
È ormai sotto gli occhi di tutti: il 2023 è stato l’anno della totale riscoperta di Napoli che sta finalmente aprendosi al mondo ottenendo, da parte del pubblico internazionale, enormi soddisfazioni. Il successo della città passa allora dal boom del turismo fino alle eccellenze musicali che mai come ora pullulano nella storica Partenope.
Agli enormi traguardi artistici si aggiunge poi l’incredibile vittoria dello Scudetto che ha acceso gli animi di milioni di napoletani in tutto il mondo che hanno finalmente gustato un trofeo che mancava dai tempi di Maradona. Il mito del calciatore argentino resta ancora oggi assai forte nell’immaginario cittadino che, fondendo sacro e profano, ha reso la figura di Diego indissolubilmente legata alla cultura ed alla storia della città di Napoli.
“San Gennà, tu’o ssaje, je te voglio bene, ma ‘na finta ‘e Maradona squaglia ‘o sangue dint’ ‘e vene. E chest’è”: un’immortale scena tratta dal genio di Luciano De Crescenzo nei mitici panni del Professor Bellavista. Qui ancora una volta si tira in ballo l’eterno dualismo fra sacro e profano associando a Diego l’immagine del Santo patrono di Napoli e del suo celebre prodigio. Il fenomeno del sangue di San Gennaro che ricorre ben tre volte all’anno: ovvero il sabato che procede la prima domenica di maggio, il 16 dicembre ed il più noto 19 settembre, giornata dedicata interamente al martire. Infinite domande si sono susseguite nel corso dei secoli circa la natura di questo fenomeno e ancora oggi, a causa di una posizione assai ambigua della Chiesa, non esistono ancora risposte certe. Un bel po’ di anni fa ci ha provato Luigi Garlaschelli, chimico ed ormai ex professore presso l’Università di Pavia, a trovare una soluzione scientifica al mistero di San Gennaro. Il noto chimico nel 1991 insieme ai colleghi Franco Ramaccini e Sergio Della Sala, pubblicarono un articolo sull’autorevole rivista scientifica “Nature” dal titolo “Working bloody miracles”.
Nell’articolo si avanzava l’ipotesi secondo cui all’origine del cosiddetto “Miracolo di S. Gennaro” vi potrebbe essere il fenomeno della tissotropia. La redazione di Informare è riuscita a contattare il professor Garlaschelli che ci ha illuminati circa le varie teorie che negli anni hanno provato a spiegare, almeno in linea teorica, il Prodigio del Sangue di San Gennaro: «Già dalla fine del ‘700 si fece strada l’ipotesi che quella contenuta all’interno dell’ampollina fosse una sostanza che cambia prontamente stato se sottoposta ad una fonte di calore.
Nel 1991, invece, venne fuori con una certa insistenza l’ipotesi che si trattasse di una sostanza tissotropica ovvero una sostanza apparentemente solida ma che, se soggetta a diversi movimenti, assume la forma liquida» – inizia a spiegare il professore – «Questa seconda possibilità iniziò ad intrigarmi particolarmente e iniziai allora a cercare dei casi analoghi nel corso della storia e così trovai alcuni riferimenti ad una sostanza simile già nel 1800. La teoria ebbe subito un grande seguito! Questo perché nel corso della cerimonia la reliquia viene effettivamente agitata per verificare se il prodigio si è compiuto correttamente: proprio questi movimenti potrebbero, sempre in linea teorica, essere l’innesco del passaggio di materia dallo stato solido allo stato liquido».
«Esistono tuttavia degli elementi circa questa teoria che mi lasciano perplesso» – aggiunge il professore – «di norma le sostanze tissotropiche non restano stabili per un lungo periodo di tempo e ciò mi farebbe di conseguenza tendere maggiormente per la soluzione che suggerisce un’induzione termica poichè in questo caso il composto conserva maggiormente le sue proprietà nel tempo. Tuttavia in assenza di adeguati esperimenti non possiamo fare altro che parlare di ipotesi: in alcuni documenti la Chiesa ha dichiarato di aver effettuato delle verifiche ma si parla comunque di controlli parziali ed eseguiti senza la strumentazione adeguata. In passato ho anche scritto al vescovo di Napoli offrendomi di partecipare gratuitamente ad eventuali analisi; la Chiesa, però, si è sempre rifiutata di svolgere analisi che potessero fugare ogni dubbio circa il prodigio del sangue San Gennaro» dice con una vena di dispiacere. «Per il momento però preferiscono ancora usare l’ambigua e non ufficiosa definizione di “prodigio” piuttosto che eseguire i regolari accertamenti necessari per definirlo “miracolo” nonostante la cultura popolare continui a considerarlo ed a trattarlo come tale».
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...