
Il Puc di Castel Volturno è stato approvato: finalmente la città ha un Piano regolatore che mancava sin dalla sua fondazione. In un incontro nella nostra redazione tra associazioni, imprenditori, politici, cittadini e il responsabile del Puc, l’arch. Roberto Gerundo, gli interventi in modo unanime concludevano con un appello: «Quale peccato hanno commesso gli imprenditori e i cittadini di questo territorio costretti sempre a patire? Eppure gli imprenditori non possono aspettare anni perché sia presa una decisione: si consegni il Puc alla città, immediatamente, tempi e modi per miglioralo non mancheranno!».
Finalmente quell’appello ha trovato risposta e il Puc, grazie all’attivismo dell’assessore all’urbanistica Angela Parente, è stato approvato dal Consiglio Comunale di Castel Volturno. Adesso occorre attendere la pubblicazione sul Burc regionale e, trascorsi i tempi tecnici dovuti per legge, sarà operativo. L’entusiasmo scaturito per la sua approvazione da parte della nuova amministrazione fa parte della politica e della retorica legittima in questi casi, anche se un pochino esagerata (n.d.r). Amministratori e consiglieri di giunte precedenti invocano i propri meriti, ma in politica “vince” chi raggiunge la meta e mette il punto. Adesso sarà importante lavorare per il futuro, iniziare già da oggi ad organizzare incontri tematici con tutte le categorie sociali ed imprenditoriali del territorio. L’obiettivo dev’essere migliorare il PUC di Castel Volturno che è ancora distante dall’essere il volano di sviluppo che si era immaginato; anzi, in molti punti sembrerebbe mettere non pochi ostacoli allo sviluppo propulsivo del territorio. Un caso emblematico riguarda la trattazione dei laghetti.
I passaggi burocratici per le costruzioni galleggianti saranno molto più complicati. Infatti, mentre prima la norma nazionale faceva confluire nell’edilizia libera le strutture galleggianti all’aperto, ora bisognerà proporre un Piano Urbanistico Attuativo con il conseguente lento decorso burocratico. Oltre ciò, occorre recuperare gli altri laghetti (oltre 20) abbandonati all’incuria e a eventuali scarichi abusivi, evitando il pericolo maggiore: l’interesse dei clan ad investire e riciclare denaro nelle aree che hanno distrutto, un “business di ritorno” che sarebbe inaccettabile. Un altro punto dolente riguarda la mancata pianificazione della linea di costa, che ha creato malumore tra alcuni balneari. L’amministrazione comunale dovrà dimostrare di avere le capacità politiche per adeguare il Puc ed un piano spiaggia che diano regole e diritti certi.
Il Piano del prof. Gerundo pecca, secondo noi, di una visione restrittiva, sia per le nuove costruzioni che per le perequazioni che paradossalmente premiano chi ha costruito abusivamente, cosa ampiamente rappresentata nella riunione presso la nostra associazione da Tommaso Morlando. Siamo fortemente contrari ad una perequazione di vicinanza, che costringerebbe coloro che non hanno costruito abusivamente a svendere i loro lotti di terreno, mentre si dovevano prevedere, per alcune zone, in modo particolare vicino al centro storico, dei lotti di recupero. Il centro storico meritava un’attenzione particolare che non ha avuto nel Piano. Infine, siamo fiduciosi che la nuova amministrazione sia sensibile alle richieste di cui il territorio ha necessità, restando attenti alla difesa dell’ambiente.
“Castel Volturno ha il primo strumento di pianificazione urbanisti- ca della sua storia. L’approvazione del Piano nella seduta di consiglio comunale del 16.1.2025 funge da spartiacque tra una condizione di irregolarità e una condizione di legalità che avrà sicura incidenza sulla qualità del patrimonio edilizio esistente e del tessuto sociale insediato. L’avvento del PUC non consentirà di sanare situazioni di illegittimità urbanistica preesistenti ma darà al territorio delle regole certe da porre alla base degli interventi edilizi volti al riuso del patrimonio edilizio, con diretta conseguenza sul decoro urbano. Il PUC diverrà efficace il giorno seguente la pubblicazione sul BURC, che avverrà presumibilmente entro il mese di febbraio. Si tratta di un piano moderno, per certi versi innovativo, che prevede limitatissime ipotesi di pianificazione di dettaglio (c.d. PUA), che talvolta possono essere sostituite dai permessi di costruire convenzionati. I tempi di attuazione del PUC sono rimessi alla capacità degli investitori, quali soggetti attuatori degli interventi, di comprendere le innovazioni dettate dalle previsioni di piano e le potenzialità delle stesse in termini di incentivazione dello sviluppo turistico del territorio, rinvenibili in diverse disposizioni delle norme di attuazione.
