
L’amministrazione di Castel Volturno, guidata dal sindaco Pasquale Marrandino, si distingue per una presenza sui social molto intensa. Lo stesso primo cittadino, componenti della Giunta e del consiglio comunale spesso intervengono con commenti su alcuni post dei cittadini.
Forse con questa strategia la maggioranza pensa di garantire un senso di prossimità al cittadino, ma gli effetti possono essere completamente opposti. È il caso del consigliere comunale Alfonso Cerullo che, impaziente di mostrarsi attivo, si è reso protagonista di un commento che ha tirato in ballo temi molto importanti sulla vita pubblica di Castel Volturno.
Sinceramente non sappiamo a cosa porterà un’esposizione social che omette completamente qualsiasi dato ufficiale, documento pubblico e precisione amministrativa. Ma visto che questo è il piano di comunicazione scelto, proviamo almeno a fare chiarezza.
Il post in questione riguarda la denuncia di un cittadino circa lo stato di incuria del Parco Urbano di Pinetamare e di alcune aree del territorio. Nel commento il consigliere comunale di maggioranza afferma: “Salve, per quanto riguarda le aiuole spartitraffico stiamo provvedendo alla revoca degli affidamenti per chi non effettua assiduamente ed in maniera corretta la cura e la manutenzione, per poi affidarle a chi invece farà ciò correttamente e periodicamente“.
Riguardo il Parco Urbano possiamo dire che al momento la sua gestione è ancora ferma, il punto ristoro non è stato ancora affidato e le attività sembrano essersi fermate. Il Parco è spoglio e fermo, lungi dall’essere utilizzato dal pubblico. Anche quest’amministrazione, salvo alcuni eventi sporadici, non è ancora riuscita a rendere vivo e fruibile il Parco.
Riguardo la revoca e gli affidamenti sullo spartitraffico: non sappiamo da dove esca fuori questa regola, sappiamo che per la gestione dello spartitraffico vi è un regolamento dell’amministrazione Russo che non è stato aggiornato e che, anzi, viene costantemente disatteso. Per le informazioni in nostro possesso, infatti, l’ente comunale non ha praticamente mai riscosso i pagamenti delle attività beneficiate dello spazio, né c’è mai stato un bando pubblico a seguito di quel regolamento.
Come si affida uno spazio senza una gara pubblica? Secondo quali criteri? E dove possiamo verificare queste regole, termini e limitazioni? È questo il limite della politica di Facebook, tutto viene ingurgitato dall’urgenza di rispondere per la smania di apparire. Ma nella sostanza: come si è messo mano a quel regolamento dell’epoca Russo? Il dirigente al settore competente, arch. Francesco Pirozzi, ci disse che si stava lavorando ad un nuovo regolamento, ma da allora non abbiamo riscontrato novità.
Nell’altro commento si fa riferimento al decoro urbano e cura del verde pubblico, questione tanto importante quanto delicata: “Il sevizio di cura del Verde esiste anche se attivo da poco ed attualmente sono in zona green Village e sono gli stessi che hanno ripulito la ciclabile segnalata nei vari commenti e che opereranno tutti i giorni su un territorio vastissimo“.
Il servizio di cura del verde esiste, ma solo da 10 giorni. Il servizio di decoro urbano è stato affidato all’azienda A.P.M. Edilizia e Multiservizi srls di Maddaloni, per un periodo di 60 giorni e per un costo totale di 60mila euro.
La richiesta di offerta per trattativa diretta è stata inviata all’azienda il 24 Aprile scorso e “all’epoca” l’azienda si chiamava A.P.M. New System s.r.l.s e si occupava di sanificazione interna di immobili a quanto ci risulta. Quattro giorni dopo l’arrivo dell’offerta da parte del comune, l’azienda ha cambiato ragione sociale diventando A.P.M. EDILIZIA & MULTISERVIZI srls per occuparsi di edilizia e cura del verde.
Il comune poi si è avvalso “della facoltà di disporre l’esecuzione anticipata dei lavori in via d’urgenza” per l’affidamento di due mesi. Scelta leggittima, ma incomprensibile per logica. È da tanto che i cittadini attendevano un bando per il decoro urbano e, visto il tempo impiegato, ci si aspettava una gara che potesse assicurare il servizio per una durata assolutamente maggiore di due mesi.
Il comune, quindi, prima si è preso tanto tempo per lavorare ad una gara di 2 mesi e poi ha evidenziato il carattere di “urgenza” del provvedimento per garantire la “salubrità e l’igiene del territorio comunale”. Un atteggiamento leggittimo, ma che evidenzia un comportamento controverso. Perché si è aspettato tanto per un affidamento diretto di soli 2 mesi?
Purtroppo non possiamo intervenire sul capitolato d’appalto poiché l’allegato non è stato pubblicato nell’albo pretorio, quindi approfittiamo per chiedere all’ente la pubblicazione degli atti per una doverosa pubblicità degli stessi. Quando c’è questo vuoto comucativo dare risposte con commenti facebook può creare confusione, ma questa è una nostra considerazione.
In sostanza: c’è una soluzione temporanea per il decoro urbano, con un provvedimento che evidenzia un comportamento quantomeno controverso, che si appoggia ad un piano industriale di cui più volte abbiamo sottolineato le inadempienze in termini di indicazioni per la cura del verde.
Al commento del consigliere si aggiunge l’ennesima dichiarazione da chiarire: “Poi per quanto riguarda Pinetamare è sempre molto facile confondere, o in alcuni casi scindere ciò che è pubblico dal privato ma anche qui stiamo con l’ente superando alcune logiche ed operando ovunque“.
Torniamo ad una questione vecchia come il mondo e già chiarita ampiamente all’interno della Transazione Stato-Coppola, ma occorre ripeterlo nuovamente: Pinetamare (ex villaggio Coppola) non è un villaggio privato. La stragrande percentuale della vita di Pinetamare si svolge su suolo pubblico, su cui insistono edifici pubblici, enti pubblici, servizi pubblici e per i quali i cittadini pagano profumate tasse di cui beneficiano anche le casse comunali.
Non si può tenere ostaggio di una retorica banale un intero quartiere solo perché magari vi sono parchi o delle poche strade private. La stragrande maggioranza dei cittadini di Pientamare non abita in quelle aree e questo tipo di retorica ha il solo effetto di alimentare la confusione che “denuncia”.
Quindi nulla contro il consigliere Cerullo, come dimostrano anche nostri passati elogi al suo attivismo civico, ma se si viene eletti e si sceglie Facebook per parlare di provvedimenti dell’ente, allora da stampa siamo chiamati a chiarire.
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