
La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha notificato al consigliere regionale Giovanni Zannini, al sindaco Pasquale Marrandino e al vicesindaco Giulio Natale, un avviso di conclusione indagini per voto di scambio in relazione alle elezioni comunali di Castel Volturno, quando fu eletto l’attuale sindaco. Per Zannini è stato già richiesto l’arresto dal Gip per i reati di corruzione e concussione, anche Marrandino risulta già indagato per corruzione (si tratta di due procedimenti differenti per entrambi).
A figurare tra gli indagati anche il sindaco di San Cipriano d’Aversa Vincenzo Caterino.
L’inchiesta è condotta dai sostituti Giacomo Urbano e Anna Ida Capone.
Bisogna premettere che le elezioni di Castel Volturno, vinte da Marrandino con uno scarto di soli 261 voti, sono state ampiamente chiacchierate. Diverse sono le segnalazioni pervenute a questo stesso giornale, così come le denunce formali fatte dall’opposizione sconfitta.
Nel corso dell’intervista ai candidati, l’attuale sindaco di Castel Volturno si era smarcato dalla vicinanza a Giovanni Zannini, affermando di non avere alcun tipo di “cappello sopra la testa”. Ma nel periodo elettorale, soprattutto nelle fasi finali (come la festa di chiusura della campagna elettorale), la presenza del consigliere regionale era visibile.
Un sodalizio politico certificato con queste elezioni regionali, in cui Zannini ha portato con sé Angela Parente, assessore della Giunta di Pasquale Marrandino. Insomma: si era partiti alle comunali da una coalizione civica per finire nell’appoggio a Forza Italia e al suo rampollo casertano (ovvero Giovanni Zannini).
Prima di arrivare ai fatti contestati, occorre sempre ribadire che tutti gli indagati sono da ritenersi innocenti.
Tra i fatti contestati figura un incontro che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, si sarebbe tenuto il 16 giugno 2024 in un hotel di Mondragone. All’incontro avrebbero partecipato il consigliere regionale Giovanni Zannini, il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino e il sindaco di San Cipriano d’Aversa Vincenzo Caterino. Presente anche l’imprenditore Luca Pagano.
Secondo l’ipotesi investigativa, in quella occasione sarebbero state prospettate a Pagano diverse utilità in cambio dell’appoggio elettorale a Marrandino: un possibile appalto nel settore dei rifiuti da parte del Comune di Mondragone o, in alternativa, una commessa da una società ambientale riconducibile all’area politica di Zannini; il fitto di un piazzale di circa 5mila metri quadrati nel comune di Falciano del Massico, nella disponibilità dello stesso Pagano, come deposito per i mezzi della nettezza urbana; e l’assegnazione di un incarico politico alla figlia dell’imprenditore, Rosa Pagano, candidata alle Comunali di Castel Volturno nella lista “Castel Volturno Città”. Quest’ultimo incarico, sempre secondo gli atti, sarebbe stato rifiutato dall’imprenditore.
Un ruolo centrale, secondo gli inquirenti, sarebbe stato svolto da Vincenzo Caterino, sindaco di San Cipriano d’Aversa e presidente della società provinciale dei rifiuti Gisec, che avrebbe garantito la concreta fattibilità delle promesse formulate.
L’indagine sul voto di scambio riguarda anche un episodio avvenuto in un bar di Castel Volturno, dove – secondo la ricostruzione investigativa – si sarebbe svolto un vero e proprio “banchetto elettorale”. Qui sarebbero stati distribuiti denaro, facsimili di schede elettorali e santini in cambio del voto, indirizzato in favore di Marrandino, del vicesindaco Giulio Natale e di altri candidati a lui vicini.
Il punto di riferimento operativo sarebbe stato Michele Cantone, che – sempre secondo gli atti – avrebbe ricevuto somme di denaro da Marrandino e Natale, a loro volta finanziati da imprenditori, per poi distribuirle agli elettori. Le somme contestate variano tra i 50 e i 70 euro. Alcuni elettori avrebbero accettato, mentre altri si sarebbero rifiutati.
Tra gli episodi più singolari figura quello contestato a un elettore, Attilio Morrone, che avrebbe ricevuto dal sindaco Marrandino un suino privo di documentazione di provenienza, oltre alla promessa di un posto di lavoro.
Ulteriori contestazioni riguardano presunte pressioni esercitate nei confronti del pastore evangelico Amanzio Criscuolo, cui era stata affidata, dalla precedente amministrazione, la gestione del Parco Oasi di Castel Volturno. Secondo gli inquirenti, Marrandino avrebbe minacciato la revoca della concessione qualora non avesse ricevuto sostegno elettorale.
Un altro episodio riguarda Anna Giacobbe, madre di un candidato nella coalizione di Marrandino, che – secondo l’accusa – avrebbe minacciato una coppia diretta al seggio durante il ballottaggio del 24 giugno 2024, invitandola a votare Marrandino e promettendo, in caso di vittoria, la consegna di un televisore. La stessa donna avrebbe poi avvicinato altri elettori nei pressi di un seggio scolastico, distribuendo buste contenenti denaro.
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