
“Immaginavo che i canili fossero dei luoghi di segregazione. E invece, mi rendo conto che possono diventare anche luoghi di benessere e di cura per i nostri amici a quattro zampe”. Queste le osservazioni della Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Castel Volturno “G. Garibaldi” Elisabetta Corvino, in occasione di una visita degli alunni della scuola presso Il Canile S.D. Dog tenutasi durante la mattinata dello scorso 12 maggio.
Un’iniziativa unica, che arriva in seguito della sottoscrizione del Protocollo di Intesa “La Scuola adotta un Canile”, siglato tra il sindaco castellano Pasquale Marrandino, la stessa preside Corvino, il responsabile del rifugio per cani Giuseppe De Vivo e diverse altre associazioni di volontariato – tra le quali, si segnalano “Fare Ambiente”, “Anpa” e “Le Sentinelle“. Insomma, “un patto territoriale fondamentale, volto ad assicurare la “salvaguardia, il benessere e la cura degli animali”, ha proseguito la Corvino.
“Abbiamo vissuto un entusiasmo unico a Castel Volturno, dove si respira una grande sensibilità animalista“, ha continuato la dirigente. D’altronde, l’accordo di collaborazione recentemente firmato ha di sicuro trovato un terreno fertile proprio qui, sul litorale domitio, dove esiste una realtà che rappresenta indubbiamente un’eccezione nel panorama regionale e nazionale.
Nonostante, infatti, i canili rappresentano da sempre, nell’immaginario collettivo, dei luoghi bui, dove ogni speranza per la vita di questi animali sembra svanire, Il Canile S.D. Dog si distingue indubbiamente per il grande impegno e per la costante attenzione che riserva agli animali. Noi di Informare abbiamo avuto il piacere di esplorare questo rifugio per animali, mentre proprio De Vivo ci ha fatto da “Cicerone” durante il percorso.
Immerso nella quiete più totale della campagna a ridosso di Castel Volturno, il canile dispone, infatti, di una serie di spazi piuttosto ampi, nei quali i cani vivono nutriti dell’amore che il team che opera all’interno del rifugio riserva loro sempre. Accanto alle numerose aree verdi di sgambamento – nelle quali questi animali, oltre a essere rieducati, sono liberi di correre e di giocare in un contesto di totale sicurezza, attrezzate sia per il periodo estivo sia per quello invernale – il canile dispone anche di una serie di aree di isolamento, separate dal resto della struttura, all’interno delle quali i nostri amici a quattro zampe hanno modo di trascorrere parte della propria vita in quarantena, soprattutto nei casi in cui questi siano ammalati o infetti.
Insomma, una vera e propria oasi di pace e di serenità, laddove è possibile anche trascorrere parte del proprio tempo in compagnia dei nostri amici pelosi. “La socializzazione rappresenta una fase fondamentale imprescindibile per poter adottare un cane – come ha ricordato lo stesso Giuseppe – durante la quale abbiamo modo anche di studiare il comportamento del cane, di modo da poter mettere in sicurezza anche la stessa famiglia.
Il Canile S.D. Dog rappresenta, dunque, un vero e proprio faro di speranza, nell’ambito di un tessuto sociale nel quale la sensibilità animalista incontra ancora grande fatica ad affermarsi e a radicarsi. Non è raro, dopotutto, entrare a conoscenza di terribili episodi di cronaca durante i quali e vere vittime sono proprio gli stessi animali, i quali vengono “abbandonati e magari ritrovati nelle campagne, talvolta anche feriti”, come ha ricordato la stessa Corvino, la quale ha sottolineato come a tal proposito cruciale sia stato anche il coinvolgimento dei veterinari, i quali spiegano sempre ai bambini e alle loro famiglie “come ci si deve comportare di fronte a un cane in difficoltà”.
“Sono felice perché si percepisce già un bel riscontro – ha continuato la preside – in primis nei volti dei bambini ma anche negli occhi dei cani che li hanno accolti. Del resto, la cura degli animali rappresenta una sfida educativa. E le battaglie educative si combattono, innanzitutto, tra i banchi di scuola“, ha concluso la dirigente.
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