organizzate nel mese di giugno, abbiamo intervistato Amalia Scielzo, componente del Comitato Scientifico della Fondazione Capuano.
«Castel Capuano ha una storia lunga e intensa che attraversa quella della città di Napoli. La tradizione fa risalire la fondazione alla seconda metà del XII secolo come residenza fortificata dei prìncipi Normanni, al limite orientale del decumano maggiore. Residenza ampliata e restaurata a più riprese nei secoli successivi: da Federico II di Svevia, dalla dinastia angioina e dagli aragonesi. Nel 1537, Pedro de Toledo lo convertì in tribunale, scelta determinante per le trasformazioni dell’edificio e per il suo futuro».
«La chiusura di Castel Capuano come tribunale della città è avvenuta progressivamente a partire dal 1995 con il trasferimento del settore penale al centro direzionale. Negli anni successivi è stato possibile realizzare i primi restauri che sono consistiti nella demolizione di interi corpi di fabbrica “abusivi” realizzati per sopperire alle pressanti esigenze di aule di udienza ed uffici per l’amministrazione della giustizia.
Attualmente sono ancora in corso lavori di restauro delle Antiche Carceri della Vicaria che si sviluppano negli ambienti del piano terra e in quello sottostante alla quota della Porta Capuana. A lavori ultimati – con la prevista apertura alla cittadinanza della porta sul fronte orientale, dell’area dei cortili, al piano seminterrato ed al piano terra, connessi da un nuovo ascensore urbano e l’allestimento nelle antiche carceri di attività civiche, sociali e culturali – l’attuale “barriera” urbana rappresentata dal castello, si trasformerà in un “edificio da attraversare”, fulcro per una rigenerazione urbana dalla potente valenza simbolica».
«A partire dal 10 giugno e fino al primo luglio, tutti i sabati sono state organizzate visite straordinarie gratuite nelle aree attualmente accessibili del castello. Una felice intuizione del presidente della Fondazione Castel Capuano, Aldo De Chiara, che ha ottenuto il supporto del Comune di Napoli e l’adesione di un gruppo di architetti e storici dell’arte: Sergio Attanasio, Fabio Mangone, Giulio Pane, Annalisa Porzio e la sottoscritta che accompagnano i visitatori raccontando loro la storia del castello.
L’itinerario parte dal cortile principale, con una prima tappa nella sala della Mostra permanente sulla storia del Castel Capuano dal titolo “Castel Capuano, palazzo di Giustizia: progetti di restauro e trasformazioni al tempo dell’Unità” che ripercorre l’evoluzione storica del castello con immagini datate tra ‘500 e ‘800. Si prosegue al primo piano nella Gran Sala, nota come “Salone dei busti” e fino al 1807 aula di udienza della Regia Camera della Sommaria e nella celebre omonima Cappella affrescata nel ‘500 dal pittore spagnolo Pedro de Rubiales. La visita prosegue negli altri saloni recentemente restaurati del Saloncino dei busti e dell’aula della Gran Ruota».
«Non c’è alcun dubbio che il completamento dei lavori di restauro del castello, con la prevista apertura della porta che è sul fronte orientale, verso l’area di Porta Capuana e di Piazza Garibaldi darà un forte contributo al contrasto dell’attuale degrado della zona. Inoltre, sul tema della piazza Garibaldi c’è attesa e speranza anche sugli esiti dell’iniziativa che il comune ha recentemente varato.
Si tratta dell’approvazione delle linee di indirizzo per l’affidamento a terzi per la durata di 4 anni, della gestione e della valorizzazione di Piazza Garibaldi, degli spazi pubblici afflitti dal fenomeno del degrado con l’obiettivo di garantire più sicurezza, vivibilità e al tempo stesso inclusione sociale e sviluppo commerciale. Si tratta di un progetto di gestione innovativo che ci auguriamo possa dare dei buoni risultati anche in vista della futura completa apertura al pubblico del Castel Capuano».
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