
Venerdì 3 ottobre, nell’auditorium del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, si è tenuto un incontro che ha messo al centro due temi fondamentali per il futuro del territorio: legalità e diritto alla salute. L’evento ha visto la partecipazione del Presidente Vincenzo Schiavone, del magistrato antimafia Cesare Sirignano, del Presidente Ass. Osservatorio della Legalità Ugo De Cesare, del Presidente emerito del Tribunale di Napoli Elisabetta Garzo, del sindaco Pasquale Marrandino, dell’Avvocato penalista Francesco Casillo, del primario emerito di Cardiologia dell’Ospedale S. Maria delle Grazie di Pozzuoli Gerolamo Sibilio e del responsabile scientifico del Pineta Grande Fulvio Calise. Voci diverse ma complementari, capaci di delineare un quadro chiaro: in un’area complessa come quella domiziana, la lotta alla criminalità e il rafforzamento dei servizi sanitari non sono percorsi separati, ma due facce della stessa medaglia.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, che ha sottolineato la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. «Dobbiamo riconnettere la comunità con le istituzioni e con il tessuto sociale sano. Castel Volturno porta sulle spalle fragilità storiche, ma ha anche risorse e potenzialità enormi. Il nostro compito è far sì che legalità e salute non siano diritti a metà, ma la base di una rinascita che parte dai servizi e dalla fiducia dei cittadini». Le sue parole hanno richiamato l’urgenza di un cambiamento che non sia soltanto amministrativo, ma anche culturale, capace di restituire dignità a un territorio spesso raccontato solo per le sue criticità.
Il presidente del Pineta Grande Hospital, Vincenzo Schiavone, ha rimarcato il ruolo che la struttura ha assunto negli anni come punto di riferimento non solo clinico, ma anche sociale ed etico. «Non basta curare i pazienti, occorre curare il contesto in cui vivono. La legalità è una condizione imprescindibile per garantire salute e sicurezza. La sanità non può essere un’isola felice circondata dal degrado e dalla criminalità». Schiavone ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra ospedale, istituzioni e magistratura, affinché la cura del paziente non si limiti alle mura dell’ospedale ma si estenda all’intero territorio.
Il magistrato antimafia Cesare Sirignano ha portato il suo contributo analizzando il legame tra criminalità organizzata e sanità, un settore che storicamente ha attirato gli interessi dei clan. «I clan hanno sempre cercato di infiltrarsi anche nei servizi essenziali, compreso quello sanitario. È qui che bisogna alzare il livello di vigilanza e di responsabilità». Per il magistrato antimafia, la sfida non è solo repressiva, ma riguarda anche la trasparenza delle procedure e la tutela dei cittadini: «Garantire legalità nella sanità significa restituire dignità alle persone più fragili, che non devono mai sentirsi abbandonate».
L’incontro al Pineta Grande si è trasformato in un momento di dialogo a più voci, utile non solo a fotografare la situazione attuale ma anche a rilanciare proposte e impegni concreti. In un’area come Castel Volturno, dove i bisogni sanitari si intrecciano con i nodi della marginalità sociale e della presenza criminale, la sinergia tra istituzioni, magistratura e presidi sanitari appare l’unica strada possibile per costruire un futuro più sicuro e giusto.
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