
Il 15 novembre scorso si è tenuto il consiglio comunale di Castel Volturno, incentrato sull’approvazione di una serie di proposte sui lavori pubblici. Se per il consiglio precedente abbiamo parlato di un dibattito di basso livello, stavolta dobbiamo costatare che ad alzarsi è stato il livello delle accuse.
Prima di arrivare all’analisi occorre una premessa: vista la mole di finanziamenti e il gran numero di cantieri su Castel Volturno, abbiamo deciso di dedicare in futuro un apposito approfondimento per porre l’attenzione su tutti i lavori pubblici in corso sul territorio.
Ma cosa è successo nel consiglio comunale di Castel Volturno e perché sta rimbalzando sui social il termine “testa di legno“? Facciamo un’analisi complessiva senza escludere nessuno.
La maggioranza guidata dal sindaco Marrandino è ancora sensibile alla presenza in consiglio dell’ex sindaco Luigi Petrella (su cui ritorneremo in un paragrafo); spesso dai banchi della maggioranza si fa cenno alla malagestione della passata amministrazione con frecciatine che, se non usate bene, tornano indietro e fan male a chi le lancia. Il terreno è reso ancora più scivoloso dalla partecipazione dell’attuale sindaco e dell’attuale assessore ai lavori pubblici alla passata “malamministrazione” di Luigi Petrella.
Un terreno scivoloso su cui è caduto Stefano Tommasi, capogruppo di Forza Italia, e uomo d’attacco della maggioranza. Durante il suo intervento Tommasi tira in ballo la passata amministrazione facendo una serie di affermazioni che andrebbero specificate vista la potenziale gravità: “Lei ha sempre fatto l’assessore ai lavori pubblici, si è sempre trattenuto questa delega per tenersela ‘cara cara’ “.
Tommasi dimentica che non solo è stato lui stesso assessore nella giunta di Petrella, ma l’assessore ai lavori pubblici era proprio Pasquale Marrandino: l’attuale sindaco. Luigi Petrella fa valere l’esperienza politica accumulata e incalza il Tommasi: “Così sminuisci l’operato del tuo sindaco […] Sindaco (Marrandino) il consigliere Tommasi dice che lei è stata come una testa di legno, faceva solo la presenza…”.
Amo adescato, pesce abboccato. Il sindaco Marrandino toglie tutti i dubbi, prende il microfono e si lascia ad una singola dichiarazione: “Fortunatamente nella nostra amministrazione la parola “testa di legno” non si usa più. È vero: sì, in passato tutti noi assessori della giunta Petrella siamo stati teste di legno del sindaco almeno sulle deleghe ai lavori pubblici“. Giusto per levare via qualsiasi dubbio.
La dichiarazione del sindaco ha aperto a polemiche ed interpretazioni sulle sue parole, sorpattutto perché si parla di lavori pubblici su cui dovrebbe essere una pubblicità e tarsparenza massima. Così non è. Il dibattito sulla passata amministrazione, che continua incessantemente, mostra ancora le ombre di una gestione viziata dei fondi pubblici.
Cari consiglieri, assessori, sindaci ed ex sindaci: ma di cosa state parlando? In cosa consisteva la gestione dei lavori pubblici nell’amministrazione Petrella? Cosa significa essere teste di legno del sindaco sui lavori pubblici? Perché né Tommasi né Marrandino hanno mai denunciato? Noi abbamo spesso evidenziato delle evidenti storture nei lavori pubblici, ma nessuno degli attuali assessori, sindaci e consiglieri ha mai approfondito le nostre inchieste.
La frase del sindaco è troppo importante per restare inosservata, come sottolinea la consigliera Anastasia Petrella (sui cui ritorneremo in un altro paragrafo). Marrandino prova a chiarire in seguito, affermando che si riferiva a interventi riguardanti l’indirizzo politico dei lavori pubblici, quindi nessuna forzatura che riguardasse l’operatività dei lavori.
Vorremmo tanto credere al sindaco, ma non possiamo esimerci dall’evidenziare fatti che contrastano la sua versione. Quando si parla della gestione dei lavori pubblici della passata amministrazione, spesso si fa riferimento a ritardi, cantieri fermi e alla mancata sorveglianza. Non dimentichiamo che lo stesso Tommasi, prima delle elezioni, affermava che Petrella era espressione del “malaffare” oltre che una “testa di legno di Giancotti”. Nulla ovviamente è stato mai denunciato alle autorità competenti, almeno per quanto ci risulta.
Questi erano e sono i termini che si rivolgono a quell’esperienza amministrativa fallimentare di cui diversi esponenti della giunta e il sindaco hanno fatto parte.
Alla luce di queste dichiarazioni le domande sono molteplici e le rivolgiamo al sindaco Marrandino: nel suo ruolo di assessore l’attuale sindaco ha subìto passivamente delle decisioni di Petrella che sono state occultate al pubblico? Che tipi di interventi ha permesso Marrandino all’allora sindaco Luigi Petrella sui lavori pubblici e attraverso il dialogo con quali dirigenti? Se ci sono state delle forzature, non in termini di indirizzo politico ma di nomine, perché non è stato mai denunciato? Cosa chiedeva, cosa è stato esaudito e cosa è ancora in essere di ciò che l’allora sindaco Petrella avrebbe richiesto sui lavori pubblici?
Sulla questione ci sono state diverse denunce dell’ex dirigente ai lavori pubblici Claudio Fiorillo.