Oltre alla discreta previsione di lotti classificati ZTO D4–Turistico/ricettivo di progetto, su cui è possibile realizzare i classici insediamenti alberghieri ed extra alberghieri, l’art. 67 delle NTA prevede una delle maggiori innovazioni del PUC approvato, la c.d. perequazione lacustre nella ZTO F1–Turismo naturalistico. Tale ZTO è collocata al lato monte rispetto alla Via Domitiana, nella zona retrostante l’insediamento ad uso residenziale, c.d. “zona laghetti”, in cui è consentito l’insediamento di funzioni turistico-ricettive a basso impatto ambientale e paesaggistico, mediante la realizzazione di isole galleggianti sulla superficie degli specchi acquei e, lungo la sponda del lago interessato dall’intervento, la realizzazione di strutture di service strettamente connesse alla funzionalità delle isole galleggianti. Queste previsioni, immediatamente attuabili, consentono lo sviluppo dell’offerta turistica locale con il minimo consumo di suolo, mediante un modello di turismo unico nel suo genere, improntato al riuso e alla rifunzionalizzazione del patrimonio naturalistico esistente. La caratterizzazione del modello turistico lacustre costituisce un sicuro volano per l’economia locale e garantisce, altresì, la valorizzazione di una delle più belle zone naturalistiche presenti in città (c.d. zona laghetti), simbolo di potenzialità fino ad oggi inespresse.
Sono previsti ulteriori strumenti perequativi innovativi, come la perequazione di prossimità, che consente la realizzazione di minimi ampliamenti volumetrici dei fabbricati esistenti – legittimamente realizzati – mediante la annessione di lotti contigui, accompagnata dalla realizzazione e cessione gratuita di standard da destinare all’uso pubblico così da attenuare la grave carenza di standard urbanistici al servizio della edificazione massiva ad uso residenziale avvenuta in assenza di uno strumento di pianificazione che prevedesse la realizzazione delle urbanizzazioni prima della espansione dell’edificato residenziale e che si traduce nella genesi del degrado urbano e sociale che vivono quotidianamente i cittadini di Castel Volturno. L’attuazione degli obiettivi strategici del piano darà verosimilmente i suoi primi frutti nel prossimo quinquennio in cui sarà visibile il miglioramento del tessuto edili- zio esistente grazie alle incentivazioni, anche volumetriche, degli interventi di ristrutturazione.
Il miglioramento della qualità dell’abitare che deriverà dall’attuazione del piano ha spinto la maggioranza guidata dal Sindaco Marrandino a proporre la approvazione del PUC, nonostante fosse ideato e redatto da altre forze politiche, con ciò dimostrando di saper comprendere ed assecondare l’esigenza di certezza delle regole invocata dalla cittadinanza tutta”.
“La definitiva approvazione del Piano Urbanistico Comunale rap- presenta una svolta epocale per Castel Volturno. Non si tratta solo di aver messo fine a un lungo e tortuoso iter tecnico-amministrativo, ma di aver finalmente dotato il nostro territorio di uno strumento che concede serenità e trasparenza in ambito urbanistico ed edilizio. Per anni, l’assenza di regole chiare ha generato una situazione di profonda disuguaglianza: c’era chi, pur detenendo legittimamente terreni, si è trovato impossibilitato a realizzare anche una semplice casa residenziale; e c’era chi, al contrario, ha costruito interi palazzi grazie a interpretazioni fantasiose delle norme e a strategie poco trasparenti. Questo ha prodotto scandali giudiziari, gravi danni al tessuto urbanistico locale e conseguenze pesanti per i tecnici, i dipendenti pubblici e gli stessi investitori coinvolti. Oggi, però, Castel Volturno può guardare al futuro con maggiore certezza e serenità. Il PUC non è solo un elenco di regole, ma uno strumento che getta le basi per una crescita ordinata, sostenibile e inclusiva ma soprattutto di rigenerazione urbana. Finalmente abbiamo una bussola chiara che indica cosa si può fare e cosa no, eliminando ogni ambiguità e ogni spazio per manovre poco trasparenti. È una conquista che non solo rassicura chi risiede qui, ma che sta già generando fiducia tra investitori, proprietari e cittadini, anche tra coloro che vivono lontano ma possiedono beni nel nostro territorio. Questa approvazione sancisce la possibilità di costruire e progettare nel rispetto delle regole e della nostra identità. I cittadini, gli imprenditori e i piccoli proprietari sanno di poter pianificare con sicurezza, senza temere ostacoli imprevedibili o irregolarità. Ciò che il PUC rappresenta non è solo un regolamento tecnico, ma una nuova mentalità collettiva: la consapevolezza che un territorio ben regolato è un territorio che attira risorse, che genera opportunità e che restituisce dignità ai suoi abitanti. Non è stato un percorso facile, ma oggi possiamo dire con orgoglio che il risultato premia la fatica e la dedizione di tanti. Un ringraziamento sincero va a tutte le persone che, negli anni, hanno contribuito a rendere possibile questo risultato. Tra loro, un pensiero speciale all’ingegnere Chiara Follera, che con la sua determinazione, competenza e incredibile forza d’animo ha reso concreto un sogno che sembrava irraggiungibile. Castel Volturno deve molto a questa donna straordinaria, esempio di professionalità e abnegazione. Adesso, il futuro dipende da noi: il PUC è solo un mezzo, non un fine.
È uno strumento che va utilizzato con responsabilità e lungimiranza. Spetta a noi, come amministratori, ai tecnici, ai cittadini e agli investitori, rispettare e valorizzare questo lavoro, trasformando il nostro territorio in un esempio di rigenerazione e crescita. Castel Volturno può finalmente voltare pagina, e il nostro compito sarà quello di scrivere, insieme, una storia fatta di sviluppo, giustizia e dignità”.
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