Lo scorso 26 settembre c’è stato il Consiglio comunale di Castel Volturno, che tra i temi ha affrontato il Piano industriale e la conseguente gara d’appalto per il servizio rifiuti.
Il Piano industriale è un progetto strategico finalizzato all’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e conferimento dei rifiuti solidi urbani della pubblica amministrazione ad un’azienda affidataria. Il piano è il progetto strategico e operativo che sta alla base della gara d’appalto, preparata dal comune e affidata all’Asmel Consortile, per un costo di 25 milioni di euro.
Nel corso della discussione sul Piano industriale e sulla gara d’appalto per i rifiuti, l’assessore all’ambiente Pasquale Marrandino si lascia andare a delle dichiarazioni che andrebbero precisate.
“Ringrazio l’arch. Pirozzi per questo lavoro epocale. Posso testimoniare direttamente che l’arch. Pirozzi ha lavorato sotto una pressione giuridica incredibile. Chi ha criticato il piano facendo demagogia sono persone senza rispetto, vorrei vedere loro a fare una gara di 25milioni di euro in provincia di Caserta sui rifiuti. Una gara fatta con i carabinieri seduti davanti alla scrivania, prima, durante e dopo. Una pressione fortissima….una pressione fortissima anche da parte della politica e di alcuni mezzi di stampa“.
Se sul sedicente “lavoro epocale” torniamo nel paragrafo dedicato al Piano industriale, non si può fare a meno di prendere atto delle pressioni di cui parla l’assessore. Nella più totale ingenuità, l’assessore fa riferimento a dinamiche assolutamente da chiarire visto che riportano gravi anomalie nel corso del lavoro dell’ufficio.
Cosa intende l’assessore con pressione giuridica? C’è stata un’attenzione o un intervento della magistratura nella redazione della gara di appalto? A che titolo l’Arma dei Carabinieri ha assistito a tutte le fasi della scrittura della gara d’appalto?
L’assessore Marrandino, voglioso di scagliarsi contro le pressioni di stampa e politica, forse non aveva compreso a pieno la gravità delle dichiarazioni che stava facendo. Da ciò che afferma si intende chiaramente una presenza dei carabinieri non solo all’interno dell’ufficio comunale, ma davanti alla scrivania del tecnico che si apprestava a lavorare ad una gara d’appalto di 25 milioni di euro sul settore rifiuti. Perché i carabinieri erano lì? Come l’amministrazione spiega questa “pressione istituzionale” che sembra preoccupata del buon andamento di settori critici come i rifiuti?
Affermazioni importanti che, però, non hanno suscitato alcuna reazione da parte dell’opposizione, nemmeno la curiosità di sapere cosa facessero i carabinieri nell’ufficio, anche solo per dar modo di chiarire consequenziali dubbi.
Un cenno dai banchi dell’opposizione c’è solo quando l’arch. Pirozzi afferma: “Non è un lavoro solo mio (riferendosi alla gara presumibilmente .ndr) lo abbiamo fatto in sinergia con l’Assessore Marrandino che dal primo momento è stato al mio fianco“. Prontamente la consigliera d’opposizione Anastasia Petrella interviene per mettere al sicuro la maggioranza, chiarendo: “Tengo a specificare che quando l’arch. Pirozzi parla dell’assessore che gli è stato fianco a fianco, si intende ovviamente per ragioni di indirizzo. Meglio specificare, lo facciamo a tutela di tutti noi. Non solo lavoriamo duramente, ma abbiamo sempre la spada di Damocle perché siamo sempre sotto i riflettori“.
Incredibile che una simile preoccupazione si attivi davanti a quell’affermazione di Pirozzi e non alle dichiarazioni di Marrandino sulla “fortissime pressioni” da parte di giustizia, carabinieri, politica e stampa.
Nel suo intervento l’assessore Pasquale Marrandino ha voluto anche soffermarsi su un bilancio della gestione del settore rifiuti fino ad ora, assumendosi alcune responsabilità con la promessa di imparare dagli errori fatti.
“Abbiamo raccolto tutte le esperienze negative. Non abbiamo fatto un buon lavoro all’interno dell’ufficio, devo ammetterlo, vuoi per mancanza di personale, tempo e risorse. L’arch. Pirozzi ha detto che abbiamo ottenuto un risultato mediocre e io sottoscrivo le sue parole. Abbiamo tarsportato queste esperienze negative nel nuovo piano, cercando di essere meno permeabili possibili“.
