
La dott.ssa Irene Di Matteo ha comunicato le dimissioni volontarie: le ennesime di un ufficio che ora rischia il collasso. La Di Matteo, assunta come “assistente sociale”, godeva di un contratto a tempo indeterminato ed era una risorsa importante per l’Ufficio Politiche Sociali.
L’ennesima professionista che decide di lasciare l’Ufficio per approdare al privato, una decisione che anni fa sarebbe risultata paradossale se pensiamo a quanti vedono nel settore pubblico un porto sicuro.
Ad ogni modo l’Ufficio, già ridotto all’osso, subisce l’ennesima perdita senza che siano state effettuate assunzioni, mettendo a rischio l’erogazione di servizi per i cittadini. Una situazione ancora più grave se pensiamo che alla Di Matteo dovrebbero seguire altre due fuoriuscite.
Dalle notizie che ci pervengono, infatti, due professioniste dell’ambito presto abbandoneranno, dato che una è risultata vincitrice di concorso al Policlinico e l’altra va in maternità. Il settore dei Servizi Sociali così si ridurrebbe a 3 dipendenti comunali e un solo professionista coperto dall’ambito. Al 4 gennaio il comune non ha fatto ancora richiesta all’ambito per la sostituzione di almeno uno dei professionisti che andranno via.
Parliamo di numeri incredibili per quanto ridotti, soprattutto se pensiamo che l’Area Politiche Sociali si occupa di questioni estremamente delicate che vanno dall’erogazione dei bonus per le fasce più povere fino ad avere competenza su disagi riguardanti i minori.
Il fatto che questi servizi siano erogati in un comune di cui una buona parte di cittadini risulta essere ancora irregolare per lo Stato italiano, rende l’idea di come possa essere ampio il lavoro dei Servizi Sociali.
Sempre più professionisti lasciano quel settore, perché? È la domanda che ci poniamo da tempo, perciò abbiamo provato a contattare la dott.ssa Di Matteo che però non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito alle sue dimissioni.
Così abbiamo sentito l’ex storica dirigente dell’Ufficio, Annamaria La Penna, che oggi è Funzionario di Elevata Qualificazione dell’Area Socio Educativa nel comune di Livorno. Nei suoi anni di servizio La Penna più volte aveva fatto presente, anche all’autorità giudiziaria, le storture interne al settore e le dinamiche tossiche che lo condizionavano.
“Per legge dovrebbero esserci un assistente sociale ogni 5mila abitanti, per garantire i servizi minimi di assistenza” – afferma La Penna. Numeri che si distaccano ampiamente dalla dotazione reale dell’ufficio e dal numero di utenze che si trova a fronteggiare.
“I problemi sono parecchi e le richieste che arrivavano dal tribunale erano tantissime, oltre quindici alla settimana. Indagini psicosociali, collocamenti in urgenza in comunità…e pensa che non erano coperti servizi di urgenza. Venivo chiamata tutti i giorni, dalla domenica fino al giorno di Pasqua. Fino a poco fa gli assistenti sociali venivano chiamati anche per i decessi. Una volta venni rimproverata perché non risposi ad una chiamata alle 3 di notte, mi cercavano dalla caserma perché c’era lì un cadavere e bisognava fare l’affidamento all’agenzia funebre” – confessa l’ex dirigente.
Lavoro extra non retribuito, carichi immensi e poco tempo a disposizione da dedicare alla propria famiglia: le storie dei professionisti dell’ufficio sembrano essere legate tutte dalle stesse storture.
Sul perché di queste fughe dei dipendenti dall’ufficio La Penna è chiara: “È l’esigenza di vivere, anzi, sopravvivere. Mi stavo annientando come donna perché le esigenze sono innumerevoli: dalla Procura che ti chiama alle pressioni. Non eravamo nelle condizioni di operare con serenità, per mezzi e per risorse umane“.
L’emergenza è la parola chiave del settore, questo lo conferma anche l’ex dirigente. “Ci sono state tante richieste dalle autorità giudiziarie, dalla procura presso il tribunale dei minori fino alle richieste di emergenza delle forze dell’ordine – afferma La Penna – In quei casi bisogna correre anche se è finito il tuo orario di lavoro. Alla fine del mio turno di lavoro mi è capitato anche di essere chiamata e passare tutta la notte con un minore in ospedale perché non era accompagnato. Castel Volturno è complessa e il personale è irrisorio a fronte dell’esigenza reale“.
C’è chi si chiede se il “fuori tutti” dall’ufficio sia legato anche ad eventuali paure a causa di una gestione poco trasparente o, peggio, condizionata da politici o politicanti. Sul punto l’ex dirigente ha voluto esprimere la sua affermando: “Queste dinamiche ci sono. Una volta ho trovato sulla scrivania una ricevuta fiscale per acquisti di servizi effettuati privi di qualsiasi tipo di procedura amministrativa in regola: mi chiesero di procedere al pagamento senza una gara, un impegno di spesa o una valutazione dei preventivi approvati. Ovviamente non l’ho mai pagata, ma il livello è questo qui”.
Il settore dei Servizi Sociali è particolarmente interessato da finanziamenti, uno degli ultimi da 2mln di euro. Il fatto che vi siano ingenti somme da gestire e servizi da affidare espone l’ufficio a pericoli di infiltrazione e corruzione, rendendolo un settore sensibile al pari dei lavori pubblici.
“Appena hanno sentito dei 2mln da gestire tutti erano interessati al settore dei Servizi Sociali. Ci sono state pressioni costanti e io stessa ho denunciato irregolarità. Ho detto tanti “no” e così persone che nell’ombra gestiscono l’amministrazione mi fecero capire che non ero più gradita. Quando ci sono queste dinamiche in che modo si può continuare?” – conclude La Penna.
Oggi la dott.ssa La Penna è una professionista che rinforza il comune di Livorno, un salto di qualità non indifferente ove vive e lavoro. Affronta difficoltà ordinarie del suo lavoro ed anche le emergenze, che a Castel Volturno sono all’ordine del giorno, lì vengono affrontate con strumenti e risorse dignitose per il cittadino e per gli stessi operatori. “Mi rendo conto che vivo le emergenze lavorative in modo diverso dai miei colleghi; dopotutto, dopo Castel Volturno un professionista sa e può affrontare qualsiasi sfida“.
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...
Era l’equinozio di autunno, precisamente il 21 settembre dell’anno 19 a. C., quando il Vate lasciò le sue spoglie mortal...
Il cortile del Maschio Angioino è pronto a trasformarsi in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto di musica e teatro....
Qualche mese fa Villa Literno è finita al centro delle cronache nazionali quando i risultati di un monitoraggio sulle acqu...