
Risale a qualche giorno fa uno studio di You Trend, la nota pagina che pubblica statistiche e mappe socio-politiche. Il post afferma che il 7% della popolazione europea tra i 16 e i 74 anni non ha mai usato internet nella sua vita. Il paese con la percentuale più alta è la Croazia (dove si tocca il 13,7%) e in Grecia, Portogallo e Bulgaria il dato è sopra il 10%. Sotto l’1% ci sono invece Svezia, Paesi Bassi, Danimarca e Lussemburgo. In Italia non ha mai usato internet l’8,9% e il dato è in forte calo rispetto al passato, ma rimane maggiore di Germania (5,1%), Francia (4,2%) e Spagna (3,4%).
Il divario digitale, brevemente introdotto, si riferisce dunque sia a strutture materiali sia a skills conoscitive. Il contesto attuale, dunque, richiede l’accesso alle infrastrutture di rete e una connettività a banda larga e ultra-larga. Entrambe sono requisiti fondamentali per il progresso sociale ed economico. D’altro canto, è cruciale un movimento dall’alto che favorisca la transizione tecnologica.
Si intende, cioè, offrire servizi digitali efficaci sia ai cittadini che alle imprese e sostenere l’adozione di nuove tecnologie attraverso politiche di sostegno. In generale, è noto che la pandemia di COVID-19 ha amplificato la disparità di accesso agli strumenti digitali. O quantomeno, l’ha messa in luce. Ciò ha avuto conseguenze significative su settori vitali come l’assistenza sanitaria, l’istruzione e l’inclusione sociale, minacciando la coesione tra le regioni dell’Unione europea, e possono anche compromettere il raggiungimento degli obiettivi del decennio digitale 2030.
In generale, si può affermare che l’accesso a Internet è fondamentale per la partecipazione sociale nell’UE digitalizzata. Tuttavia, è risaputo che alcune regioni europee, inclusa l’Italia, stanno avendo problemi per tenere il passo al crescente utilizzo della rete. Uno studio di Eurostat su 196 regioni dell’UE ha rivelato che 18 di esse hanno registrato un calo nell’uso giornaliero di Internet, con la Calabria e la Sicilia tra le prime dieci regioni con il più basso utilizzo. Proprio la Calabria si posiziona al secondo posto tra le regioni europee con la percentuale più bassa di utilizzatori giornalieri di Internet. Solo il 68,0% della popolazione accede regolarmente alla rete e il 18,7% non l’ha mai utilizzata. Questi dati evidenziano sfide significative per l’Italia e altri paesi europei in termini di digitalizzazione e accesso alla tecnologia. Mentre alcune regioni vedono un aumento dell’uso di Internet, altre faticano a stare al passo. I fattori che accentuano il digital divide in Italia sono diversi.
In Italia, il divario nell’accesso a Internet è dovuto a diversi fattori. Tra questi, sicuramente ci sono la mancanza di investimenti infrastrutturali nelle zone rurali, la limitata scelta tecnologica e i prezzi più alti della connettività. Queste problematiche sono accentuate dall’aspetto demografico: la percentuale significativa di anziani nelle regioni abbassano il potenziale recupero nel digital divide.
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