
La sagra del fico d’india di Castel Morrone ha nuovamente fatto il pieno, migliaia le persone che hanno animato l’affascinante borgo dell’altocasertano. Una festa non solo all’insegna delle tradizioni, ma della valorizzazione culturale di un borgo immerso tra storia e natura. Presente all’evento anche il neo sovraintendente di Caserta Arch. Gennaro Leva.
“La sagra del fico d’india è qualcosa di eccezionale – afferma il sindaco Cristoforo Villano – l’abbiamo voluta, perseguita e sponsorizzata con molto successo. Vedere il centro storico così popolato è straordinario perché il territorio viene rivalutato e si continua a dare vita alle tradizioni“.

Ma il lavoro per il sindaco Villano non è finito, anzi continua ad andare avanti scandito dai risultati ottenuti e quelli ancora da raggiungere: “Ho trovato un comune in predissesto e sto cercando di risolvere le importanti problematiche derivanti dalle passate amministrazioni. Stiamo sviluppato delle attività sul territorio con lo scopo di migliorare la viabilità, abbiamo presentato una serie di progetti per il PNRR, molti finanziati. Inoltre abbiamo recuperato un milione di euro dal Palamagiò, destinati inizialmente alle casse dello stato, che serviranno per risanare il deficit della passata amministrazione. Tutto ciò ci permetterà di uscire dalla procedura di predissesto e di guardare al futuro con maggiore ottimismo. Infine, abbiamo avuto l’autorizzazione per incrementare il personale di dieci persone con l’obiettivo di mettere in sesto la macchina amministrativa del comune“.

Una serata conclusiva passata all’insegna della presentazione del libro di Carlo Scatozza, alla quale ha partecipato anche il neo sovrintendente di Caserta Gennaro Leva, che si è trattenuto per visionare il borgo e i tanti momenti culturali previsti. Con lui abbiamo avuto lopportunità di scambiare due chiacchiere sulle potenzialità del territorio casertano e il signfiicato della sua presenza alla sagra.
Lei ha un curriculum che parla da solo ed ha lavorato nei posti più prestigiosi della provincia di Caserta, per cui possiamo affermare che il suo nuovo incarico ha una continuità nella sua carriera?
“Innanzitutto opero sulla provincia di Caserta e di Benevento, che a mio avviso si possono considerare parte di un unico territorio, nonostante le differenze culturali. Questa continuità spero di portarla avanti soprattutto con la presenza sul territorio della soprintendenza e con l’aiuto del funzionario Arch. Vetrano. L’obiettivo è quello di conoscere le realtà presenti nella nostra zona, e risolvere le eventuali problematiche tramite una collaborazione tra le istituzioni“.
Cosa ne pensa dei numerosi illeciti inerenti alla tutela del patrimonio culturale avvenuti nella provincia di Caserta?
“Questa è sicuramente una piaga per il territorio. Noi viviamo in un territorio che non ha avuto la fortuna di vivere il periodo alto- medioevale delle Leghe, durante il quale si sarebbe dovuto formare il concetto di unitarietà, di comunità tipico di tante regioni del centro e del nord Italia. Non siamo abituati a vivere insieme la nostra comunità, quindi vediamo le facciate dei palazzi come altro da noi mentre curiamo molto di più l’interno delle abitazioni. Si crea, dunque, una irregolarità nel territorio che porta i cittadini a non denunciare gli illeciti, bensì a commetterne di più“.
Come procede il dialogo e la sinergia con gli altri enti con cui collaborate?
“Abbiamo instaurato un dialogo costruttivo. In questi mesi, attraverso la collaborazione con i Carabinieri, abbiamo ridato al territorio una serie di tesori come un importantissimo quadro che è stato ritrovato e affidato alla curia di Capua e alcuni elementi archeologici che oggi sono nelle mani del museo di Montesarchio. Loro sono il braccio operativo, mentre noi ci occupiamo della vigilanza. C’è inoltre una perfetta sintonia con i comuni del beneventano, dell’alto casertano; mentre abbiamo qualche difficoltà con i comuni del casertano e del litorale Domizio“.
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