
La vera comunicazione è quella che riporta la notizia, non certamente quella che per fare notizia “le inventa”. Castel Volturno, per le sue molteplici realtà, è fonte di grande ispirazione per coloro che vogliono fare sensazionalismo a tutti i costi. Siamo terra di primati negativi dove è facile fare disinformazione di basso profilo e prendersi “medaglie” senza meriti.
Dovremmo alzare la testa ed iniziare a far sentire la nostra voce, con un’informazione trasparente e coraggiosa, oltre che competente, che parta dall’amministrazione comunale. Oggi le notizie, anche le peggiori, durano pochissimo tempo e se non si è sul pezzo quotidianamente per verificarle, approfondirle e magari smentirle diventano virali e l’immagine di un territorio è distrutta. Quando non si ha una buona e competente informazione si è perdenti, e a poco o nulla serve nascondersi dietro comunicati sterili e autoprodotti quando non c’è il confronto e le relative verifiche documentali.
Informare è l’unico giornale del territorio che da 20 anni, ogni mese, porta avanti la Castel Volturno migliore, quella produttiva e onesta che continua a crederci e a lottare perchè non accetta il disfattismo, l’ignoranza, l’inciviltà come marchio che ci viene “donato” dai media nazionali. Non è stato facile farci accettare nei luoghi della cultura regionale ( Teatro San Carlo, Feltrinelli, Pan, Musei, Università, Librerie) ma ci siamo riusciti, ormai ci attendono e le copie non bastano mai. Lo stesso con il sito web www.informareonline.com quotidianamente aggiornato e seguitissimo. Non abbiamo mai chiesto riconoscimenti o sostegno economico al Comune, nessun merito, ma è da sciagurati e sciocchi non utilizzare questo mezzo informativo ampiamente accreditato a livello nazionale. Anzi, spesso si è perseguita la volontà di osteggiarlo unicamente perchè ci si sente colpiti nella propria presunzione di grandi statisti quando si è raggiunti da critiche oggettive e che riguardano il loro mandato di amministratori.
Il mondo economico, turistico e imprenditoriale ormai viaggia a velocità supersoniche, mentre noi siamo fermi ancora a guerre di quartiere fatte di divisioni culturali e sociali, che ci relegano di fatto agli ultimi posti per vivibilità e sviluppo. Finché non si ricorrerà alle sinergie migliori del territorio, a fare squadra andando oltre i partiti, a vestirsi di umiltà e spirito di sevizio per la collettività e dando spazio ai giovani, continueremo unicamente a lamentarci e dare sempre la colpa agli altri. Tutto dipende da noi, dal non delegare, ad informarsi e a partecipare alla vita sociale del nostro paese.
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