Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiAttualità

Che caldo fa a Caserta? I dati nel report di Legambiente

Carmen Diana
Carmen DianaRedazione Informare
3 agosto 20264 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
Che caldo fa a Caserta? I dati nel report di Legambiente

Indice (3)

  • 1La situazione a Caserta
  • 2Il peso del disagio socio-economico
  • 3Cosa si può cambiare

“Che caldo che fa! Contro la cooling poverty” è il report di Legambiente Campania che analizza la situazione climatica delle città campane, tutte accomunate da un problema: il caldo estivo estremo. Uno studio coordinato dal CNR-IBE, in collaborazione con ISPRA, ha analizzato il fenomeno delle isole di calore urbane, ovvero quelle aree in cui le temperature risultano più elevate a causa della prevalenza di asfalto, cemento e superfici impermeabili.

Nel dossier di legambiente il focus è sulle province campane in cui questo fenomeno si intreccia con condizione climatiche già di base severe e mette in relazione questi dati con le condizioni socio-economiche della popolazione nelle città di Napoli, Caserta, Salerno, Avellino e Benevento. L’obiettivo è fare luce su un problema ancora poco discusso: la cooling poverty, cioè la difficoltà (o impossibilità) per molte famiglie di raffrescare adeguatamente le proprie abitazioni. Un fenomeno che in Italia riguarda circa 2,4 milioni di famiglie.

La situazione a Caserta

Nel periodo 2015–2025, Caserta registra una temperatura superficiale media estiva di 38°C. Un valore che, nel confronto regionale, la colloca in una posizione intermedia: Napoli raggiunge i 41°C, Benevento supera i 41–42°C, Salerno si attesta intorno ai 39°C, mentre Avellino si ferma a 36°C. Ma la media, da sola, non restituisce il quadro reale della situazione climatica. All’interno del territorio comunale esistono infatti differenze significative, con aree in cui il calore si concentra molto più intensamente.

Immagine articolo

L’analisi satellitare individua tre punti particolarmente critici: due nella zona PIP di San Benedetto e uno nel quartiere Acquaviva. Si tratta di aree tutte situate nella parte pianeggiante della città, lontane dai Colli Tifatini, che rappresentano l’unico polmone verde capace di mitigare le temperature grazie alla presenza di vegetazione.

Immagine articolo

Nel caso della zona PIP di San Benedetto, la configurazione urbana incide profondamente sulla situazione climatica: capannoni industriali con coperture metalliche, vaste superfici asfaltate e assenza quasi totale di verde favoriscono un accumulo di calore molto elevato nelle ore diurne. Il quartiere Acquaviva, invece è una delle aree più densamente abitate della città, caratterizzata da un tessuto edilizio compatto e dalla mancanza di spazi verdi significativi. La sua posizione in pianura, senza elementi naturali in grado di favorire ventilazione, contribuisce ad accentuare il fenomeno del caldo estremo.

Nel complesso, il quadro che emerge è chiaro: le zone più calde coincidono con quelle maggiormente impermeabilizzate e prive di vegetazione. Al contrario, i Colli Tifatini funzionano come un regolatore termico naturale. Questa differenza evidenzia quanto il verde urbano non sia solo un elemento accessorio, ma effettivamente una componente essenziale per l’equilibrio climatico della città.

Il peso del disagio socio-economico

Caserta è il capoluogo non metropolitano più popoloso della regione, con 73.037 residenti (ISTAT 2021). Il tasso di occupazione si attesta al 41,7%, mentre la disoccupazione è all’11,2%, valori in linea con gli altri capoluoghi campani. Il reddito medio imponibile, pari a 26.030 euro (MEF, anno d’imposta 2022), è il più alto tra le città analizzate. Tuttavia, questo dato non restituisce completamente la situazione reale: il livello di occupazione resta infatti significativamente inferiore alla media nazionale. Questo significa che, accanto a una fascia di popolazione relativamente stabile, esiste una quota consistente di famiglie in condizioni di fragilità economica. Ed è proprio in queste condizioni che il caldo diventa un problema ancora più concreto.  Non tutti infatti hanno risorse adatte a mantenere una temperatura adeguata nelle proprie case durante i periodi di caldo estremo.

Cosa si può cambiare

Le indicazioni che emergono dal report sono piuttosto nette: aumentare la presenza superfici verdi, ridurre l’estensione di asfalto e cemento, introdurre criteri bioclimatici nella progettazione degli edifici e rendere accessibili spazi pubblici in grado di offrire sollievo durante le ondate di calore.

A Caserta il punto non è quindi quanto fa caldo, ma dove e per chi. Esistono, come del resto anche nelle altre città campane, delle differenze interne alla città che mostrano la necessità di intervenire su questi squilibri. Farlo significherebbe agire contemporaneamente sul piano ambientale e su quello sociale, con effetti positivi concreti sulla qualità della vita dei cittadini.

Leggi anche: A Napoli il caldo diventa il volto della disuguaglianza

Tags
  • #caldo
  • #caserta
  • #cooling poverty
  • #Legambiente
Carmen Diana
Redazione Informare

Carmen Diana

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026