
Il comune di Castel Volturno non ha mai avuto un piano urbanistico comunale (Puc). Un territorio lasciato senza regole, in cui ognuno ha fatto ciò che gli pare scoraggiando l’imprenditoria virtuosa che oggi chiede a gran voce l’approvazione del Puc. Per fare il punto sulla questione come Informare, abbiamo organizzato un evento presso la nostra redazione di Pinetamare dal titolo “La crescita economica del Litorale Domitio. Il ruolo territoriale di Castel Volturno”.
Ad intervenire vi era il prof. Roberto Gerundo, responsabile scientifico per il Puc, il dott. Vincenzo Schiavone, presidente Pineta Grande Hospital, e l’arch. Gino Pellegrino, titolare dei Laghi Nabi. A moderare l’incontro c’era Tommaso Morlando, presidente dell’Associazione Centro Studi Officina Volturno, contornato da una sala gremita di cittadini e di amministratori oltre che di referenti politici di varie estrazioni. «Siamo a 4 mesi dalle prossime elezioni e il Puc è ancora fermo, le notizie sono varie e ognuno le racconta a modo suo. Questo evento ha voluto riunire gli attori strategici interessati dal Puc: indipendentemente dai colori politici, occorre iniziare a lavorare per il bene del territorio» apre Tommaso Morlando.
Il prof. Roberto Gerundo ha lavorato direttamente alla redazione del Piano, contribuendo alle nuove prospettive insite nello stesso. «Pone una prospettiva nuova per il territorio – afferma Gerundo – si potranno risolvere problemi di carattere urbanistico prima d’oggi irrisolti, così come darà certezze agli imprenditori che vorranno intervenire sulle parti del territorio che sono state organizzate. Nel Puc c’è una grande difesa della zona agricola, dato che parliamo di una risorsa formidabile per Castel Volturno. Queste aree non saranno trasformate dal punto di vista edilizio perché costituiranno quell’elemento di compensazione ambientale che è essenziale».
Un lavoro importante che ha avuto inizio con l’amministrazione Russo, che poi non è riuscita ad approvare il Puc. Come ribadito dal professore: «Con la giunta Russo redigemmo il Piano urbanistico comunale che poi è stato interamente recepito e adottato dall’amministrazione Petrella. Nella convulsa fase conclusiva, l’amministrazione Russo non ebbe l’organizzazione per approvarla, mentre la giunta attuale sta portando avanti il lavoro negli uffici delegati. Siamo alle battute finali, quindi si attendono gli ultimi pareri. Purtroppo i grovigli burocratici prima dell’approvazione sono tantissimi». Il Piano viaggia rallentato dalla burocrazia, che di certo non potrà mai giustificare un ritardo immane per il comune. Parliamo di un’assenza, quella del Puc, che ha determinato in modo irreversibile anche la capacità imprenditoriale degli operatori sul territorio, anche di quelli più illuminati.
Sul punto il dott. Schiavone raccoglie le domande che quotidianamente tanti imprenditori locali si chiedono. «Ma che peccato hanno commesso gli imprenditori e i cittadini di questo territorio costretti sempre a patire? Eppure gli imprenditori non possono aspettare anni perché sia presa una decisione, la sanità su questo è un esempio lampante dato che c’è un’evoluzione continua del settore».
Una domanda che durante l’intervento diventa un vero e proprio appello rivolto a quella parte politica presente all’evento. «Passano le generazioni e i problemi del territorio sono sempre gli stessi – afferma Schiavone – in sala vedo degli aspiranti sindaci e di ciò mi compiaccio, l’appello che faccio è quello di darci delle regole. Solo con le regole possiamo andare avanti, tutta la crescita del litorale dipende da questo. In un modo o nell’altro il Piano deve essere consegnato, così da permettere all’amministrazione di approvarlo. Si tratta del primo indice di responsabilità del comune di Castel Volturno. Abbiamo sete di normalità: è necessario approvare il Puc». Al coro di del patron di Pineta Grande si aggiunge il giovane e talentuoso imprenditore Gino Pellegrino, che sul territorio ha investito con il progetto visionario dei Laghi Nabi.
«È importante che il Puc dia agli imprenditori “la convenienza” di investire sul territorio – afferma Pellegrino – Castel Volturno ha un appeal negativo e ciò lo possiamo dedurre dal valore immobiliare, che si attesta sui 500 euro a mq, probabilmente il dato più basso dell’intera provincia di Caserta. Questo Puc non è perfetto, anzi, ha diversi difetti sulle possibilità di in- vestimento imprenditoriale. Nonostante ciò, mi accodo all’appello emerso in questo tavolo: bisogna approvarlo. Poi potrà essere modificato, come auspico, ma nel frattempo bisogna dotare i cittadini e gli imprenditori di tale strumento».
Insomma: a Castel Volturno c’è sete di Puc, indipendentemente dai giudizi sullo stesso. Gli imprenditori chiedono a gran voce delle regole ed è compito della politica dotarli di uno strumento essenziale per la programmazione del territorio. Ma a che punto è realmente il Puc? Lo abbiamo chiesto all’arch. Francesco Pirozzi, progettista del Piano e dirigente al comune di Castel Volturno.
«Siamo nelle fasi conclusive. Stiamo seguendo gli enti extra-comunali nell’iter e ormai dovrebbe mancare solo l’ultimo parere. Non posso dare delle date certe perché si tratta di cose che non dipendono dal comune, ma posso affermare che siamo in dirittura d’arrivo» conclude l’arch. Pirozzi, con i tanti auguri che ciò possa finalmente realizzarsi.
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