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Centro Culturale Islamico di Da’awa: un angolo di Islam a Castel Volturno

Redazione Informare
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9 giugno 20225 min di lettura

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Centro Culturale Islamico di Da’awa: un angolo di Islam a Castel Volturno

Tra le strade di Destra Volturno, tra le varie attività che sono sorte negli anni, al civico 146 di Via De Gasperi è presente il Centro Culturale Islamico di Da’awa. Ad accoglierci è stato Qasim bin Yamin, Imam della moschea di Castel Volturno, che ogni venerdì guida la preghiera dei musulmani castellani. Da circa 10 anni opera come guida della comunità islamica della città, tra le varie difficoltà che il territorio comporta. In questo angolo un po’ dimenticato di Castel Volturno, Qasim cerca di far ricongiungere l’uomo a Dio e dare esempio ai centinaia di musulmani che abitano la nostra cittadina.

Quanti fedeli musulmani conta la città di Castel Volturno?

«Prima la città di Castel Volturno contava molti più fedeli di oggi. Da circa 7 anni i musulmani sul territorio sono diminuiti e oggi ce ne sono circa 300/400, ma non tutti frequentano la moschea. Molti di loro, infatti, si aggregano a noi soltanto durante la festività dell’Eid al-Fitr, la festa che sancisce la fine del Ramadan. Ogni venerdì, invece, vengono a pregare circa 50 fedeli presso quest’associazione».

Quanto è unita la comunità musulmana di Castel Volturno?

«La comunità musulmana castellana è molto unita, nonostante ci siano molte nazionalità diverse. Tra di noi ci sono marocchini, ghanesi, bangladini, pakistani e tunisini. Riusciamo a darci una mano l’un l’altro nei momenti del bisogno e ci riuniamo nei momenti di preghiera».

centro islamico castel volturno
centro islamico castel volturno
Ritiene che le infrastrutture della vostra comunità siano adeguate?

«La nostra struttura di via Gramsci, seppur piccola, è adeguata per la preghiera del Venerdì. Nonostante ciò, durante i momenti di festa, come quello dell’Eid al-Fitr, non riusciamo ad ospitare il gran numero di fedeli che accorre presso la moschea. Molto spesso siamo costretti a ripetere la preghiera per poter garantire la presenza di tutti. L’anno scorso, causa pandemia, siamo stati costretti a ripetere anche 5 volte la preghiera dell’Eid».

Quanto vi supporta l’attuale amministrazione comunale?

«Noi non abbiamo nessun supporto, né da parte dell’amministrazione né da nessuno. La nostra comunità si sostiene autonomamente, infatti dividiamo le spese tra noi fedeli. Quando l’Associazione Islamica di Da’awa fu aperta, il Comune di Castel Volturno ci rendeva partecipi e presenziava ad alcuni incontri con l’ex sindaco Dimitri Russo. Dopo alcuni anni tutto ciò è cambiato, basti pensare che qualche anno fa chiedemmo di poter svolgere la preghiera dell’Eid in piazza, in modo tale da garantire la presenza di tutti i fedeli, ma la proposta non fu accettata».

Quanto è difficile operare come Imam in un territorio difficile come quello di Destra Volturno? Attualmente la sua comunità di cosa ha bisogno?

«Operare come Imam in questo territorio è molto difficile. Un Imam ha bisogno di essere disponibile per la moschea e per i suoi fedeli, ma deve provvedere anche alla famiglia. Purtroppo, però, la comunità castellana è molto povera e attualmente opero come volontario, nonostante non ci siano molte risorse.

Purtroppo la mia comunità ha bisogno di molto, ma la cosa che chiederei in maniera urgente è la rappresentanza di un esponente musulmano nell’amministrazione comunale. La presenza di un musulmano sul Comune permetterebbe di comprendere realmente le nostre problematiche.

Il Comune promuove molti progetti per gli extracomunitari, musulmani e non, ma concretamente a nessuno di noi è permesso partecipare attivamente all’organizzazione di queste iniziative».

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Come ribadito dall’Imam di Napoli Abdallah Cozzolino, in Campania vi è l’impellente necessità di un cimitero islamico. Quanto questa mancanza pesa nei riti funebri musulmani di Castel Volturno? E come si provvede per arginare questa problematica?

«Qualche anno fa il sindaco De Magistris ci promise la costruzione di un cimitero islamico a Napoli, ma ad oggi nulla è stato fatto. Di solito, quando qualche fedele musulmano di Castel Volturno muore, siamo costretti a ricercare la disponibilità nel cimitero Flaminio di Roma, ma al momento è pieno. Il costo per poter trasportare la salma a Roma è di circa 3.000 euro e, ovviamente, tutta la comunità contribuisce per poter permettere ai fratelli defunti di ricevere un’adeguata sepoltura. Ora che il cimitero Flaminio è pieno, abbiamo un’altra possibilità al Cimitero di Bari, ma molto spesso le famiglie preferiscono trasferire la salma nel paese di provenienza, anche se l’Islam non lo consiglia. I costi, in questo caso, si aggirano intorno ai 6000/7000 euro.

Fortunatamente le varie moschee ci danno una mano, tra cui quella di Giugliano in Campania, Licola, Casapulla, Napoli e Casal di Principe».

L’impressione comune è che la comunità musulmana castellana sia poco radicata e presente nel territorio. Come se lo spiega?

«Quando Padre Antonio operava al Villaggio Coppola e durante la scorsa amministrazione abbiamo fatto molti incontri e organizzato molte iniziative che ci permettevano di essere presenti sul territorio. Successivamente, tutto ciò è cambiato ma ognuno sa dove siamo, soprattutto le Forze dell’Ordine. Nonostante ciò, io sono soddisfatto di ciò che abbiamo costruito e mi basta che la comunità islamica sia tranquilla».

di Pasquale Scialla e Iolanda Caserta

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°230 – GIUGNO 2022

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  • #castel volturno
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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