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Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

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Chi gestisce il Canale Agnena e cosa è stato defecato a mare?

Angelo Morlando
Angelo MorlandoRedazione Informare
9 maggio 20205 min di lettura

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Chi gestisce il Canale Agnena e cosa è stato defecato a mare?

Le indagini dovrebbero accertare anche lo stato manutentivo delle opere di bonifica

Prima di tutto alleghiamo una cartografia e una breve descrizione del Canale Agnena, che pur sfociando sul litorale del comune di Castel Volturno, ha origine da una parte più alta del casertano, cioè dal comune di Vitulazio. L’asta principale ha una lunghezza di circa 30 km. Basti pensare che il fiume Sarno ha una lunghezza di circa 20 km. Tutto ciò per affermare che non è un canaletto di poco conto e che andrebbe monitorato con continuità. Sembra, invece, che le Istituzioni si siano accorti di tale opera importante solo da pochi giorni.

Immagine articolo

 

 

Immagine articolo

 

Ulteriori dati: marzo e aprile 2020 sono stati mesi poco piovosi (fonte: Regione Campania – D.G. 01 – Autorità di Gestione Fondo Sociale Europeo e Fondo per lo Sviluppo e la Coesione).

Sul bacino idrografico del canale Agnena per oltre 60 giorni si sono contati solo 10 eventi meteorici, peraltro non eccezionali. Ad esempio, nella parte alta del bacino (comune di Vitulazio, stazione denominata “23”) a marzo 2020 ci sono stati solo 6 eventi piovosi e ad aprile 2020, solo 2.

Nei giorni 1 maggio 2020 (venerdì) e 3 maggio 2020 (domenica) il casertano alto, compresa la città di Vitulazio, è stato caratterizzato da due eventi meteorici abbastanza rilevanti (fonte: https://www.3bmeteo.com).

I dati meteomarini dei giorni 1/2/3 maggio 2020 indicano un mare da poco mosso a mosso (fonte: https://www.paolociraci.it/meteo-nautica/condizioni-mare.htm).

Il giorno 4 maggio 2020 (lunedì) il mare era calmo e dalle 9 di mattina fino alle 15 del pomeriggio, il livello era di almeno 20/30 cm al di sotto del livello medio mare, cioè al di sotto dello zero.

Cosa è potuto accadere?

Il Canale Agnena, nei mesi di marzo e aprile, ha ricevuto tutti gli scarichi possibili, sulla cui natura non è possibile esprimersi, perché non sono disponibili dati in continuo, sia per l’asta principale, sia per i centinaia di canali secondari. Un fatto è certo: la qualità ambientale del Canale Agnena è pessima (la peggiore possibile) da almeno 18 anni (fonte: http://www.arpacampania.it/indicatori-acque-superficiali).
Il problema è che la foce dell’Agnena è quasi sempre insabbiata e quando non piove in maniera significativa, come accaduto a marzo e aprile 2020, il canale diviene un enorme serbatoio dove tutti gli scarichi si accumulano. Chi studia il canale Agnena come me, da 20 anni, può testimoniare che l’acqua è spesso ferma, proprio perché il canale non riesce a scaricare sempre. Immaginate quindi un serbatoio di circa 30 km di lunghezza dove scarichi di tutti i tipi ristagnano per mesi…

All’improvviso piove. Un primo contributo il 1 maggio e il secondo più consistente il 3 maggio, ma la natura è “cattiva” e in quei giorni il mare è mosso, quindi, il canale non riesce a scaricare. E nel serbatoio/canale il volume aumenta sempre di più. Quando la mattina del 4 maggio il mare si calma, il canale Agnena può finalmente liberarsi e defecare a mare. E ciò è proseguito fino a che il mare è rimasto calmo.

Ma tutto ciò accade da decenni. 

La riduzione complessiva degli scarichi su tutto il Litorale Domitio, causata dal lockdown, ha reso il tutto più evidente, perché l’acqua del mare era particolarmente trasparente e la defecazione si è mostrata in tutta la sua putritudine. Molto probabilmente il volume accumulato e scaricato tutto insieme ha trascinato con sé anche un enorme quantitativo di materiale che si era sedimentato, nel corso dei mesi, sul fondo del canale Agnena.

Quella esposta è ovviamente un’ipotesi, basata però su alcuni dati verificabili.

Le osservazioni che rivolgo a tutti i responsabili del canale Agnena e a chi sta svolgendo le indagini, sono le seguenti:

  1. Qual’è lo stato del monitoraggio ambientale su tutto il bacino del canale Agnena (asta principale e canale secondari)?
  2. Quali sono le procedure di emergenza attuabili in casi di eventuali scarichi illeciti onde evitare che i veleni siano scaricati direttamente a mare?
  3. Quali provvedimenti sono stati adottati negli ultimi 18 anni per migliorare la qualità ambientale degli scarichi a mare del canale?
  4. Quali sono gli interventi di manutenzione effettivamente eseguiti negli ultimi 18 anni e di chi sono le competenze?
  5. Quale è lo stato attuale delle opere e quale censimento è stato fatto degli scarichi, abusivi e autorizzati?

Alcune domande sono ovviamente provocatorie e retoriche; le risposte sono note alla moltitudine, ma i veri responsabili, nome e cognome, sembrano sfuggire sempre alle maglie delle indagini o alle verifiche della Procura Generale della Corte dei Conti.

La legge non ammette ignoranza e gli obblighi sullo scarico a mare dei canali superficiali sono chiarissimi. Per il solo Litorale Domitio, vale per il canale Agnena, il Torrente Savone, i Regi Lagni, il Lago Patria, l’Alveo Camaldoli, il canale di Quarto…

Tutti canali che defecano continuamente a mare, incontrollati.

Peccato che alcune Istituzioni, soprattutto alcuni consiglieri regionali, sembrano essersi svegliati solamente la mattina del 4 maggio 2020, peraltro a seguito di segnalazioni proprio di noi cittadini.

Dove eravate negli ultimi 18 anni?

 

 

A cura dell’Ing. Angelo Morlando
Responsabile Scientifico

 

Tags
  • #ambiente
  • #canale agnena
  • #casertano
  • #castel volturno
Angelo Morlando
Redazione Informare

Angelo Morlando

Responsabile Scientifico del magazine Informare e dell'Associazione "Centro Studi Officina Volturno". Ingegnere Idraulico, specializzato in ingegneria sanitaria e ambientale. Giornalista iscritto all'Ord. della Regione Campania con n. 143539

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