Più volte abbiamo parlato delle falle nella gestione del servizio rifiuti, dal mancato controllo all’assenza di rivalsa nei confronti dell’azienda affidataria per il mancato raggiungimento degli obiettivi stabiliti nella gara d’appalto. L’assessore Marrandino ammette la mediocrità del lavoro svolto e dei risultati ottenuti, puntando tutto sul Piano industriale che regolamenterà lo svolgimento del servizio.
Peccato che si tratta di un bilancio negativo che arriva praticamente a fine mandato dell’amministrazione, dato che a maggio si andrà alle elezioni. Pertanto dopo cinque anni l’assessore valuta “mediocre” il lavoro svolto, un giudizio al di sotto della sufficienza che presupporrebbe quantomeno un dietrofront attraverso delle dimissioni, ma queste sono scelte personali e politiche.
Piuttosto, si è ancora curiosi di approfondire il risparmio di 750mila euro dal servizio rifiuti che l’assessore Marrandino ha sbandierato durante un passato consiglio comunale e che, purtroppo, non trova ancora una dettagliata spiegazione. A noi un risparmio del genere non risulta così attendiamo un dettaglio. Ciò che sappiamo per certo è che il comune ha dovuto incaricare un’altra azienda (con costi in danno alla Isvec srl) per il servizio di decoro urbano nel periodo estivo.
Verso la fine del suo intervento l’assessore all’ambiente dà anche una novità per il prossimo futuro: “Presto avremo un nuovo cantiere, vicino all’isola ecologica di via dei Diavoli, grazie ad un finanziamento di oltre un milione di euro”.
Mentre sulle attrezzature date dalla Regione Campania e abbandonate ancora al campo sportivo afferma: “È vero che non siamo stati capaci di sfruttarle al 100%“.
Nel Consiglio comunale l’arch. Pirozzi, responsabile Ufficio Ambiente e Territorio, ha illustrato i tratti generali del Piano industriale, spiegando quello che ha descritto come “un ambito risultato che permette di bandire e portare alla fine l’aggiudicazione di una gara di 5 anni per il servizio rifiuti, senza più proroghe o affidamenti ponte“.
Quello che dice il funzionario è verissimo, anche se il Piano industriale è stato oggetto di critiche e perplessità mosse anche dalla nostra testata con diversi approfondimenti. Purtroppo anche stavolta non possiamo sentire le motivazioni dell’Ing. Mario Oscurato, redattore del Piano che è stato pagato dal comune (30 mila euro) per il lavoro reso.
Parliamo di un Piano industriale su cui non c’è stata mai possibilità di confronto pubblico, infatti, approvato in giunta, non è mai passato per il consiglio comunale o attraverso tavoli con gli attori sociali cointeressati (associazioni etc.). Una scelta leggittima, ma proprio dinanzi a dubbi così importanti sarebbe assolutamente necessario attivare tutti i canali di dibattito democratico consentiti all’ente. Con un ingegnere mai chiamato a relazionare e un confronto pubblico negato, aumenta il dubbio su un atteggiamento timoroso dell’amministrazione, come se si volessero evitare domande più che leggittime e di cui non si ha ancora risposta.
Ma i dubbi non finiscono qui, dato che è stesso l’arch Pirozzi a illustrare il piano e ribadire: “Abbiamo cercato di raccogliere nella redazione del piano le difficoltà emerse dalle passate esperienze“. Quindi chi ha redatto il piano?
L’assessore Marrandino, nel corso del suo intervento, non ha risposto al perché della scelta di cambiare il tecnico in capo al progetto, così come non ha affrontato le ampie lacune su capitoli di spesa (acquisto di sacchetti per oltre due milioni di euro) e operatività. Oltre ciò, bisognerebbe rispondere alle spese generali fissate all’8% e l’utile di impresa fissato al 7% che sono fuori dai limiti raccomandati dalla legge.
Davanti a tali fatti parlare di risultato epocale risulta eccessivo, se poi il risultato epocale consiste nella redazione di una gara d’appalto allora siamo ben lontani dalla normalità.
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