
«Otto anni fa, 12 persone sono state uccise da chi vedeva la libertà come un nemico. Non dimenticheremo mai le scene di Charlie Hebdo. Non dimenticheremo mai ciò che hanno rappresentato. Non li dimenticheremo mai. La libertà è il fondamento delle nostre società». Lo scrive in un tweet la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola, per ricordare l’attentato terroristico alla sede del giornale satirico francese, il 7 gennaio del 2015.
Sono passati ben 8 anni da quel fatidico giorno che ha sconvolto l’intero mondo. Con 20 morti, è stato l’attentato con il maggior numero di vittime in Francia dal 1961, superato solo dai seguenti attacchi del 13 novembre 2015 e dalla Strage di Nizza. L’evento fu poi rivendicato da al-Qāʿida.
L’allora Presidente francese Hollande dichiarò «Nessuno può pensare di agire in Francia contro i principi di libertà della nostra Repubblica»; anche il sottosegretario generale dell’unione delle moschee di Francia, Mohammed Mraizika, rilasciò una dichiarazione: «Nulla, assolutamente nulla, può giustificare o scusare questo crimine», sottolineando così la distanza della comunità musulmana francese rispetto alle azioni violente di al-Qāʿida.

Charlie Hebdo non è di certo cambiato. A dimostrarlo è il numero speciale di questa giornata, dedicato a ciò che sta accadendo in Iran. In copertina c’è un gruppetto di mullah, cultori di teologia islamica, in turbante che attraversa le parti intime di una donna. In grassetto si legge “Mullah tornate da dove venite”.
Per di più, dopo otto anni, la sede dove ci fu l’attentato è cambiata. Ora c’è qualcos’altro che ha preso il suo posto: ospita gli uffici della ONG Groupe SOS, che spesso riceve i curiosi che vogliono vedere dal vivo i corridoi dove si è consumata la tragedia. La nuova redazione del giornale satirico, invece, è tenuta segreta… per ovvi motivi. Anche i giornalisti e i collaboratori sono tenuti protetti e il Direttore Riss vive sotto scorta. Insomma, un alto prezzo da pagare per la libertà di stampa.
Anche per quest’anno la commemorazione dell’attentato si svolgerà a porte chiuse, davanti all’ex sede. Presenti i parenti delle vittime, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo e il ministro dell’Interno Darmanin.
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