
Un post facebook che ha infiammato candidati, sindaci ed ex sindaci. Parliamo dell’intervento social di Stefano Tommasi, dirigente provinciale di Forza Italia, che di seguito riportiamo .
“Cari Castellani. Siamo a ridosso della campagna elettorale per le comunali […] Stavolta ,per il vostro bene ,quando verrano i candidati fategli poche semplici domande: Che istruzione hai? Che lavoro fai? Cosa hai prodotto nella tua vita lavorativa? Conosci i problemi del nostro paese? Capirete agevolmente se vuole essere eletto per una poltrona (o peggio per il malaffare) […] Provate per una volta a non votare solo perché siete amici di famiglia o parenti ,ma perché quella persona vi ha convinto” – afferma Tommasi.
Un appello che ha creato tante reazioni, alcune veramente scomposte e fuori luogo, fino a far intervenire politici, sostenitori, tifosi e politicanti di Castel Volturno, dal sindaco fino all’ex primo cittadino Dimitri Russo. Alcuni attacchi personali e volgari hanno regalato uno spettacolo di basso livello, ma c’è qualcosa di più interessante su cui concentrarci.
Se nelle indicazioni di voto, date da Tommasi, ci potevano essere dei punti di condivisione sui metodi da utilizzare, nelle successive dichiarazioni il tono si alza di livello e si passa ad accuse precise e sorprendenti per gravità e metodo.
“Forza Italia è una forza moderata che rientra nella compagine del centrodestra, ma a Castel Volturno ha deciso di stare lontano dal malaffare e stare con chi pensa veramente al territorio […] Abbiamo un’alleanza in provincia di Caserta con i moderati di Zannini, creata per forza di cose, viste le posizioni di Gimmi Cangiano e di Gianpiero Zinzi contro Forza Italia ed il presidente della provincia Magliocca. P.s.Luigi Petrella è una brava persona che voglio un gran bene, ma ha deciso di fare la testa di legno di Mimmo Giancotti” – afferma il forzista Tommasi.
Il dirigente provinciale e commissario cittadino di Forza Italia, conferma la spaccatura nel centrodestra locale per le prossime elezioni, lanciando a Luigi Petrella attacchi gravissimi. Parla dell’esigenza per il suo partito (FI) di tenersi lontano dal “malaffare“, fino ad etichettare l’attuale sindaco come “la testa di legno di Mimmo Giancotti“.
Attacchi che sorprendono e non poco principalmente per tempistica che resta fuori tempo massimo.
Crediamo che Tommasi, carattere istintivo, si sia fatto prendere la mano, lasciandosi trascinare in discussioni che di politico non hanno nulla, ma di personale tantissimo.
E siamo solo all’inizio, per noi dell’informazione, se queste sono le premesse, ci saranno tempi bui, a cui faremo volentieri a meno di partecipare. In primis è strano leggere accuse così pesanti quando Forza Italia ha sostenuto l’amministrazione Petrella in tutte le sue fasi. Forza Italia è rappresentata in consiglio comunale da Giulio Natale e Rocco Ambrosone.
In questi anni nulla è stato proferito sulla “malagestione” Petrella e sul malaffare rappresentato, anche quando le nostre inchieste hanno parlato di Mimmo Giancotti, rappresentante locale della Lega che imbarazza i vertici a causa del suo passato. Nulla è stato scritto o denunciato da Forza Italia sulla questione.
Certo è che le dichiarazioni del dirigente provinciale e commissario cittadino di Forza Italia non possono passare inosservate e dovrebbero essere attenzionate dalla procura.
Soprattutto dato che si parla di malaffare e sindaci “testa di legno” gestiti da qualche grande burattinaio, e da una forza politica interna alla maggioranza. Questo modo d’agire non solo è inusuale, ma è incoerente!
Quando si denuncia il malaffare e i responsabili, si va dai magistrati e si ritira il proprio gruppo politico dalla maggioranza, non si aspetta di essere estromessi (ndr. il presidente del Consiglio Giulo Natale).
L’altra sorpresa riguarda la spaccatura nel centrodestra, una convivenza difficile che dal provinciale si ripercuote anche sulle elezioni comunali. Tommasi parla di una frattura innegabile tra i parlamentari Gimmi Cangiano (Fdi) e Gianpiero Zinzi (Lega) con i cugini di Forza Italia identificati in Giovanni Zannini e nel presidente Giorgio Magliocca.
Anche in questo passaggio c’è tanta incoerenza e ingenuità. Come fa Tommasi a parlare del territorio, delle priorità che vanno ben oltre i partiti, mentre indica un candidato estraneo a Forza Italia (Marrandino .ndr)?
Infine Tommasi scopre le carte: le scelte fatte a carattere locale non sono altro che la conseguenza di un metodo spartitorio regionale e provinciale, il tutto sulle spalle dei cittadini di Castel Volturno.
Forse il buon Stefano Tommasi, in un impeto non ha detto, o potuto dire tutte le verità di quest’allontanamento, che restano serissime nella loro enunciazione, ma che andrebbero spiegate in modo completo ed esaustivo, magari in un incontro con la nostra redazione.
La spaccatura è la parola chiave che accomuna destra e sinistra a Castel Volturno. Nel mentre ad aprirsi è il solito scenario fatto di attacchi personali, denunce gravissime e scarsa attenzione. Riuscirà questo dibattito così mediocre a portare le persone a votare? Per il momento: il nulla mischiato col niente.
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