
La conferenza dei servizi decisoria esprimere parere negativo al progetto della Cava sita in località Garzano di Caserta, in quanto non condivisibile con la tutela e la salvaguardia paesaggistica e ambientale. Decisivo anche il parere NEGATIVO della Reggia di Caserta nella persona della Direttrice Tiziana Maffei.
Si è conclusa con un esito negativo per la società proponente la Conferenza dei Servizi decisoria sul progetto di cava nella località di Garzano a Caserta. Il progetto presentato dalla Società Mineraria Srl è stato infatti bocciato al termine di un iter finalmente rispettoso dei termini perentori previsti dalla legge 241 del ’90, art. 14 ter.
Durante la conferenza, tutti gli enti coinvolti hanno espresso pareri fortemente critici o contrari, fondati sul rischio concreto per l’integrità del territorio, dove passa il tracciato del complesso monumentale dell’Acquedotto Carolino, l’opera idraulica settecentesca progettata da Luigi Vanvitelli che attraversa proprio la zona interessata dal progetto.
Reggia di Caserta (presente la Direttrice Tiziana Maffei) e Soprintendenza hanno evidenziato le gravissime criticità per il tracciato dell’acquedotto, che passa a soli 70 metri dal confine dell’area della cava. È stato sottolineato come qualsiasi movimentazione del massiccio calcareo avrebbe potuto compromettere la zona già soggetta a rischio idrogeologico. La Soprintendenza, in particolare, aveva già sollevato obiezioni in una precedente conferenza (lo scorso 7 agosto), sollecitando verifiche su eventuali ulteriori vincoli. Comune e Provincia hanno espresso perplessità tecniche, confermando l’incompatibilità del progetto con la tutela del territorio. Rilevati anche vincoli paesaggistici nelle aree di ampliamento della cava.
Il cuore della questione è la prossimità al “percorso a pelo d’acqua” dell’Acquedotto Carolino. Quest’opera, definita la più grande di ingegneria idraulica del XVIII secolo, si snoda per chilometri dalle sorgenti del Fizzo fino alla Reggia di Caserta, alimentando non solo i famosi giochi d’acqua dei giardini reali ma contribuendo storicamente anche all’approvvigionamento idrico di Napoli. La sua fragilità è nota e qualsiasi attività di escavazione nelle immediate vicinanze è stata giudicata un pericolo inaccettabile.
Grande soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti del “Comitato civico No Cave”, che da mesi si opponeva al progetto. Le indagini autonomamente condotte dal comitato, che avevano messo in luce la presenza di elementi storico-architettonici come i “torrini” di servizio dell’acquedotto nella zona, sono state confermate ufficialmente durante la conferenza dalla Reggia di Caserta.
Luca De Matteis e Gianrenzo Orbassano
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