Il consiglio comunale è la casa di tutti, i lavori pubblici sono finanziati con fondi pubblici e la loro operatività dev’essere rendicontata al pubblico. Frasi e allusioni del genere vanno in una strada opposta, impossibile da capire per cittadini e stampa. Una cosa è certa: si sa ancora troppo poco della gestione dei lavori pubblici della passata amministrazione. La maggioranza vuole continuare a sottolineare la sua complicità in quel periodo o vuole lavorare chiudendo definitivamente quell’esperienza?
Cosa rende tutto così avvilente? Che a farsi la guerra sono gli alleati di governo di Forza Italia e Fratelli d’Italia, incredibilmente spaccati nel “comune dell’immigrazione”, in cui è richiesta l’azione determinante del centrodestra che invece a Castel Volturno gioca a quale partito getta più ombre sull’altro.
Il consiglio comunale ha e avrà per sempre una costante: l’intervento del consigliere d’opposizione Luigi Petrella. È la storia di un grande sconfitto, bocciato in tutto e per tutto dai cittadini, che hanno riconosciuto in lui un disastro amministrativo acclarato, di cui la sconfitta elettorale costituisce solo la punta dell’iceberg.
Finanziamenti presi e poi persi, lavori pubblici bloccati e pieni di ombre, ponti chiusi per anni e poca attenzione alle periferie: un’esperienza catastrofica non solo dal punto di vista amministrativo. Ebbene sì, perché Petrella è stato disastroso anche dal punto di vista politico, facendosi fregare dal suo fidato super assessore (l’attuale sindaco Marrandino) che nel frattempo lavorava ad accrescere il suo consenso. Tutto sbagliato.
Una sconfitta totale che ancora brucia nell’anima del consigliere che ha deciso di risedersi ai banchi dell’opposizione a fare ciò che gli riesce davvero bene: il provocatore. Interviene, stizzisce la maggioranza, ottiene il “je m’accuse” del sindaco e tutto soddisfatto sa che ha fatto di nuovo il suo. L’occasione per fare il bene della città Luigi Petrella l’ha avuta, ma oggi ha interesse solo ad essere la spina del fianco di quel “Giuda” mai perdonato.
I suoi interventi sono scarni e spesso inconcludenti, ma riescono sempre a pizzicare una maggioranza permalosissima che spesso cede al gioco.
Da un Petrella all’altro le distanze sono evidenti: dal troppo astuto al troppo buono. Anastasia Petrella è il capogruppo dell’area dem in consiglio comunale, ma il suo atteggiamento è completamente opposto a quello del cugino Luigi.
Durante il dibattito ben evidenzia le distanze tra la prospettiva politica della sua area e quella del sindaco Marrandino, particolarmente sui temi riguardanti la povertà e l’immigrazione. Bene, ma non benissimo (almeno dal punto di vista dell’astuzia politica). La consigliera Petrella già nella passata amminsitrazione non pervedeva occasione di “salvare” l’allora assessore Marrandino da alcune dichiarazioni e atteggiamenti poco chiari. Stavolta fa lo stesso.
Dopo l’ammissione del “testa di legno”, la Petrella interviene praticamente a discussione conclusa e invita il sindaco a chiarire quelle parole. La sorte che spetta ai buoni è nota. Il sindaco passa all’attacco accusandola di creare “un nuovo romanzo”, quando invece avrebbe dovuto ringraziarla e non di poco visto che senza quel chiarimento il tutto sarebbe stato ancora più ombroso.
La consigliera Petrella si adopera nuovamente al salvataggio dei suoi oppositori, dimostrando una bontà che in politica è sconosciuta, se non deleteria.
Nell’ennesimo discutibile dibattito c’è chi si salva. Occorre apprezzare lo spirito d’iniziativa dell’assessore ai lavori pubblici Giulio Natale, che sembra intenzionato a mettere in regime i tanti lavori fermi al palo. Riuscirà o meno nell’impresa? Questo non possiamo ancora dirlo, ma di certo monitoreremo il suo lavoro, di cui va registrato l’ottimo inizio.
Il presidente del consiglio, Raffaella Baiano, ha finalmente garantito un dibattito scorrevole e rispettoso. Così come si è ben calato nel ruolo il consigliere Alfonso Cerullo, tra i più attivi della maggioranza e che offre al dibattito spunti interessanti, lontani da frecciatine di basso livello.
Il consiglio comunale di Castel Volturno è ancora in fase di assestamento e, dopo 6 mesi, il dibattito risente ancora gli strascichi della passata gestione amministrativa. Ciò è il sintomo di un passato ingombrante, che vede coinvolti esponenti di maggioranza e opposizione, di cui si sa ancora troppo poco.
Il cambio di passo dell’amministrazione Marrandino è evidente e per ora sono più le note positiva che quelle negative. La giunta comunale attuale ha un’occasione storica, vista la mole di finanziamenti in comune, per cambiare davvero il territorio. L’unica pecca è l’essersi fermati su alcune rivendicazioni da portare all’attenzione delle Istituzioni sovracomunali, come auspicato anche dai consiglieri dem.
A ciò si aggiunge la continua linea emergenziale che ha accomunato un po’ tutte le amministrazioni castellane, accantonando sempre una prospettiva unica e condivisa con imprenditori, associazioni e gruppi di cittadini.
L’occasione è importante, ma per farla fruttare occorre un modo di far politica coinvoglente e aperto a tutte le fasce del territorio. La strada è ancora lunga.
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